Morire per le idee: vita letteraria di Pier Paolo Pasolini

Personaggio di enorme rilievo del secondo Novecento, Pasolini ha attraversato, forse più di ogni altro intellettuale dell’epoca, molte forme di esperienze letterarie e artistiche: è stato poeta, romanziere, autore teatrale, regista cinematografico, critico letterario e giornalista, anche se lui amava definirsi semplicemente «scrittore».
Nei suoi scritti egli ha saputo di volta in volta confrontarsi con i grandi temi sociali, letterari e politici dell'Italia del secolo scorso: il fascismo e la Resistenza, la politica del dopoguerra, l'avvento del neocapitalismo nell’Italia del boom economico, la trasformazione sociale della borghesia e del proletariato, il Sessantotto e il dramma della "strategia della tensione".
Attraverso l'opera di Pasolini - caratterizzata da tre "grandi temi" che connotano le sue diverse fasi: il comunismo eterodosso, la "vita" romana, il rifiuto del presente - è dunque possibile affacciarsi sulla letteratura e sulla cultura italiana del secondo Novecento, andando a incontrare un autore provocatorio nella vita e nelle opere, che ha svolto un ruolo centrale nella società dell’Italia contemporanea. Con ogni sua opera ha espresso la volontà di lottare, anche da solo, contro quelle istituzioni e quei meccanismi di consenso che privano l’uomo della sua autenticità. Leggere e conoscere Pasolini significa aprire una "finestra" sul contemporaneo, per sviluppare negli studenti importanti competenze culturali e civili.