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Per fare un albero... ci vuole un libro
Alla luce dei risultati raggiunti da pochi giorni alla Cop di Parigi, rileggiamo due romanzi di Stefano Benni in questa chiave, proponendoli come letture per i ragazzi.
 
Dopo faticose trattative, si è conclusa la conferenza sui cambiamenti climatici, a Parigi, tra molte tensioni e aspettative. Il risultato sembrerebbe un successo, almeno parziale:196 Paesi hanno approvato la tabella di marcia, con l’obiettivo di restare entro fine secolo ben al di sotto della fatidica soglia dei 2 gradi di aumento della temperatura, oltre la quale alcune isole finirebbero sotto il livello del mare.
 
Si è votato per realizzare un bilancio ogni 5 anni rispetto alle emissioni di gas, e per offrire un finanziamento ai paesi del Sud del mondo, quelli che più hanno sopportato le conseguenze dello sfruttamento delle risorse, senza riceverne però alcun beneficio.
 
Gli ambientalisti sostengono che siamo ben lontani dal raggiungere un buon traguardo, ma intanto è stata raggiunta una buona intesa, ed è stato fatto comunque un passo avanti.
 
Per le generazioni ai vertici dell’industria, la sensibilizzazione climatica è, in effetti, un fatto relativamente “nuovo”: negli anni della ripresa e del boom economico, l’argomento non andava certamente per la maggiore. In Italia ad esempio, fino agli anni '90 il tema era ancora poco discusso, o non percepito come urgenza.
Diverso il discorso per le nuove generazioni, abituate fin dalla più tenera età a un discorso sul clima che, per quanto meno affrontato di quanto si dovrebbe, pervade comunque la società, a partire dai piccoli gesti quotidiani, cosa che sicuramente potrà fare la differenza per il futuro del pianeta.
 

Due romanzi per ragazzi

Anche film e romanzi possono avere un ruolo importante nello smuovere le coscienze e far riflettere: particolarmente apprezzato dai ragazzi il caso delle distopie, tra cinema e libri, che costruiscono futuri apocalittici per l’umanità, in cui i disastri climatici hanno un ruolo di primo piano.
Tanti sono i romanzi che si potrebbero consigliare a questo proposito, ma tra tutti ci piace soffermarci sull’eccellenza italiana di Stefano Benni, romanziere bolognese di grande successo, adatto sia per giovani che per adulti.
La tematica “ambientale” rappresenta da sempre uno dei fili rossi che percorrono, anche se sottotraccia, la sua narrativa: i suoi romanzi sono spesso a sfondo distopico, tra futuri inquietanti e presenti problematici. Tra tutti, due consigli per voi:
 
  • Margherita Dolcevita, storia di una ragazzina di campagna, solare e anticonformista, la cui famiglia viene sconvolta dall’arrivo dei nuovi vicini, i Del Bene, e dal cubo nero in cui abitano. I nuovi arrivati cercheranno di manipolare sottilmente la famiglia di Margherita con i loro valori distorti, e servirà tutta la dolce ostinazione della ragazzina per tenergli testa.
 
 
 
  • Elianto, distopia in cui la Terra non è che uno tra mille mondi brulicanti di creature bizzarre, e sicuramente quello più profondamente malato, controllato da un subdolo computer che si trova in cima al Grande Chiodo, il grattasmog del potere. Toccherà allora a tre diavoli squinternati attraversare otto mondi per tentare di riportare il libero arbitrio a Tristalia, e salvare Elianto, tredicenne affetto da un morbo misterioso.

 
Il linguaggio sperimentale, l’ironia graffiante e il ritmo vorticoso della narrativa di Benni aprono degli spiragli verso dimensioni surreali, travalicando i confini della realtà e permettendone, alla fine, una comprensione più profonda e completa. Tra gli universi vertiginosi e inquietanti partoriti dalla fantasia del romanziere, la purezza della natura incontaminata rappresenta sempre un’alternativa, un'isola di pace e di salvezza.
 
 

Era una grande terrazza deserta […] da lì si vedeva un grande giardino con alberi immensi, cedri del Libano, tigli e ippocastani. E sullo sfondo, la via principale della città, il bianco e rosso dei fanali delle auto, e in alto il cielo avvelenato. Achille si fermò a un metro dal parapetto, sotto la pioggia battente.
-non venivo qui da tanto - disse Achille.
-è bello - disse Ulisse.
-gli alberi-disse Achille indicando con gli occhi - gli alberi.
-ti piacciono?
-non ho piu fiato - sussurrò roco Achille. -Ascolta i miei pensieri.

Non esistono alberi brutti e alberi belli, esistono solo per qualche giardiniere censore o poeta da rimario. Il tempo dell’albero assomiglia al mio, è il mio tempo curato e riempito di vita, il tempo più bello che ci sia al mondo.
[S. Benni, Achille piè veloce]