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MILANO - Luce veneziana

Bernardo Bellotto, Il Canal grande verso sud, dai palazzi Foscari e Moro Lin fino a Santa Maria della Carità, Venezia (1738 circa). 


La studiosa Bo˚zena Anna Kowalczyk, una delle massime esperte al mondo di Canaletto, è la curatrice della mostra dedicata all’opera del pittore e del nipote Bernardo Bellotto, due dei più brillanti rappresentanti del vedutismo veneziano.

La mostra, grazie alla collaborazione con importanti musei, come la Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda, il Castello sforzesco di Milano e il Castello reale di Varsavia, e istituzioni private, presenta un centinaio di dipinti, disegni e incisioni, molti dei quali mai presentati in Italia.

Venezia, Milano, Dresda sono alcune delle città immortalate nei paesaggi e nelle vedute — ottenute anche grazie all’utilizzo della camera ottica di cui Canaletto mise a punto un modello — in cui tradizione e innovazione, aderenza al reale ed elementi fantastici si coniugano e che raccontano come i due artisti rivoluzionarono il genere della veduta e si imposero nel panorama artistico europeo.

Un’occasione per poter ammirare anche l’inventario, recentemente ritrovato, dei beni della casa di Bellotto a Dresda, distrutta nel 1760, che ha permesso di ricostruire la biblioteca dell’artista mostrando la sua passione per la letteratura, il teatro e il collezionismo. In mostra anche una selezione dei libri che appartenevano all’artista. Catalogo Silvana Editoriale.

Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce
Gallerie d’Italia, piazza Scala 6
telefono 800-167619, orario 9.30-19.30, giovedì ore 9.30-22.30, chiuso lunedì
www.gallerieditalia.com
fino al 5 marzo 2017