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Fumetti in classe: 5 proposte
Ieri si è chiusa Lucca Comics: come sempre un successo, sull'onda del crescente (e sacrosanto) riconoscimento delle potenzialità espressive e artistiche del fumetto. Perché, allora, non sancirne l'ingresso anche nelle scuole?

 

Il fumetto, specie se in forma di graphic novel (cioè “romanzo grafico”, un'opera con il respiro di un romanzo, in grado di inglobare le tematiche della grande letteratura), può essere usato in classe per una molteplicità di funzioni didattiche.
 
Presenta una forma e un linguaggio congeniali ai ragazzi, favorendo quindi i lettori riluttanti; propone punti di vista diversi e prepara i ragazzi a leggere in modo consapevole le nuove forme di comunicazione iconica dominanti nella società di oggi. Le ricerche ci dicono poi che il fumetto aiuta a conservare le informazioni meglio dei libri di testo, rivelandosi quindi strumento prezioso per favorire l'apprendimento. Molte graphic novel, infine, sono capolavori di tecnica narrativa e contenuti, da affiancare ai romanzi per l'arricchimento culturale e il piacere di lettura dei ragazzi.
 
Cosa far leggere in classe?
 
Eccovi allora 5 proposte di titoli da leggere e far leggere ai ragazzi, con riferimento particolare a quelli che si preparano all'esame di Stato.
 
  • Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons, unica graphic novel a figurare nella lista di Time Magazine dei 100 migliori romanzi in lingua inglese, è un'opera complessa, densa di citazioni, livelli di lettura e piani metanarrativi. Ambientato in un 1985 distopico in cui gli USA hanno vinto la guerra del Vietnam grazie ai supereroi che lavorano come vigilantes nelle città, Watchmen è una fonte inesauribile di spunti d'analisi in classe: dalla straordinaria tecnica narrativa basata sul mosaico fra tavole illustrate, pagine di libri, fumetto, articoli di giornale (e che sembra fatta apposta per preparare alla prova B dell'esame di Stato) alla riflessione sugli aspetti più controversi della società contemporanea (catastrofismo, culto dell'ego, megalomania) al rimando ai grandi temi filosofici come determinismo, autoritarismo e religione.
  • Maus, capolavoro di Art Spiegelman, racconta la vicenda biografica del padre dell'autore, ebreo polacco sopravvissuto ad Auschwitz. La potenza del fumetto allegorico, che rappresenta gli ebrei come topi e i nazisti come gatti, crea un affresco visivo dell'Olocausto impressionante e difficile da dimenticare. Prima graphic novel a vincere il Premio Pulitzer e già studiata in molte scuole, è un'opera fondamentale da inserire nelle bibliografie che, nella scuola secondaria, affrontano il tema della Shoah.
  • Persepolis, opera autobiografica di Marjane Satrapi, racconta l'adolescenza dell'autrice in Iran durante la rivoluzione islamica e l'insofferenza verso la politica repressiva del regime, specialmente in riguardo alla condizione femminile. Il punto di vista interno, l'espressività della grafica, l'immediatezza del racconto sono l'esempio più eloquente di come un fumetto possa rendere universale la storia del singolo. Leggere Persepolis in classe significa leggere la rivoluzione islamica da un punto di vista differente dai libri di storia o dalle cronache occidentali. E, forse, capirla meglio.
  • Rughe di Paco Roca è una poesia delicata, ironica e struggente sul morbo di Alzheimer. Emilio viene ricoverato in un ospizio e qui l'amico Michele lo aiuta a dissumulare i sintomi della malattia evitandogli così il trasferimento al piano superiore, quello di “non ritorno”. Fra le possibili piste di analisi in classe, la riflessione su temi universali della letteratura come la malattia, la vecchiaia, la morte, l'insondabile mistero della mente umana. Ma soprattutto un percorso di cittadinanza che vede, nel malato, l'unicità di ogni essere umano.
  • Palestina di Joe Sacco racconta l'esperienza di viaggio compiuta dall'autore in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza fra il 1991 e il 1992. Il risultato è un reportage vivo e diretto del dramma della popolazione Palestinese, un ritratto sicuramente non imparziale, ma anche attento a non scadere nella stereotipata contrapposizione fra Bene e Male. Senz'altro uno strumento prezioso per aiutare i ragazzi a penetrare la complessità di uno fra temi più drammatici dello scenario geopolitico contemporaneo.
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