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Laboratorio di scrittura - L’analisi del testo poetico

Franco Scataglini, "La nave misteriosa". Fonte: www.scataglini.it

Chi ha paura dell’analisi del testo poetico? Consigli per avviare il lavoro in classe e per rispondere ai dubbi e alle esigenze degli studenti tratti dal Laboratorio di scrittura preparato da Roberto Carnero e Giuseppe Iannaccone per il corso Al cuore della letteraturaCon un esempio tratto dalla Vita Nova di Dante. 

L’analisi del testo poetico è, in genere, percepita dagli studenti come più complessa e infida rispetto a quella del testo in prosa. Davanti a versi trasparenti e di immediata comprensione tendono a “non saper che cosa scrivere” o “che cosa dire”, a non riconoscere o a sottovalutare fatti metrici, figure retoriche e significati profondi. Davanti a poesie meno immediate per lingua, metro, costruzione, riferimenti, l’atteggiamento comune è la paura di fraintendere, cui segue la rinuncia ad affrontare questa tipologia di scrittura. Ecco qualche suggerimento per lavorare meglio insieme, tratto dal Laboratorio di scrittura del corso Al cuore della letteratura (pp. 61-83).

Prima mossa – La poesia come linguaggio

A una classe di studenti restii all’analisi del testo, per cominciare, si può proporre di leggere insieme una bella dichiarazione del poeta Giovanni Raboni: in poche righe mette in chiaro che la poesia è anzitutto un linguaggio, rispondente alla facoltà propria dell'uomo di esprimersi e comunicare tramite un sistema di segni grafici e/o vocali. Però si tratta di un linguaggio tanto più umano perché sfugge alle regole della comunicazione strumentale e di immediato consumo:

La poesia non è né uno stato d’animo a priori né una condizione di privilegio né una realtà a parte né una realtà migliore. È un linguaggio: un linguaggio diverso da quello che usiamo per comunicare nella vita quotidiana e di gran lunga più ricco, più completo, più compiutamente umano; un linguaggio al tempo stesso accuratamente premeditato e profondamente involontario capace di connettere fra loro le cose che si vedono e quelle che non si vedono, di mettere in relazione ciò che sappiamo con ciò che non sappiamo.

Seconda mossa – L’identikit

Proponiamo un identikit del testo poetico, che è:

  • profondamente strutturato - per esprimersi l’autore sceglie accuratamente le parole e la loro organizzazione all’interno del componimento. Es. la collocazione di una parola a inizio o alla fine del verso è significativa dell’impianto generale e nella creazione del significato;
  • caratterizzato da una forte musicalità – non solo il significato delle parole, ma anche il loro significante (suono, timbro, accentazione) contribuisce al senso complessivo del testo;
  • costruito attraverso immagini, polisemico e aperto – ricorre a processi di astrazione e simbolismo e, più di ogni altro testo, non racchiude mai un solo significato, ma l’interpretazione di ogni lettore contribuisce a svelarne un senso nascosto, talvolta anche rispetto alle intenzioni di chi lo ha scritto.

Terza mossa – Le tre parti di una buona analisi

Chiariamo con esempi che, nelle prove assegnate all’Esame di Stato, l’analisi del testo è suddivisa in tre parti: comprensione, analisi, interpretazione (le prove delle varie annate possono essere scaricate dal sito del MIUR: www.istruzione.it/esame_di_stato). Si tratta di una traccia lineare e utile a compiere una lettura critica, approfondita, che metta in luce gli aspetti principali del contenuto e della forma di un testo poetico e dunque ne consenta l’interpretazione. Per tutte le sezioni dell’analisi, forniamo alcune indicazioni utili.

  • Nella Comprensione viene richiesto il significato letterale del testo proposto facendone o la parafrasi, il riassunto, oppure rispondendo a domande mirate sui contenuti. In questa fase, è importante riscrivere il testo in prosa, secondo la costruzione diretta, verificare di conoscere tutte le parole che vengono utilizzate e coglierne il senso (anche consultando il dizionario per controllare diverse accezioni della medesima parola).
     
