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L’Islam raccontato

di Beniamino Sidoti

La letteratura è stata per secoli, ed è ancora oggi, un modo per viaggiare nel tempo e nello spazio, per conoscere, immaginare e incontrare luoghi lontani.
Uno degli incontri fondamentali per la civiltà europea è quello con l’Islam, in tutte le sue sfaccettature e nel modo in cui si modifica nell’arco della storia. 

In questa attività cerchiamo di tracciare una geografia dell’immaginario, provando a collocare tutte le storie e le citazioni che cogliamo del mondo musulmano: un mondo presentato come favoloso (Le Mille e una notte) o come nemico assoluto (La Gerusalemme liberata).

La geografia dell’immaginario non è meno importante della geografia “fisica”: è solo più difficile e sfuggente (e pervasiva); racconta come immaginiamo una cultura, un Paese, dei popoli, delle persone. In base a questo racconto noi cambiamo la nostra percezione degli altri e costruiamo le nostre relazioni personali e internazionali: il testo più illuminante e discusso è per questo ambito Orientalismo di Edward Said (edito in Italia da Feltrinelli).

 La cartina è tratta dalla rivista LIMES e descrive la dislocazione delle numerose confessioni appartenenti al Dar Al Islam. I malikiti (in arancione), appartengono alla branca sunnita e si concentrano nell’Africa del Nord; mentre gli hanafiti (in giallo) si trovano soprattutto in Turchia, Siria, Egitto e paesi dall’Asia Centrale. In Medio Oriente l’unico paese a maggioranza sciita è l’Iran (duodecimani, in rosa). Zaiditi (in verde) e ismailiti (in nero) si trovano in Yemen e Arabia Saudita. 

Una volta colto il senso generale di questo tipo di esplorazioni, mettiamo a fuoco la nostra attività: si tratta di collocare su una cartina come quella qui fornita i luoghi che troviamo nominati nelle letture che affrontiamo. L’attività può inserirsi nel flusso delle nostre lezioni in modi diversi: possiamo avviarla e lasciarla poi come compito a casa verso la fine dell’anno, per riattraversare gli argomenti già affrontati; possiamo renderla più guidata, esplicitando le opere più importanti e collocandole insieme nell’arco di due ore; possiamo tenerla appesa in classe e usarla per collocarvi le opere che via via affrontiamo.

Presentiamo la cartina.
Vi vediamo l’Europa e il Mediterraneo.
Su questa cartina collocheremo la geografia immaginaria dell’Islam.
Quali sono i confini dell’Islam?


La domanda è volutamente infida: i confini sono cambiati nel corso dei secoli, e sono anche difficili da collocare, visto che una religione difficilmente può essere identificata con un territorio. Domande infide ma necessarie, perché possono rivelare due tipi di confusione: una confusione dovuta a scarsa conoscenza (come è cambiato il territorio a dominazione musulmana nei secoli) ma anche dovuta a propaganda (la civiltà islamica è una grande civiltà che ha svolto un ruolo fondamentale nella storia del nostro continente, e che oggi viene presentata come una minaccia – i “confini” acquisiscono allora un significato “militare” da cui è bene subito liberarsi in questa attività).

Ci sono anche altre domande, ma a questo punto possiamo cominciare.

 Questa cartina serve per collocare i luoghi immaginati dell’Islam.
Partiamo con un’opera facile da collocare.
Dove si svolge la Gerusalemme liberata? 


Poniamo una bandierina, o coloriamo la zona interessata: Gerusalemme, certamente; ma anche il Libano dove Goffredo di Buglione ha portato i combattenti della prima crociata.

A seguire, possiamo sbizzarrirci con altre opere italiane (Il milione, L’Orlando innamorato, L’Orlando furioso…) cercando in ognuna di individuare non solo il luogo principale degli eventi narrati, ma anche quelli più importanti. Da qui potremo estendere il nostro raggio d’azione alla musica e ad altre arti performative (L’italiana in Algeri, ma anche i pupi siciliani…), ad altre lingue europee (la Spagna in El Cid campeador, Cipro nell’Othello…) e non europee (ma tradotte in forma popolare in Occidente, come Le mille e una notte).

Collochiamo bandierine o coloriamo la cartina segnalando i vari luoghi nominati nelle opere.
Ci sono città e luoghi particolarmente importanti nell’immaginario europeo?
Quali sono i temi principali della narrazione?
Oltre alla guerra, cosa viene raccontato?


Possono emergere anche temi più complessi, con domande che però arricchiscono e consolidano il nostro studio della letteratura e possono fungere da ripasso; per esempio:

  • come cambia nei secoli la rappresentazione dell’Islam?
  • Quanti Islam diversi sono raccontati?

Guardando la cartina, soprattutto con studenti di curiosità vivace, potremo soffermarci su un altro importante implicito dell’attività:

  • quali sono i confini della produzione letteraria che stiamo considerando?
  • Dove viene prodotta questa letteratura?
  • Chi è che immagina l’Islam?
  • Che bisogni soddisfa questo tipo di immaginazione?

Sono domande, queste ultime, aperte e complesse, che cambiano di momento storico in momento storico; ad alcune di queste avremo già dato risposta a lezione (per esempio, il racconto delle Crociate di Tasso è funzionale e coerente al movimento della Controriforma; le varie storie del ciclo di Orlando sono più legate a un’ideale cavalleresco che a una rappresentazione del nemico, eccetera), ad altre no. In questo caso, l’importante non è dare la risposta giusta, ma porre bene la domanda e prendersi il tempo necessario a valutarla bene.

Proviamo infine a chiudere il cerchio: chi ci racconta l’Islam oggi? Quali sono le grandi narrazioni, popolari o meno, di questa grande religione? Che immagine ci trasmettono del mondo islamico? Quanto questa immagine racconta di noi e quanto davvero parla del mondo rappresentato?


Il rapporto tra letteratura e realtà è complesso e articolato: non serve a molto chiederci quanta verità e quanta menzogna ci sia; forse ci aiuta di più l’antico adagio latino “de te fabula narratur”: per tanto tempo abbiamo raccontato l’Islam per raccontare noi stessi, e per dare corpo alle nostre paure e alle nostre speranze.

 

 

Immagine di copertina "Angelica e Medoro" di Mihael Stroj tratta da https://en.wikipedia.org/wiki/Mihael_Stroj