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CIA, maestra di spionaggio e geografia (Parte II)

La famigerata Central Intelligence Agency non è solo la più potente agenzia di spionaggio del mondo, me anche un centro di sapere geografico che, al contrario delle altre sue attività, vuole condividere al pubblico.

Qualche settimana fa abbiamo parlato di alcuni degli aspetti meno conosciuti della CIA, la famigerata agenzia di spionaggio degli Stati Uniti. Abbiamo visto che l’Agenzia pubblica sul suo sito una rivista liberamente accessibile al pubblico (certo, c’è anche una versione classificata che possono leggere soltanto gli spioni professionisti, ma che volete, il lupo perde il pelo ma non il vizio…), che tratta anche di normalissimi temi di geopolitica e relazioni internazionali. Dalla sua istituzione nel 1947 la CIA è stata protagonista poi di imprese degne del più assurdo film di 007 o della carriera di un maestro degli sport estremi, come il Progetto Coldfeet, il piano per paracadutare due agenti segreti su una base sovietica abbandonata al Polo Nord per poi recuperarli letteralmente “al volo” con un gancio appeso ad un aereo.

L’attuale home page del World Factbook sul sito ufficiale della CIA. Fonte: www.cia.gov

Oggi invece parliamo di un’impresa meno mirabolante ma che tutti possiamo apprezzare, ovvero lo storico contributo dato dalla CIA a una materia considerata da alcuni barbosa e inutile: la geografia. A pensarci bene, è logico che, qualunque sia la missione che la CIA sta progettando di compiere, dal sabotare il programma di ricerca nucleare di un Paese ostile con un virus informatico, all’aiutare gli oppositori di un regime comunista dei Caraibi a rovesciare il loro governo, sia auspicabile conoscere bene lo Stato in cui si andrà a operare, dalle caratteristiche fisiche del territorio alla situazione politica ed economica. Negli anni gli analisti dell’Agenzia hanno così accumulato una miniera di informazioni su tutti i Paesi del mondo; dati che a un certo punto, nel 1962, la CIA ha deciso di condividere. Nacque così il CIA World Factbook, un almanacco che riporta i dati essenziali e le statistiche su tutti gli Stati del mondo. Era stampato annualmente in forma di libro, e per i primi anni la pubblicazione era coperta da segreto e riservata all’uso da parte delle altre agenzie governative statunitensi. Solo nel 1971 uscì la prima versione declassificata e liberamente consultabile dal pubblico. Da allora il World Factbook è divenuto una delle principali fonti di consultazione per studenti e studiosi di svariate discipline, dalla geografia all’economia, dalla sociologia alle scienze politiche, che ne usano i dati per le loro ricerche e come fonte per tesi e altre pubblicazioni. Per anni il Factbook ha vissuto solo in forma di grosso volume sugli scaffali delle biblioteche pubbliche e delle librerie di studenti e professori, negli Stati Uniti e all’estero. Ma il suo uso è aumentato esponenzialmente da quando, nell’ormai lontano 1997, la CIA prese la lungimirante decisione di mettere a disposizione i dati del volume sul suo sito Internet, e oggi la home page del Factbook riceve oltre 6 milioni di contatti giornalieri. La trattazione di ogni Paese è divisa in schede che presentano dati sul territorio, la popolazione, l’organizzazione politica, l’economia, la situazione energetica e delle comunicazioni.

La copertina dell’edizione 1982 del World Factbook pubblicato dalla CIA. Fonte: www.geographic.com

La decisione di rendere il World Factbook pubblico e liberamente consultabile è stata probabilmente una scelta ben ponderata da parte dell’Agenzia e del suo dipartimento di pubbliche relazioni: l’almanacco è ormai diventato il volto pubblico e meno minaccioso di un’organizzazione altrimenti circondata dalla segretezza e, alcune volte, dal sospetto. Il servizio pubblico svolto dal Factbook serve quindi a giustificare in parte l’esistenza e le attività della CIA, dato che la maggior parte delle sue vere attività non saranno mai rese pubbliche. Gli amministratori del sito ce la mettono tutta per dare alle pagine dedicate al Factbook un tono autorevole ma anche leggero, per esempio proponendo periodicamente vari quiz e curiosità geografiche a cui si può rispondere consultando l’almanacco nella sezione giusta. Una delle ultime, pubblicata lo scorso 1 aprile, sembra presa di peso da una puntata del mitico podcast Divertiamoci con le bandiere del nostro Sheldon Cooper: “Solo una tra le bandiere degli Stati del mondo raffigura un edificio realmente esistente. Quale? Indizio: si trova nel Sudest Asiatico.” La risposta a questo link, se non l’avete già indovinata. Ma i quiz a tema vessillologico non sono finiti qui, dal momento che una delle appendici del Factbook è proprio la sezione Flags of the World, che indicizza tutte le bandiere del mondo fornendone descrizione e storia. La comunità degli appassionati di bandiere si rivela quindi più ampia e variegata del previsto!


Scherzi a parte, l’esame del CIA World Factbook si rivela una miniera di informazioni, e non stiamo parlando soltanto dalla miriade di dati che presenta, ovviamente, ma anche dalla struttura stessa dell’opera. E forse nelle pieghe di questo innocuo almanacco degli Stati del mondo si cela anche una piccola cospirazione. In fin dei conti, non sarebbe del tutto sorprendente considerando chi lo pubblica. Ma di questo parleremo nella prossima puntata.