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Letterature dell'immaginario
Un rapido sguardo al panorama della letteratura per ragazzi degli ultimi dieci-quindici anni ci rivela lo straordinario successo tra le nuove generazioni delle cosiddette letterature dell’immaginario.
Ma di cosa parliamo esattamente quando ci riferiamo a questo vastissimo continente culturale? E perché i bambini e ragazzi di oggi amano così tanto questo tipo di racconti?
Un contributo speciale per il nostro blog, proposto da Isabella Del Monte e Mirta Cimmino, dottorande specialiste rispettivamente di letteratura fantascientifica e distopica per ragazzi del XXI secolo; e di letteratura per ragazzi contemporanea, in particolare romanzi di matrice fantastica o fiabesca.
 
 

Le tre F dell’immaginario: Fantascienza, Fantastico e Fantasy

L’insieme dei testi che formano le letterature dell’immaginario è riconducibile a tre generi che hanno in comune l’introduzione dell’ignoto, dell’inspiegabile, del radicalmente nuovo nella realtà: fantascienza, fantastico e fantasy.
 
 
  • La fantascienza parla di ciò che potrà/potrebbe accadere, un giorno, da qualche parte; qui, l’elemento nuovo e ignoto trova una spiegazione razionale nel progresso scientifico, come avviene nei romanzi e racconti di Isaac Asimov.
  • Il fantastico descrive l’irruzione di un elemento inspiegabile e destabilizzante nella quotidianità; un caso emblematico è quello del protagonista della Metamorfosi di Kafka, che da un giorno all’altro si ritrova misteriosamente trasformato in scarafaggio.
  • Nel fantasy, strettamente imparentato col mito e con la fiaba, qualsiasi elemento magico o soprannaturale è presentato come dato di fatto e accettato dai personaggi senza troppe difficoltà; basti pensare al mondo di Harry Potter (dell’autrice scozzese J. K. Rowling), popolato da streghe, maghi, elfi, folletti, centauri, sirene e creature mitologiche di tutti i tipi.
Tuttavia, in una letteratura come quella contemporanea, e ancor più quella per ragazzi, che sceglie volentieri la contaminazione tra generi, non dobbiamo considerare queste etichette come contenitori stagni, ma solo come punti di riferimento per orientarci.

Ci sembra per questo più funzionale distinguere semplicemente tra testi in cui prevale l’elemento fantascientifico e testi in cui invece più spazio è dato all’elemento soprannaturale.
 

Mondi diversi per evadere dalla realtà?

In generale, questi testi presentano realtà alternative a quelle conosciute, altri mondi possibili. Letteratura d’evasione e puro intrattenimento, quindi?
 
Tutt’altro.
La realtà presentata, per quanto lontana nel tempo e nello spazio (o lontana dalla logica comune) possa apparire, non smette mai di riguardare chi scrive e chi legge.

Ciò è particolarmente evidente nella fantascienza distopica, che spesso pone il lettore davanti a una possibile degenerazione della società e della vita sulla Terra, portandolo a riflettere sui comportamenti adottati nel presente a più livelli: consumismo, alienazione tecnologica, danni all’ecosistema causati dall’uomo….
Ma, seppur in maniera meno lampante, anche il fantasy e il fantastico ci riguardano da vicino. Parlando di eventi accaduti altrove e in un altro tempo, non si smette mai di parlare della realtà; basti pensare al caso emblematico del Signore degli Anelli, in cui si riflette l’orrore delle guerre mondiali.
 
