Blog

Vite da raccontare. Grazia Deledda e Alda Merini

Segnaliamo due libri nuovi da leggere e da portare in classe per suggerire approfondimenti agli studenti: Grazia Deledda. I luoghi gli amori e le opere di Rossana Dedola e La vita facile di Alda Merini. 

Per gli insegnanti la piccola pausa primaverile legata alla Pasqua può essere un’occasione per leggere, documentarsi, scoprire titoli usciti da poco. Ne segnaliamo due, utili anche per il lavoro in classe e dedicati ad altrettante autrici della nostra storia letteraria: Grazia Deledda e Alda Merini.

Grazia Deledda, scrittrice europea

Rossana Dedola, già ricercatrice alla Normale di Pisa e studiosa di Collodi, Lamarque, Pontiggia, ha pubblicato per Avagliano un saggio biografico su Grazia Deledda. Si tratta di un lavoro interessante almeno per due motivi. Da un lato fa parte della migliore divulgazione, di quel gruppo (nemmeno troppo ampio) di saggi che si lasciano leggere come romanzi senza derogare né all’interpretazione né a solide pezze d’appoggio critico-filologiche. Dall’altro aggiunge notizie inedite, frutto di un lavoro di ricerca d’archivio che ha portato a galla nuovi documenti: 86 lettere e cartoline postali indirizzate a Zurigo, Vienna, Weimar, rintracciate in diverse biblioteche d'Europa, e che – questo il dato importante – ribadiscono la dimensione europea tanto della cultura di Grazia Deledda (teste anche la biblioteca condivisa con le sorelle) quanto della ricezione della sua opera – si vedano al proposito l'appendice fotografica e il capitolo Margarethestrasse 1, Berlino, le lettere a Justine Rodenberg, amica di Deledda e moglie di Julius Rodenberg, direttore dell’importante rivista “Deutsche Rundschau”.

Dedola preme il pedale sulla caratura novecentesca (più ancora che ottocentesca) dell’opera deleddiana; attinge a lavori pregressi come alle moltissime lettere già a disposizione di studiosi e cultori e al romanzo autobiografico Cosima; illumina il valore di romanzi ingiustamente trascurati come La via del male o Il segreto dell’uomo solitario. Il tutto dentro un racconto che verbalizza sì amori mariti e figli, ma che soprattutto mette in rilievo la storia di una scrittrice. Prende infatti avvio dalla formazione – difficile e testarda – della giovane Grazia in un contesto assai restio a velleità letterarie da parte di donne, l’accompagna a Roma, mostra l’emergere di una personalità scomoda (per sincerità, per il suo trattare alla pari col sesso maschile, per il sabotaggio della tentata strumentalizzazione della sua opera da parte del regime fascista), racconta le vicende del Premio Nobel per la letteratura nel 1926 (è la prima donna italiana a riceverlo) e si chiude su questa meravigliosa citazione, testimonianza di un rapporto sempre vivo e stregato, mai supino, con la terra natale di Sardegna: “Ho vissuto coi venti, coi boschi, con le montagne. Ho mille volte appoggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie; ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l’acqua corrente; ho visto l’alba, il tramonto, il sorgere della luna nell’immensa solitudine delle montagne; ho ascoltato le musiche tradizionali, le fiabe e i discorsi del popolo, e così si è formata la mia arte, come una canzone od un motivo che sgorga spontaneo dalle labbra di un poeta primitivo”.

Alda Merini, un sillabario illustrato

Per Bompiani è appena uscito un bel libro postumo di Alda Merini dal titolo La vita facile, dove sono raccolte, a mo’ di sillabario “le impressioni di una vita” su amore, manicomio, quotidiano, oggetti, elettroshock, solitudine. Sono testi crudi e vivaci, fatti di materia pulsante, di battagliera voglia sia di capire, sia di volar via da un’altra parte. Come in questo passo riportato nella quarta di coperta: “Agli oggetti non importa nulla della nostra vita, ma a noi interessa molto la storia di questi esseri feroci che invadono il nostro mattino. Questi esseri che si svegliano con noi all’alba e che continuano a ripetere crudeli: Sei ancora qui con noi, ancora una volta viva”.

Curato da Gagliardo e Spaini, il testo dialoga con le belle illustrazioni di Carlo Stanga. È un prezioso strumento per avvicinare la scrittura in prosa di Alda Merini, che, come sanno i già edotti, riserva sorprese dissimili ma non meno corroboranti dei suoi versi, affrontandone spesso i medesimi temi. Come già in testi precedenti di prosa (Diario di una diversa, 1986; La pazza della porta accanto, 1995), ne La vita facile, accanto alla voce della sentenza indisciplinata, dell’aforisma dolorante s’affaccia una vena narrativa di rara incisività. Mai, però, viene meno la tensione al “canto”. Mai, al di là delle dediche e degli amori, nei testi di Alda Merini questo canto (in prosa e in versi), cessa di essere orgogliosa e indomita prova di sé, facendo seguito al manifesto di poetica e di vita inscritto nella raccolta Vuoto d’amore (1991) “Mi sono innamorata / delle mie stesse ali d’angelo, / delle mie nari che succhiano la notte, / mi sono innamorata di me / e dei miei tormenti. / Un erpice che scava dentro le cose, / o forse fatta donzella / ho perso le mie sembianze. / Come sei nudo, amore, / nudo e senza difesa: / io sono la vera cetra / che ti colpisce nel petto / e ti dà larga resa”.

enlightenedIn classe… Leggi le pagine dedicate all’autrice nel corso Al cuore della letteratura enlightenedGuarda un breve video che ricostruisce la vita di Alda Merini  enlightenedLeggi alcuni aforismi di Alda Merini dal volume Ringrazio sempre chi mi dà ragione [ef]