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Divertiamoci con le bandiere. Il caso delle bandiere sosia

Possono due Stati non accorgersi per anni che la loro bandiera ufficiale è identica? Ebbene sì, è capitato a Liechtenstein e Haiti!

Gli appassionati di bandiere la scorsa settimana hanno avuto di che esultare: l’ultimissimo episodio della celebre sitcom The Big Bang Theory, The Separation Agitation, andato in onda negli USA giovedì sera, si è infatti aperto con una nuova puntata di Fun With Flags, il podcast video, dedicato a tutto ciò che fa tendenza nel mondo della vessillologia, ideato e condotto dallo stralunato Sheldon Cooper con l’aiuto della paziente fidanzata Amy Farrah Fowler. E per giunta si trattava di una tanto esilarante quanto noiosa puntata retrospettiva, dove gli spettatori potevano intervenire via telefono per condividere col resto del pubblico i momenti più eccitanti dei passati episodi. Sheldon ci ha poi regalato la consueta chicca vessillologica, accennando al caso degli Stati di Haiti e del Liechtenstein, che a un certo punto della loro lunga storia, nel 1936, si sono accorti per la prima volta che la loro bandiera era assolutamente identica. Come quasi tutti i fatti scientifici e storici di cui si parla in The Big Bang Theory, che pure è una serie comica di pura invenzione, la circostanza è assolutamente vera, e peccato che Sheldon non abbia avuto il tempo di deliziare i suoi spettatori con i dettagli del curioso episodio. Ma i nostri lettori non disperino: la puntata di oggi di Divertiamoci con le bandiere riparte proprio dove l’originale Fun With Flags si è interrotto, e non vi risparmierà tutti i dettagli dell’imbarazzante caso vessillologico.

La bandiera con i 5 cerchi olimpici sventola vicino alla svastica nazista all’Olympiastadium di Berlino, durante le Olimpiadi del 1936. Fonte: www.footage.framepool.com

A fare da teatro alla scottante vicenda furono le Olimpiadi del 1936. Gli appassionati di storia e di sport si ricordano di quest’edizione dei Giochi, la XI, soprattutto perché fu ospitata a Berlino e trasformata dal governo tedesco in una grande operazione di propaganda a favore del regime nazista, con tanto di bandiera con la svastica che sventolava a fianco del vessillo olimpico, e adunate di massa di militanti nazisti nell’Olympiastadium, costruito per l’occasione. Celebre fu anche il caso dell’atleta statunitense Jesse Owens, di colore e quindi appartenente a una “razza inferiore” secondo l’ideologia nazista, che vinse ben quattro medaglie d’oro nell’atletica, sotto gli occhi degli alti gerarchi del regime. Una leggenda metropolitana racconta che Hitler, per non doversi congratulare con l’atleta di colore, si alzò e lasciò lo stadio prima della premiazione di Owens. In realtà pare che il Führer non fosse molto espansivo con tutti i vincitori, e lo stesso Owens racconta nella sua autobiografia che Hitler si alzò e gli fece un cenno di riconoscimento quando l’atleta scese dal podio.

Le varie versioni delle bandiere di Haiti e Liechtenstein, con o senza stemmi. Fonte: www.unbelievable-facts.com