  • Nella fase dell’Analisi occorre mettere in campo gli strumenti tecnici, letterari, culturali consegnati dall’insegnante e consolidati tramite l’esercizio e lo studio. Occorre conoscere:
    a. la metrica – organizzazione del testo in versi (settenari, ottonari, novenari, endecasillabi...), rime (baciata, alternata, incrociata, incatenata, invertita, replicata), strofe (distici, terzine, quartine, sestine, ottave, stanze), forme (sonetto, canzone, ballata, madrigale);
    b. la fonetica – elementi legati al suono e alla musicalità di una poesia, per esempio: prevalenza di consonanti e vocali che creano suoni aspri o dure, assonanze e consonanze, figure di suono come l’allitterazione e l’onomatopea;
    c. il lessico – registro o registri utilizzati dall’autore (di uso comune o letterari, colloquiali, neologismi, arcaismi, forestierismi, tecnicismi);
    d. la sintassi – ipotassi o paratassi?, come vengono disposti soggetto, verbo, complemento?;
    e. la struttura – disposizione degli argomenti all’interno del testo, legami tra versi e stofe, suoni, parole, figure retoriche ricorrenti.
     
  • Nella fase dell’Interpretazione viene chiesto di individuare l’intreccio tra forma e contenuto, di attivare le competenze per creare dei collegamenti tra il testo proposto e altri dell’autore o altri testi di altri autori. Per muoversi con agilità in questa sezione è utile conoscere e riconoscere:

    a. parole chiave del testo;
    b. suoi temi principali e secondari;
    c. poetica dell’autore (se ne trovano cenni anche nella traccia);
    d. contesto storico e culturale dell’autore (se ne trovano cenni anche nella traccia);
    e. rapporto con altri autori o altre correnti artistiche.

Quarta mossa – Consigli verso la scrittura

Forniamo agli studenti un elenco di consigli da seguire nella scrittura di un’analisi del testo efficace.

  • Più che mostrare all’insegnante di aver acquisito le nozioni di carattere generale (che cos’è una metafora, che cos’è un endecasillabo, che cos’è una consonanza), decliniamo concretamente tali conoscenze nel testo da analizzare.
  • Se conosciamo l’autore del testo da analizzare, non impostiamo l’interpretazione sulla biografia o sull’elenco delle opere dell’autore. Scegliamo solo gli elementi che possono contribuire realmente alla comprensione del testo.
  • Elencare tutti i fatti metrici e le figure retoriche del testo non è un buon modo per analizzarlo. L’elenco di tutte le figure retoriche che si riescono ad individuare può essere un punto di partenza per lo svolgimento dell’analisi. Ma occorre poi selezionare le figure più rilevanti e, soprattutto, dire in che modo costruiscono il significato del testo.
  •  Il linguaggio del poeta è quello della poesia. Il nostro è quello dell’analisi testuale, della critica. Evitiamo toni soggettivi e intimistici senza rinunciare alla libertà dell’interpretazione: utilizziamo un registro formale, facendo riferimento alla terminologia tecnica e specifica. Se un’interpretazione ci sembra molto personale, aggiungiamo senz’altro delle forme di attenuazione: “forse”, “si potrebbe ipotizzare che”...
  • Il poeta si rivolge a tutti gli uomini, noi per chi scriviamo? Pensiamo a un destinatario “reale”. Non tanto l’insegnante, quanto un appassionato di letteratura a cui mostrare nel dettaglio le caratteristiche del testo.

In pratica

Passiamo dalla teoria alla pratica: proponiamo alla classe l’analisi guidata di Oltre la spera che più larga gira di Dante Alighieri.

Per proseguire

  • Nel Laboratorio di scrittura del corso Al cuore della letteratura, sono disponibili altri consigli, una griglia di tutte le figure retoriche da utilizzare nel lavoro in classe e altre due analisi guidate: Sopra il ritratto di una bella donna scolpito nel monumento sepolcrale della medesima di Giacomo Leopardi e Piove di Eugenio Montale (pp. 76-83).
  • Su Piove di Montale consigliamo la lettura di un articolo di Beniamino Sidoti, che consente di mettere a fuoco uno dei meccanismi principali del testo: la parodia. 
  • Le immagini che accompagnano questo post sono dipinti di un grande poeta del Novecento, Franco Scataglini. Il primo s'intitola La nave misteriosa, il secondo Angelo Verdoro. Per saperne di più sull'opera poetica e grafica di Scataglini, è possibile visitare il ricco sito a lui dedicato www.francoscataglini.it[Elena Frontaloni]