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Rovereto (Trento) - Rivoluzioni pittoriche

Umberto Boccioni, Costruzione spiralica (1913), Milano, Museo del Novecento. 


L’esposizione “I pittori della luce. Dal divisionimo al futurismo” (fino al 9 ottobre), racconta l’arte dei maestri italiani che vissero tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. La mostra è la seconda tappa, dopo quella madrilena presso la Fundación MAPFRE, del programma internazionale “Dal divisionismo al futurismo” che si propone di indagare un momento fondamentale per l’arte italiana: fertile terreno che diede nutrimento alle avanguardie storiche, prima fra tutte il futurismo.

Sei le sezioni cronologico-tematiche in cui si sviluppa il percorso espositivo, prendendo l’avvio dal 1891, anno in cui il movimento divisionista, che svolse un ruolo importante per il rinnovamento artistico italiano, fece la sua prima uscita pubblica alla Triennale di Brera, fino alla nascita dirompente del futurismo con la pubblicazione nel febbraio del 1909 del Manifesto futurista e nell’anno successivo del Manifesto tecnico della pittura futurista. Un percorso in cui due generazioni e due modi di fare pittura sono posti a confronto, mettendo in luce i differenti approcci, ma anche le similitudini o le eredità, perché, come si legge nel Manifesto tecnico «non può sussistere pittura senza Divisionismo». La mostra, curata da Beatrice Avanzi, Daniela Ferrari e Fernando Mazzocca, presenta capolavori di Previati, Pellizza da Volpedo, Carrà, Severini, Boccioni, Russolo. Catalogo Electa.

I pittori della luce. Dal divisionimo al futurismo
Mart - Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto 
corso Bettini 43
telefono 800-397760
orario 10-18, venerdì 10-21, lunedì chiuso
www.mart.trento.it