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Laboratorio di scrittura – Il saggio breve

Alberto Burri, Serigrafia, 3. Sotto: Alberto Burri, Serigrafia 4. Fonte immagini: Farsetti Arte.

A differenza dell’analisi del testo, fortemente strutturata dalla traccia, il saggio breve chiede agli studenti anzitutto di saper pianificare una scrittura documentata. E poi di creare una tesi, argomentarla, non superare cinque colonne di foglio protocollo, fare attenzione all’ambito scelto. Suggerimenti per avviare un laboratorio in classe, con un esempio tratto dal corso “Al cuore della letteratura”. 

. Di Elena Frontaloni.

Faq

Debbo citare tutti i documenti? Che cosa vuol dire che il mio lavoro non tiene conto dell’ambito scelto? Quale tesi potrei mai inventare sul rapporto padre-figlio nella letteratura e nell’arte? Debbo indicare o no la sede di pubblicazione del mio saggio?

Sono solo alcune delle domande che gli studenti sono piuttosto inclini a porre agli insegnanti a proposito della redazione di un saggio breve. E le risposte che in genere ricevono sono, nell’ordine:

  • no, non è necessario citare tutti i testi, come è scorretto non citarne alcuno: e sicuramente il tuo testo non può essere un “collage” di citazioni;
  • andare “fuori ambito” significa, per esempio, che in un saggio breve di ambito artistico-letterario intitolato “Sguardi della letteratura sul progresso”, con documenti tratti da Leopardi, Praga, Carducci, Svevo, Bianciardi, hai parlato solo delle ricadute socio-politiche dell’invenzione della bomba atomica;
  • formulare una tesi nell’ambito artistico letterario è semplice: in un saggio breve d’ambito artistico-letterario su “Padri e figli nella letteratura e nell’arte” che ti propone passi da Saba, Kafka, Tozzi non si tratta di stabilire quale tra i rapporti raccontati dai documenti sia il “migliore”, il più giusto. Si tratta invece, per esempio, di formulare un’ipotesi sul perché la presenza della figura del padre nella letteratura e nell’arte del Novecento sia tanto forte; e ancora di riconoscere che esistono diverse modalità di approccio, in ogni caso fatte di più sentimenti contrastanti (i testi di Saba, Kafka e Tozzi proposti all’Esame di Stato nel 2016 fornivano ampi spunti su questo, sollevando l’intreccio di temi come il riconoscimento, la colpa, il timore, l’ammirazione, l’odio);
  • la sede di pubblicazione del saggio non va indicata; se invece scegli di svolgere l’articolo di giornale occorre indicarla.

Posta l’utilità e la necessità di rispondere a tutte le domande che vengono dalla classe, ogni volta che emergono, la strategia migliore è impostare con chiarezza sin da subito (e già prima dell’ultimo anno) il lavoro e riprendere l’argomento con una o più lezioni scaccia-dubbi. Ecco una proposta, con un esempio di stesura guidata tratta dal corso Al cuore della letteratura.

Prima mossa – Definizione

Cominciamo col dire/ribadire che cosa è e come è fatto un saggio breve, riprendendo quanto detto nel Laboratorio di scrittura allegato al corso Al cuore della letteratura.

  • Che cos’è: un testo al tempo stesso di tipo informativo e argomentativo nel quale, sulla base di alcuni documenti viene elaborata e sviluppata una tesi.
  • Come è fatto: consiste nell’interpretare e confrontare una serie di dati, informazioni, offrendone una lettura e formulando una tesi. Schematizzando, dunque, ha tre obiettivi:

1. fornire sinteticamente, riassumendole e organizzandole, notizie sull’argomento;
2. inquadrare le riflessioni proposte in un contesto più ampio e strutturato, in modo da collegarle e dare loro un senso;
3. esporre il proprio punto di vista, proponendo una tesi coerente e convincente.

Seconda mossa – Traccia

Presentiamo la traccia standard dell’Esame di Stato, segnalando le parti che riguardano il saggio breve:

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», interpretando e confrontando i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell'«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.

Isoliamo le parti che riguardano il saggio. Come abbiamo già detto, la scrittura di un saggio breve chiede di interpretare e confrontare dei documenti e di argomentare una tesi. La traccia ministeriale aggiunge una possibilità e tre regole.

La possibilità

  • Si può suddividere il testo in paragrafi – per ogni paragrafo, si può scegliere un titolo che ne dica il contenuto, in modo da organizzare al meglio la disposizione degli argomenti e renderla evidente a chi legge. Un esempio realizzato sul tema del “Mostruoso”, è contenuto nel Laboratorio di scrittura allegato al corso Al cuore della letteratura (pp. 152-153).

Le regole

  • È richiesto il riferimento a conoscenze ed esperienze di studio – dunque meglio scegliere un argomento che si conosce piuttosto bene. In un saggio d’ambito artistico-letterario su “Bestie e uomini”, oltre ai documenti presentati (ipotizziamo: Il passero solitario di Leopardi, Minna la siamese di Elsa Morante, Gli uccelli di Battiato), si chiede di aggiungere, per creare la nostra argomentazione, conoscenze legate ai tre autori e no: potremmo inserire, se coerenti col nostro discorso, altri riferimenti a testi degli autori citati oppure un discorso sul Il rondone di Montale, su Le piccole persone di Annamaria Ortese, su Bestie di Federigo Tozzi, sui gatti dipinti da Picasso, Klee o Monet.
  • È richiesto un titolo coerente: quello del saggio breve deve individuare la tesi ed essere più informativo che emotivo. Dunque, per riprendere la traccia citata sopra: “L’arte racconta gli animali: tra assimilazione e riconoscimento della distanza” e non “Bestie come noi. Animali e uomini d’arte”. Il consiglio è di fissare subito la tesi e pensare meglio al titolo, per renderlo più efficace, una volta concluso il lavoro.
  • Non occorre superare le cinque colonne di foglio protocollo: il superamento di questo limite penalizza il buon esito della prova, che vuole, tra le altre cose, indagare la capacità di sintesi, la lucidità e la sveltezza dell’argomentazione.