Ma il vero scandalo, almeno per gli appassionati di vessillologia, si consumò nel corso della cerimonia di inaugurazione, tenutasi il 1° agosto, quando le delegazioni di tutti i Paesi partecipanti sfilarono preceduti dalle rispettive bandiere nazionali. Haiti era già una “veterana” delle Olimpiadi, e nelle edizioni del 1924 e del 1928 la ridotta compagine del Paese caraibico riuscì anche a tornare a casa con una medaglia. In quell’edizione del 1936, però, non era destinata ad avere fortuna in quanto l’unico atleta haitiano in gara, un pesista, si ritirò prima dell’inizio delle gare, e quindi Haiti fu l’unico Paese a partecipare all’inaugurazione ma non alle competizioni ufficiali. Il piccolo Liechtenstein era invece all’esordio assoluto alle Olimpiadi e partecipava con sei atleti. Quando tutte le bandiere dei Paesi in gara furono messe in fila, le delegazioni di Haiti e Liechtenstein si accorsero di un fatto imbarazzante: le bandiere dei due Stati erano assolutamente identiche! Entrambe erano composte da due semplici strisce orizzontali, quella in alto blu e quella in basso rossa, nelle stesse identiche tonalità. La bandiera di Haiti con le strisce blu e rossa era già stata adottata nel lontano 1806, a pochi anni dall’indipendenza del Paese dalla Francia, ma all’inizio le strisce erano verticali e furono modificate in senso orizzontale solo nei decenni successivi. La versione ufficiale della bandiera ha al centro lo stemma del Paese, cosa che a suo tempo avrebbe potuto distinguerla da quella del Liechtenstein, ma la versione per usi “civili”, come nel caso delle competizioni sportive, è senza stemma, e alle Olimpiadi del 1936 era presente questa variante. La bandiera del Liechtenstein era invece relativamente giovane, essendo stata adottata ufficialmente come simbolo del Paese dalla nuova Costituzione del 1921. Prima per rappresentare il piccolo Stato alpino si usava lo stemma araldico dei regnanti del Paese, i principi del Liechtenstein. Memori dell’imbarazzante figura, i governanti del Liechtenstein decisero di differenziarsi e l’anno successivo, nel 1937, approvarono una modifica alla Costituzione che aggiungeva alla bandiera blu e rossa una corona dorata nell’angolo in alto a sinistra. Oltre a differenziarla dalla bandiera haitiana, la corona serviva a sottolineare la forma di governo del piccolo Paese alpino, che è per l’appunto un principato.

Il confronto fra la bandiera della Costa d’Avorio, con l’arancione vicino all’asta, e quella dell’Irlanda, che invece ha il verde. Fonte: www.ivorycoastflag.facts.co

Ma com’era possibile che nessuno si fosse accorto prima dell’esistenza di due bandiere “sosia” tra i vessilli dei Paesi del mondo? Dopotutto, gli Stati sovrani non sono poi così tanti. Dobbiamo però pensare che nel 1936 il pianeta era molto meno globalizzato di oggi, e all’epoca due Stati così diversi – il povero Stato americano di Haiti e il piccolo ma ricchissimo Liechtenstein, relitto dell’età feudale europea – avevano pochissime occasioni di confrontarsi direttamente. Le Olimpiadi erano veramente, come auspicato del fondatore dei Giochi Olimpici moderni, il barone Pierre De Coubertin, un evento in cui atleti dei Paesi e delle nazionalità più disparate avevano la possibilità di incontrarsi e competere sportivamente per la prima volta. La bandiera del Liechtenstein era stata adottata solo da una quindicina d’anni, e quella del 1936 era la prima edizione a cui partecipava il Principato. Oggi, nell’epoca di Internet e dell’Assemblea Generale dell’ONU, sarebbe impossibile che due Stati adottino per sbaglio la stessa identica bandiera. Eppure, se non ci sono più bandiere “gemelle” come le due di cui abbiamo appena parlato, rimangono diversi casi di bandiere “sorelle”, che si assomigliano così tanto da potersi facilmente confondere l’una con l’altra, cosa che genera non pochi imbarazzi nelle occasioni ufficiali. Abbiamo già visto in una delle passate puntate che uno dei motivi che avevano indotto molti neozelandesi a chiedere di cambiare la bandiera del proprio Paese era l’ingombrante somiglianza di quest’ultima con la bandiera dell’Australia. Ma ci sono casi di bandiere ancora più somiglianti, come quelle del Ciad e della Romania (un’altra bandiera della quale abbiamo già avuto occasione di parlare), che sono entrambi tricolori composti da strisce orizzontali blu, gialle e rosse, nel medesimo ordine. A differire sono soltanto le tonalità dei colori. Ma il caso più famoso di somiglianza, e fonte regolare di equivoci in sede di eventi internazionali, è quello che vede protagoniste le bandiere di Irlanda e Costa d’Avorio, tricolori composti dalle stesse esatte tonalità di verde, bianco e arancione. L’unica differenza è che la successione dei colori è invertita, per cui le bandiere appaiono come speculari: quella dell’Irlanda ha il verde a destra, il lato che corrisponde convenzionalmente a quello vicino all’asta, mentre il Paese africano ha l’arancione.