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Tesina in arrivo!

Dall'anno scolastico 1997-1998, il colloquio orale dell’Esame di Stato si apre con l’esposizione di una ricerca a carattere interdisciplinare. La cosiddetta “tesina” è l'elaborato scritto che accompagna questo lavoro di ricerca. Suggerimenti per accogliere e guidare le proposte degli studenti. Con un esempio tratto dal quaderno di scrittura del corso “Al cuore della letteratura”.

La preparazione della "tesina" può essere per l’insegnante di materie letterarie un’occasione utile a valorizzare gli interessi degli studenti e la loro autonomia. Con i colleghi è essenziale condividere e stabilire preliminarmente alcune indicazioni sull’impostazione del lavoro, in modo da non dare informazioni contrastanti agli studenti.

Primo passo – Che cos’è la tesina

Illustriamo alla classe i contenuti della legge che, nel 1997, ha introdotto la possibilità di iniziare il colloquio orale con l’esposizione di una ricerca su un argomento di interesse personale, preferibilmente a carattere interdisciplinare. Mettiamo subito in chiaro che:

  1. la scelta dell’argomento può avvenire per selezione dei saperi e delle esperienze offerti dalla scuola (lezioni, viaggio di istruzione, alternanza scuola-lavoro) ma può anche dipendere da predilezioni e abilità personali;
  2. le discipline vanno coinvolte in maniera logica e coerente. Dunque la scelta migliore non è quella che consente di “collegare” più materie, ma quella che le collega con più profitto per la comprensione dell’argomento scelto. È bene individuare un problema, un fatto, un tema che si è riconosciuto e che il dialogo tra i nostri saperi e le discipline può consentire di illuminare meglio, con maggiore profondità e attraverso più punti di vista.

Seconda mossa – Come va presentata

Consigliamo agli studenti di preparare per tempo tre documenti.

  • Un indice o mappa concettuale della tesina e una sua forma estesa, la tesina, da consegnare alla commissione alla fine delle prove scritte.
  • Una presentazione (in power point o con prezi) da proiettare al momento dell’esposizione.

Ricordiamo che l'esposizione non deve durare più di dieci minuti. Per quanto riguarda la presentazione da proiettare al momento del colloquio, sottolineiamo la sua doppia funzione.

  • Da un lato consente al relatore di non “perdere il filo” del suo discorso, di rispettare i tempi e di esporre i concetti fondamentali.
  • Dall’altro incuriosisce, persuade e accompagna l’ascoltatore, fornendogli i dati fondamentali per comprendere e seguire il discorso del relatore.

Evitiamo dunque di preparare più di 10 slide, di inserire troppo testo (il nostro compito non è “leggerle”, bensì discuterne i concetti, le immagini e contestualizzarle). Inseriamo sobriamente immagini e file multimediali per eventuali approfondimenti, lasciando scegliere alla commissione, dopo l’esposizione, se guardarli insieme o chiedere maggiori informazioni al proposito.

Terza mossa – Esplorazione e documentazione

La fase dell’esplorazione dei possibili contenuti da presentare e della documentazione andrebbe completata in tempo utile a consentire una scrittura ragionata e non frettolosa dei testi. Ricordiamo alcune buone regole agli studenti.

  • Il primo passo è raccogliere i saperi che si hanno su un argomento e ampliarli in modo accurato e non dispersivo. I manuali sono, in questa fase, dei validi supporti come i libri letti, i film visti, le conferenze ascoltate anche indipendentemente dalla scuola nel corso dell’anno.
  • Il secondo passo è condividere con i docenti delle varie materie l’argomento scelto insieme alla letteratura che si è reperita al proposito. Ai docenti, il compito di consigliare più fonti di documentazione (biblioteca, emeroteca, rete, per esempio la piattaforma opengiuntitvp) e di avvertire su eventuali fonti che possono dar vita a tesine stereotipate (siti con lavori già svolti) o poco affidabili.
  • Una volta raccolta la documentazione è bene fare una schedatura di tutti i volumi/gli articoli consultati, in modo da averli sempre presenti (la stesura con tutta verosimiglianza dovrà esser condotta in momenti diversi, intervallata dallo studio e dalle lezioni dell’ultima parte dell’anno, spesso assai impegnativa).

Quarta mossa – La stesura

Per quanto riguarda la stesura estesa della ricerca, ricordiamo che si tratta di un testo espositivo-argomentativo di lunghezza variabile (dalle 10 alle 50 pagine). Mettiamo in evidenza le buone regole per una stesura efficace e corretta a livello formale. Occorre controllare:

  • font: sobria e ben leggibile
  • dimensione del carattere: 12 punti è la misura migliore
  • margini: a destra e a sinistra è bene lasciare almeno 2 cm
  • interlinea: da 1,5 a 2
  • giustificare il testo
  • rientro dopo gli a capo: non più di 1 cm
  • titoli e sottotitoli: in corpo maggiore, meglio se in grassetto o utilizzando ordini di stile differenti
  • pagine: inserire la numerazione in basso a destra
  • citazioni: tra virgolette basse quelle inferiori a tre righe; in corpo minore quelle di misura maggiore. I testi vanno riportati fedelmente. I titoli di libri e articoli vanno riportati in corsivo; i titoli di riviste tra virgolette alte. Le parole enfatizzate tra apici. Le parole straniere non entrate nell’uso corrente in corsivo.
  • note: ricordiamo come si cita da un libro, da una rivista, dal web (esempi d’invenzione) e dove è possibile reperire le informazioni bibliografiche come la data di pubblicazione, il traduttore, l’editore, il luogo d’edizione. Ricordiamo di inserire sempre le pagine di riferimento. Un esempio di seguito.

1. F. Miraglia, Guerre immaginarie, Yesssssspressss, Roma, 2010, pp. 80-96.
2. R. Recalmuto, Sbang e Trang, in “L’avvicendamento”, 9 ottobre 2015, p. 4.
3. F. Miraglia, Guerre immaginarie, cit., p. 8.
4. Ivi, p. 78.
5. Ibidem.
6. E. Federicini, Racconti di guerra, blog “Bastaguerredireligione”, www.bastaguerredireligione.it (ultima consultazione 15 marzo 2017).
7. Cfr. R. Recalmuto, Sbang e Trang, cit., p. 8. [ricoridamo che il cfr. sta ad indicare che non è stata riportata una citazione ma si è sintetizzato un passo del testo].
8. T. Roky, Guerre in treno, trad. it. di F. Riccioni, Eredità, Firenze, 2017, p. 7.

Quinta mossa – Dalla teoria alla pratica

  • Presentiamo un esempio di tesina svolta, tratto dal corso Al cuore della letteratura.
  • In laboratorio, davanti al computer, diamo un'ora di tempo per simulare l’ideazione di una traccia di possibile tesina. Chiediamo: a. Argomento; b. Bibliografia essenziale; c. Materie coinvolte.
  • Chiediamo di spiegare oralmente la loro scelta dell’argomento, in che modo hanno selezionato e reperito la bibliografia, come hanno scelto le materie.
  • Chiediamo di passare dalla simulazione a un’ideazione reale: l’appuntamento è tra due settimane.

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