Terza mossa – Gli ambiti

Spieghiamo quali sono gli ambiti proposti all’esame di stato: artistico-letterario; socio-economico; storico-politico; tecnico-scientifico. L’ambito non decide solo l’argomento, ma anche il tipo di documenti presentati e il tipo di riflessione che si chiede di sviluppare.

  • Nel 2013, il Ministero ha proposto una traccia di ambito storico-politico sul tema “Violenza e non-violenza: due volti del Novecento”. I documenti presentati erano testi di Mosse, Benjamin, Arendt, Ghandi. Non poesie di Ungaretti e Marinetti, quadri di Picasso come Guernica, passi tratti da opere di Malaparte e Céline. Nello svolgimento, si chiedeva di intrecciare le riflessioni degli autori presentati con gli eventi storici e la riflessione politica del Novecento.
  • Viceversa, in un saggio breve di ambito storico-letterario su “Intellettuali e Grande Guerra”, con testi e opere di Papini, Ungaretti, Majakowskij, Marinetti, Dix, ha poco senso ricordare tutte le vicende storiche della Prima Guerra Mondiale o ricostruire nel dettaglio il dibattito storiografico al proposito. La traccia e l’ambito ci chiedono di riflettere sul perché e il come dell’esaltazione della guerra da parte di Papini e Marinetti e della diversa interpretazione che diedero dell’argomento, prima e dopo i fatti, scrittori come Majakowskij, Ungaretti, Dix.

Quarta mossa – Pianificare e stendere

Messo in chiaro che cosa è un saggio breve e che cosa chiede la traccia, mettiamo in evidenza che, a differenza dell’analisi del testo, fortemente strutturata (comprensione, analisi, interpretazione e approfondimenti, con relative domande), il saggio breve chiede a chi scrive la sua pianificazione e strutturazione.

Prima di partire, è utile innanzitutto domandarsi per chi si sta scrivendo. La traccia ministeriale non chiede (più: un tempo lo faceva) di indicare una destinazione editoriale. Possiamo tuttavia immaginare che il pubblico di un saggio breve è fatto di persone interessate all’argomento e che ne sanno già qualcosa ma vogliono approfondire, conoscere una posizione critica al proposito. Il saggio breve è scritto per questo pubblico (e non per l’insegnante). Il pubblico non ha sottomano i documenti che invece lo studente possiede: per questo chi scrive deve introdurli, commentarli e citarli correttamente (tra virgolette, aggiungendo l’autore e il libro o la pubblicazione da cui provengono, con la data di pubblicazione).

Per quanto riguarda la pianificazione, occorre, dopo aver letto attentamente tutte le tracce e i documenti e aver scelto l’argomento che si conosce meglio, raccogliere le idee, organizzarle e stabilire una tesi. In sintesi possiamo:

  • sottolineare le frasi e le parole chiave che possono essere utili nella stesura del saggio;
  • riassumere i contenuti dei testi in due tre righe;
  • fare una lista di conoscenze, esempi e testi ulteriori;
  • individuare una tesi;
  • stabilire una gerarchia tra i documenti alla luce della tesi che si intende sostenere, dunque creare una scaletta in cui le idee abbiamo una sequenza chiara, le varie parti siano connesse logicamente e siano significative rispetto all’argomento principale del testo e all’ambito di riferimento;
  • avviare la stesura, seguendo un modello che potrebbe essere il seguente:

Introduzione – presentazione dell’argomento, con un piglio espositivo-oggettivo. Qui si danno tutte le coordinate per il lettore possa seguire agevolmente il discorso.

Argomentazione – da organizzare a piacere secondo vari schemi possibili:
*esposizione della tesi e dei relativi argomenti – esposizione dell’antitesi e dei relativi argomenti – confutazione
*esposizione dell’antitesi e dei relativi argomenti – confutazione – esposizione della tesi con i relativi argomenti
*esposizione degli argomenti a favore della tesi – esposizione dell’antitesi e dei relativi argomenti – confutazione – esposizione della tesi

Conclusione – riprende le linee fondamentali dell’argomento, già esposte nell’introduzione, ribadendo la tesi.

Quinta mossa – Dare un titolo, rivedere

La stesura del saggio è finita, ma il lavoro no. Segnaliamo che occorre:

  • creare/rivedere il titolo: deve contenere sia l’argomento (già fissato dalla traccia), sia la tesi (stabilita da chi scrive);
  • rileggere il testo, correggerlo, sveltirlo: controllare che sia coerente (cioè che non si sia caduti in contraddizione), completo (che attinga ai documenti e alle conoscenze ed esperienze di studio, riporti i nomi degli autori e delle opere dei passi citati, segnali con virgolette le citazioni), coeso, cioè che l’argomentazione sia efficace, grazie anche all’uso di buoni connettivi.

Sesta mossa – Il saggio in pratica