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Storie per immagini
Se i fumetti, come abbiamo visto, avvicinano i ragazzi alle grandi vicende del nostro tempo in modo efficace e piacevole, all'inverso le opere d'arte possono essere il punto di partenza per un romanzo avvincente. In che modo?
 
Si tratta in effetti di un genere molto diffuso ultimamente: pensiamo al grande successo de La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier (1999). Proporre questo genere di romanzi in classe potrebbe fornire ai ragazzi le chiavi per affrontare la storia dell'arte e i contesti culturali, in modo più partecipe?
 
Antonella Cilento, romanziera e insegnante di scrittura creativa, ci racconta il suo punto di vista, e ci fa capire in che modo l'arte può dare nuova vita a una storia. Ma anche come, alla fine, tutto è nato proprio dai fumetti.
 
Un assaggio dell'intervento di Antonella Cilento al convegno "Sguardi al Cuore della Letteratura":
 
« Se è vero che la visibilità è uno dei valori da salvare per il nuovo millennio secondo Italo Calvino  in un mondo sempre meno capace di avere visioni, ovvero di chiudere gli occhi e immaginare storie senza affidarsi a regie esterne (media, tv, rete, cinema), alcuni romanzieri sono i primi servitori di quegli speciali balconi affacciati sull’immaginario che sono i quadri.
 
Opere d’arte come briciole lungo il sentiero del passato guidano Marguerite Yourcenar, Anna Banti, Antonia Byatt sulla strada del romanzo storico: chi scrive cerca l’angolo segreto del quadro, quello dove il pittore è sfuggito alla committenza, al canone, ai modelli di studio, persino a se stesso ed ha inserito il segreto, il non detto, una porzione invisibile di sé e del suo tempo. 
 
Le vite dei pittori diventano allora il retro della tela, quello spazio in cui inseguire dettagli ignoti di un’altra forma di esistenza: le ragioni profonde per cui, sin dalla preistoria, le storie sono state prima dipinte e poi dette, un reticolo immaginario che vive nel fumetto, la magia dell’immagine fissa che allude a un movimento, che dice l’indicibile.
 
Ho cominciato a scrivere storie perché le strisce dei topi e dei paperi di Gottfredson e Barks erano una scappatoia al grigiore dell’infanzia e perché le illustrazioni di Adelchi Galloni e delle fiabe sonore animavano desideri impossibili: il salto verso Brueghel, Ribera, Rembrandt, Zurbaràn, verso i fiamminghi e gli italiani, verso le cere di Gaetano Zummo e i mosaici pompeiani era inevitabile, lo portava con sé il desiderio di dipingere scene e di mostrare ciò che non si vede, il cuore umano.»
 
Da Topolino ai fiamminghi, la galleria di Antonella Cilento
 
  
 
 
 
  
L'ippogrifo di Adelchi Galloni (fonte: www.arttribune.it)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Topolino e Pippo disegnati da Floyd
(fonte: paperpedia.wikia.com)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Peter Brueghel "Il Vecchio", Giochi di bambini (fonte: www.ilgiornale.it)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Gaetano Zumbo (o Zummo), Cera della pestilenza (fonte: wikipedia.it)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Per saperne di più...
 
  • La scrittrice è arrivata finalista al Premio Strega 2014 con Lisario o il piacere infinito delle donne, romanzo ricco di colpi di scena sulla Napoli barocca, in cui gli artisti fiamminghi Jacques Colmar e Michael de Sweerts diventano personaggi di primo piano.