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Laboratorio di scrittura – L’articolo di giornale

Non al denaro non all'amore né al cielo: particolare dell'album di Fabrizio De Andrè. Fonte immagine: www.viadelcampo.com

L’articolo di giornale è una tipologie testuali previste per l’esame di Stato e un ottimo esercizio di scrittura. Permette di consolidare le capacità di esposizione e sintesi, far dialogare testi e temi col proprio presente. Come scrittura scolastica, dà non poche occasioni di liberare la fantasia. Suggerimenti per l’avvio di un laboratorio. Con un esempio svolto, tratto dal Laboratorio di scrittura del corso Al cuore della letteratura

All’esame di Stato del 2012 il Ministero ha proposto agli studenti dell’ultimo anno, tra le altre cose, di scrivere un saggio breve o un articolo di giornale d’ambito artistico-letterario sul tema “Il labirinto”. I ragazzi avevano a disposizione come documenti la Minotauromachia di Picasso, Pasiphaë di Pollock, Relatività di Escher, un passo dell’Orlando furioso, uno dell’Aleph di Borges e ancora Calvino (Città invisibili) e Eco (Il nome della rosa). Una rassegna varia e ricca: proprio per questo insidiosa. La mole di documenti imponeva infatti di avere idee chiare sulle differenze tra le tipologie di scrittura, capacità di sintesi, consapevolezza del fatto che né il saggio breve né l’articolo di giornale possono essere un collage di informazioni e citazioni ricevute. Proviamo a lavorare con la classe su questo esempio.

Prima mossa – Lettura della traccia

La lettura della traccia ci aiuta a mettere in chiaro o ripetere le caratteristiche dell’articolo di giornale richiesto dall’esame di Stato. 

  1. Si possono utilizzare “in tutto o in parte” i documenti forniti.
  2. Non si possono superare le cinque colonne di foglio protocollo.
  3. Occorre indicare il titolo dell’articolo.
  4. Occorre indicare il tipo di giornale sul quale l’articolo deve essere pubblicato.

I primi due punti sono in comune col saggio breve. I secondi due sono specifici dell’articolo. Il punto 4 non ci chiede di indicare il nome della testata, ma il “tipo di giornale”. Possiamo proporre agli studenti di lavorare su 3 tipologie: a) quotidiano; b) rivista divulgativa; c) giornalino scolastico, nelle loro versioni carta e web.

Seconda mossa – La destinazione

Facciamo notare che scegliere il “tipo di giornale” significa anche immaginare un pubblico del nostro scritto. Il quotidiano si rivolge a un pubblico ampio, che possiamo pensare digiuno di informazioni sul nostro tema (diamo allora informazioni veloci su autori e opere, anche quelle che ci sembrano più scontate e che ci vengono direttamente dalle didascalie ai documenti). La rivista divulgativa ci mette davanti a un pubblico interessato e più scaltrito, almeno rispetto all’ambito che scegliamo (nel caso del nostro esempio, quello artistico-letterario). Nel giornalino scolastico parliamo a nostri coetanei, con i quali condividiamo un luogo di studio e di vita, la scuola, e ai quali ci accomunano spesso interessi, lotte e problemi.

Terza mossa – La tipologia di articolo

Dopo aver risposto alla domanda “dove e per chi scrivo?”, occorre rispondere alla domanda “perché e come scrivo?”. Qui si aprono almeno 6 possibilità. In tutti i casi, possiamo prendere spunto da un fatto o un evento oppure inventarlo (possibilità più facile da percorrere sopratutto per l'ambito artistico-letterario). 

  • Articolo di cronaca – ha un taglio prevalentemente espositivo, con inserti descrittivi e/o narrativi.
    Com’è fatto: a) è caratterizzato dall’oggettività dell’informazione: per questo è necessario che i dati siano chiaramente distinti dalle opinioni; b) si basa sulle 5W; c) lo stile è incisivo; d) si consiglia la distinzione in paragrafi.
    Consigli per lo svolgimento: prendiamo spunto da una mostra in corso, un film appena uscito, un libro. Se non abbiamo a disposizione nulla di tutto ciò nella realtà, immaginiamo che si stia svolgendo in qualche parte d'Italia o all'estero (un luogo che conosciamo piuttosto bene) una mostra sul Labirinto nella letteratura e nell'arte. Indichiamo il luogo, la durata, il curatore, le opere inserite, inventiamo dei pareri espressi da autorevoli studiosi, meglio se contrastanti.
     
  • Articolo d’opinione – ha lo scopo di esporre la posizione di chi scrive rispetto a un determinato tema: presenta dunque un taglio argomentativo, pur essendo strettamente legato a una notizia.
    Com’è fatto: a) integra la descrizione di un fatto con riflessioni e opinioni personali; b) la tesi e l’argomentazione sono distribuite nei vari paragrafi; c) lo stile è brillante e coinvolgente.
    Consigli per lo svolgimento: Nel caso in cui dovessimo inventare un fatto o un evento, immaginiamo una polemica a proposito della mostra citata sopra. Ad alcuni è sembrata approssimativa, con troppi salti temporali tra le opere citate ed esposte e uno sbilanciamento sul versante letterario; ad altri è sembrata assai interessante proprio perché spazia nel tempo, negli anni, nei generi (possiamo inventare anche altre opere in mostra: ascolti musicali, per esempio dall'opera di Sanguineti/Berio). Ora tocca a noi dire la nostra.
     