È quanto ha affermato il grande scrittore Neil Gaiman in una recente lezione riportata dal quotidiano "The Guardian". Ciò che Gaiman mette in luce è proprio il valore che i giovani attribuiscono a questo tipo di narrativa, sottolineando la portata formativa e creativa della letteratura di “evasione”, contro il diffuso pregiudizio che solo la lettura realista sia degna di essere letta (e insegnata!). Al contrario, la narrativa d’invenzione si inserisce nell’immaginario del giovane lettore, permettendogli di ragionare sul proprio mondo attraverso la scoperta di un Altrove tutto da esplorare e comprendere. Per spiegare meglio questo concetto Gaiman usa una metafora:

«Se sei intrappolato in una situazione impossibile, in un posto sgradevole, e qualcuno ti offre una via di fuga temporanea, perché non dovresti prenderla? I libri fanno questo: aprono una porta, mostrano la luce fuori. E più importante ancora, durante la fuga i libri possono farti conoscere il mondo e la tua stessa condizione, ti danno armi, ti danno un armatura, cose che puoi portarti dietro quando devi tornare in prigione. Le abilità e la conoscenza sono strumenti che puoi usare per fuggire davvero. Come diceva Tolkien, le uniche persone che si arrabbiano per una fuga sono i carcerieri.»
 

Cosa ci trovano i ragazzi?

La fantascienza sociale, attraverso il suo specchio deformante, consente ai giovani lettori di riflettere sulle paure che li attanagliano, evocando i disagi che accomunano i ragazzi di questo millennio: l’ansia della perfezione estetica, la degenerazione delle istituzioni scolastiche, l’assenza di figure genitoriali forti, il timore per un futuro incerto tanto quanto spaventosamente preordinato, dunque lo scontro con un mondo di adulti al tempo stesso disattenti e tiranni ai quali i ragazzi oppongono un soffio di cambiamento rigenerante.
Come già dimostrato da numerosi studi psicanalitici sulle fiabe (B. Bettelheim, Il mondo incantato. Uso, importanza e significati psicanalitici delle fiabe; M. L. von Franz, L’individuazione nella fiaba), più la narrazione si allontana dalla logica razionale e da una precisa collocazione spazio-temporale, e più diventa universale, mitica, archetipica, mettendo in campo esigenze e problemi profondamente connaturati all’essere umano. Le avventure soprannaturali accompagnano i ragazzi nella crescita, dando forma a paure e desideri che li abitano e fornendo esempi di come affrontare le une e realizzare gli altri, rivelandosi un valido supporto per la costruzione progressiva della loro identità.

Scoprendo nuovi mondi possibili, i giovani lettori soddisfano così il proprio bisogno di aprire la mente a potenzialità e soluzioni sempre nuove, imparando a pensare fuori dagli schemi, a sviluppare la creatività e ad incidere sulla realtà scavalcando le barriere del conformismo, dello status quo e della logica comune.
 
I tempi sembrano maturi, quindi, per sancire il dignitoso ingresso di questi romanzi nella scuola, fra le letture da consigliare ai ragazzi e da discutere in classe, mettendo da parte gli stereotipi che, ancora oggi, spesso catalogano la fantascienza e il fantasy come letteratura di serie B.
Ecco alcuni consigli di lettura.
 

L’immaginario sul comodino! Consigli di lettura 

  • Fantascienza: Il donatore (quadrilogia, L. Lowry, 1993-2012), Feed (M.T. Anderson, 2002), Brutti (trilogia, S. Westerfeld, 2005-2007), Genesis (B. Beckett, 2006), Linus Hoppe contro il destino (A.-L. Bondoux, 2007), Lunamoonda (B. Tognolini, 2008), Bambini nel bosco (B. Masini, 2010)
  • Tra fantascienza e soprannaturale: InterWorld (trilogia, N. Gaiman e M. Reaves, 2007-2015).
  • Soprannaturale (Fantasy, Fantastico, Fiabesco...): Queste oscure materie (trilogia di P. Pullman, 1995-2000), Mondo Disco (un vero e proprio universo narrativo che conta all’attivo 41 romanzi, di cui una ventina tradotti in italiano, scritti dal genio del fantasy umoristico Terry Pratchett tra il 1983 e il 2015), Stardust (N.Gaiman, 1999), Il libro delle stelle (trilogia di E. L’Homme, 2001-2003), La saga degli ultimi (saga in 5 tomi, S. De Mari, 2004-2012).