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L'arte in finzione, 5 proposte di lettura
Da pochi giorni è uscito in libreria L'uomo che veniva da Messina di Silvana La Spina (Giunti Editore), romanzo biografico sulla vita e le opere di Antonello da Messina.
Come sottolinea anche Antonella Cilento, sempre più narratori oggi inseguono le storie dietro la tela, indagando le motivazioni e gli intrecci che si nascondono in un quadro o in un’opera d’arte.
Questo genere di narrativa potrebbe avvicinare la storia dell’arte e i suoi protagonisti ai ragazzi e al loro mondo? Vi propononiamo qualche lettura per le scuole superiori.
 
Una donna velata, con un libro aperto davanti a sé sul leggio, guarda in un punto imprecisato e accenna un sorriso misterioso, sospeso. Una mano tiene chiuso il velo, l’altra è alzata, protesa col palmo aperto, forse a chiedere un attimo di tempo, o a esprimere lo stupore di chi è colto in un momento privato. 
"La più bella mano nella storia della pittura", secondo Roberto Longhi.
 
Si tratta della mano della vergine Maria, ritratta da Antonello da Messina nel momento dell’annunciazione, tra sorpresa, incertezza e la gioia contenuta di essere la prescelta.
Il gesto potente, che contrasta col raccoglimento del resto della figura, esprime magistralmente questa tensione interiore, sfruttando la tecnica fiamminga dell’olio su tavola, e dando volume attraverso il colore.
Non si può fare a meno di tentare di ricostruire la storia che aleggia intorno a quel quadro, di penetrare l’enigma.
 
       Un uomo, in punto di morte, sente il bisogno di rievocare i tratti salienti della sua vita, invocando il suo vecchio maestro: ritorna con la mente alla sua famiglia tradizionale, a suo padre, religioso e rigido. L'incontro con gli artisti del Trionfo della Morte, la partenza per Napoli e una vocazione che sente nascere dentro di sé. Allora in viaggio, dalla Roma dei cardinali alla Mantova del Mantegna, alla Arezzo di Piero della Francesca. Da Bruges, a una Venezia che gli darà fama e gloria e l'amicizia coi Bellini. Su tutto, l’amore disperato per Griet, figlia bastarda di Van Eych.
La città natale di quell’uomo è Messina, ed il suo nome Antonello.

Silvana La Spina ci regala il ritratto coinvolgente della vita di Antonello da Messina, tra passioni proibite, intrighi e corti rinascimentali, viaggi e il sogno di una pittura nuova venuta dal Nord. E Griet, che si incarna nella figura dolce e pensosa dell'Annunziata.
 

Come ricordava Antonella Cilento, sempre più narratori oggi inseguono le storie dietro la tela, indagando le motivazioni e gli intrecci che si nascondono in un quadro o in un’opera d’arte.
È un po’ il contrario dell’art pour l’art, fine a se stessa e in qualche modo incomprensibile: qui si vuole riportare l’opera alle sue motivazioni umane, personificarla, far uscire a forza quel personaggio dal quadro per dialogare con lui.
È anche un inno al potere della finzione, che si rivela uno strumento per conoscere di più, e meglio, la realtà, tra le pieghe della storia, quasi per dare luogo ad un’indagine che crea altri mondi per rispondere a domande che si ripetono eternamente in un dipinto.
Storia e finzione, come spesso nella narrativa odierna, comunicano e si confondono, sfumando i confini.

Questo genere di narrativa potrebbe avvicinare la storia dell’arte e i suoi protagonisti ai ragazzi e al loro mondo?
Qualche proposta allora di romanzi ispirati a opere d’arte, da far leggere alle classi di scuola superiore:
 
  • La ragazza con l’orecchino di perla, di Tracy Chevalier. Bestseller, da cui è stato tratto anche l’omonimo film con Colin Firth e Scarlett Johansson. La storia de "La ragazza con turbante" raffigurata da Vermeer diventa passione platonica e intensa tra il pittore e la sua giovane serva, Griet, personaggio riuscitissimo. Per entrare nella pittura fiamminga attraverso la voce di un’umile serva.
  • Il cardellino, di Donna Tartt. Romanzo di formazione contemporaneo, racconta della lotta di Theo Decker per riavere, ad ogni costo, l’oggetto a lui più caro perché emblema di una giovinezza perduta: un quadro raffigurante un cardellino, opera di Fabricius.
  • Il ritratto Bellini, di Jason Goodwin. Romanzo ispirato a "Maometto il Conquistatore" di Gentile Bellini, tela riapparsa improvvisamente a Venezia nel 1840 dopo essere scomparsa da Istanbul, e bramata dal sultano. Un giallo con protagonista l’eunuco detective Yashim, in cui un semplice quadro svela trame internazionali, e che può far comprendere la geopolitica in un tempo che ci appare oggi molto vicino.
  • Il mio nome è rosso di Orhan Pamuk. Un altro romanzo che si svolge alla maniera poliziesca, ricordando un po’ Il nome della rosa. La vicenda, ambientata nella Istanbul di fine ‘500, si apre con la voce narrante di un miniaturista morto, e prosegue svelando i segreti e gli intrighi celati dietro alle miniature arabe, e quindi il pensiero musulmano sulla vita e l’arte, tra tradizione e modernità.
 
Per saperne di più...
 
Silvana La Spina e Antonella Cilento parleranno al convegno "Sguardi al Cuore della Letteratura", il 20 Novembre.