  • Articolo culturale o specialistico – a partire da una notizia di attualità (un dibattito, una scoperta, la presentazione di un libro, l’uscita di un film), approfondisce una tematica legata al mondo culturale e artistico con intento divulgativo, proponendo una riflessione a più ampio respiro.
    Com’è fatto: a) può presentarsi con un taglio maggiormente espositivo, se fornisce notizie inedite oppure se offre l’analisi critica di un tema, o argomentativo, se presenta un punto di vista; b) utilizza un lessico settoriale e specifico e adotta uno stile formalmente elaborato.
    Consigli per lo svolgimento: immaginiamo di essere curatori della mostra “Il labirinto tra passato e presente”. Presentiamo le nostre scelte, gli autori, le posizioni dei diversi autori rispetto al tema; aggiungiamo motivi su alcune esclusioni e diamo ragione della location. Altra possibilità, questa volta reale: abbiamo visitato o conosciamo bene i contenuti della mostra Che cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi. L’occasione è buona per approfondire il discorso sul tema del labirinto in Ariosto e sul destino di questo tema nell'arte e nella letteratura contemporanee.
     
  • Recensione – mira a presentare novità in campo editoriale o culturale, dando notizie e anticipazioni e formulando un giudizio critico.
    Com’è fatta: a) fornisce in maniera sintetica i dati fondamentali del libro o del film o dell’evento presentati; b) oltre a informazioni personali e oggettive, nella conclusione presenta un’analisi personale, spesso orientata a indirizzare la fruizione del prodotto.
    Consigli per lo svolgimento: recensiamo un libro appena uscito,  una ristampa delle Città invisibili, un'antologia esistente o immaginaria sul modello di Nebbia di Eco e Ceserani. Inventiamo Labirinti, per esempio, a cura di due autori d'invenzione o già noti. Un testo corposo, che raduna parole e immagini, con DVD allegato, piattaforma a supporto, pagina Facebook dedicata. Passiamo in rassegna i contenuti. Consigliamo o sconsigliamo il testo a un lettore generico, a un appassionato di letteratura e d'arte, a un nostro coetaneo. Formuliamo un parere complessivo sull’operazione.
     
  • Intervista – è una forma particolare di articolo che presenta la trascrizione (o un riassunto) del dialogo tra un giornalista o un intervistato.
    Com’è fatta: domande brevi e mirate, introdotte da un cappello che presenta l’intervistato; b) brevi commenti e precisazioni del giornalista espressi attraverso didascalie (l’intervistatore deve mantenere una certa imparzialità).
    Consigli per lo svolgimento: si potrebbe creare un’intervista impossibile a uno degli autori dei documenti, chiedendogli lumi su altri trattamenti del tema del labirinto. In alternativa, è possibile ideare una tavola rotonda "impossibile" con tutti gli autori dei documenti presentati nella traccia. Altra possibilità: intervistiamo l'autore immaginario di un documentario da poco uscito che racconta la storia del labirinto attraverso il tempo per parole immagini e suoni.

Quarta mossa – Consigli di scrittura

Diamo alcuni consigli generali di scrittura.

  • Utile dividere il testo in paragrafi piuttosto brevi e distinti, di senso compiuto. È un buon accorgimento per permettere al lettore, specie se scegliamo di affidare il nostro pezzo al web, una lettura non lineare.
  • L’attacco del pezzo (“lead”) deve catturare l’attenzione ed essere particolarmente invitante. Possiamo: a) fornire le coordinate principali della notizia (struttura “a piramide rovesciata”): “S’intitola Labyrinth, è un documentario del guru del cinema Joseph Carnery, ha già fatto gridare al capolavoro in Francia e sarà nelle sale italiane fino al 30 aprile”; b) ricorrere a una frase ad effetto (per suscitare la curiosità): “Siamo tutti degli stramaledetti labirinti, anche quando non lo vogliamo e non sappiamo di esserlo: mi dice così, sorseggiando il suo eterno caffè, Joseph Carnery, a pochi giorni dall’uscita del suo nuovo docu-film Labyrinth”.

Quinta mossa – Il titolo

Il titolo dell’articolo, come l’attacco, è una sorta di “biglietto da visita” del testo. Occorre dunque studiarlo con cura. A livello operativo, potrebbe essere utile crearne uno di massima all’inizio della stesura, per non perdere la “bussola” del testo e poi andare a correggerlo, precisarlo e migliorarlo a stesura finita. Ricordiamo che il titolo di un articolo di giornale è fatto di tre parti:

Occhiello o sopratitolo – introduce l’argomento, integrando qualche elemento aggiuntivo rispetto al titolo)
Titolo – “caldo”, sintetico e accattivante dice la notizia o la tesi
Sommario o sottotitolo – riassume notizie e tesi diffuse nell’articolo

Esempio
OCCHIELLO Grande successo di pubblico
TITOLO Labyrinth. Viaggio nel labirinto
SOMMARIO Un interessante documentario ci racconta questa straordinaria e singolare invenzione dell’uomo

Se destiniamo il nostro scritto al web, è sufficiente indicare titolo e abstract.

Esempio
TITOLO Labirinti in mostra a Roma
ABSTRACT Una mostra romana sulle tante immagini che il labirinto ha preso nell’arte, nella letteratura, nella musica di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Ne parliamo con il curatore, Pietropaolo Zaccani.

Sesta mossa – Un articolo in pratica

Per saperne di più e per continuare a lavorare...