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Le carte del mistero. Parte I: la mappa di Vinland

Statua di Leif Ericson, possibile "vero" scopritore dell'America, eretta a Reykjavik, in Islanda. Fonte: www.wikipedia.org

Antiche carte geografiche possono causare polemiche molto attuali quando (per alcuni) mettono in dubbio il corso della storia come la conosciamo.

Come abbiamo visto in alcuni precedenti articoli, le carte geografiche antiche sono un’importante testimonianza per ricostruire la storia delle conoscenze scientifiche dei secoli passati, oltre a essere spesso pregevoli opere d’arte. Ma alcune carte hanno avuto un destino particolare, e sono da anni al centro di vivaci polemiche e controversie che vedono coinvolti studiosi, giornalisti e sedicenti “ricercatori” di argomenti misteriosi e bizzarri che sfidano la “scienza ufficiale” (definizione loro). Ma che cosa hanno di speciale queste particolari carte? Semplicemente, per alcuni contengono informazioni che, se confermate, potrebbero riscrivere la storia dell’umanità come la conosciamo…

Una delle più famose “carte del mistero” è la Mappa di Vinland, a quanto pare trovata, nel 1957, rilegata insieme alle pagine di un manoscritto medievale intitolato Hystoria Tartarorum (Storia dei Tartari). Passati tra le mani di diversi mercanti antiquari, manoscritto e mappa furono infine acquistati da un benefattore e donati all’università statunitense di Yale, che dopo un periodo di studio ed esami la pubblicò nel 1965.

La Mappa di Vinland, attualmente conservata all'Università di Yale. Fonte: www.wikipedia.org

La mappa è una carta del mondo (un mappa mundi, come erano chiamati i planisferi del Medioevo) disegnata su un foglio di pergamena e risalente, apparentemente, al Quattrocento. Raffigura l’Europa, l’Asia e la parte settentrionale dell’Africa, con le forme e il livello di dettaglio tipico delle carte di quell’epoca. Ma ciò che la distingue da tutte le altre mappe simili si trova nell’angolo in alto a sinistra: il profilo estremamente dettagliato della Groenlandia e, più a ovest, una massa di terra, chiamata nella legenda Vinlanda, che si può facilmente identificare come la parte occidentale del continente nordamericano. La legenda scritta latino vicino al disegno di Vinlanda riporta che questa terra fu scoperta dal capitano ed esploratore islandese Leif Ericson secoli prima. La mappa di Vinland sarebbe dunque una prova del fatto che alcuni europei, nella fattispecie i Vichinghi, avrebbero scoperto l’America cinquecento anni prima di Cristoforo Colombo.

Particolare della mappa con l'Islanda, la Groenlandia e, a ovest, la terra chiamata Vinlanda. Fonte: www.wikipedia.org

L’esistenza e la supposta impresa di Leif Ericson non rappresentavano una novità per gli studiosi. Il personaggio compare infatti in due saghe islandesi scritte intorno al 1200, la Saga di Eric il Rosso e la Saga dei Groenlandesi, dove si racconta della fondazione da parte di Eric il Rosso, intorno all’anno Mille, del primo insediamento vichingo in Groenlandia. Successivamente la nave comandata da suo figlio Leif venne spinta fuori rotta da una tempesta e approdò in una terra allora sconosciuta, da egli chiamata Vinland (che dovrebbe significare “terra del vino”, poiché vi crescevano viti selvatiche), dove fondò una colonia.

Nel 1960, quindi a pochi anni dalla “ricomparsa” della mappa di Vinland, l’esploratore e archeologo norvegese Helge Ingstad scoprì a L'Anse aux Meadows, nella parte settentrionale dell’isola di Terranova in Canada, i resti di un insediamento identificato dagli studiosi, con quasi totale certezza, con un villaggio vichingo, forse proprio la colonia di Vinland fondata da Leif. Le saghe avevano dunque un fondo di verità: i Vichinghi erano approdati nell’America settentrionale e vi avevano fondato alcuni insediamenti. La loro colonizzazione fu però modesta e di breve durata, e dopo alcuni secoli la memoria della loro impresa si perse, sopravvivendo solo in antiche saghe e polverose cronache. Colombo non fu dunque l’effettivo “scopritore” dell’America, come comunemente ancora si crede al di fuori della cerchia degli studiosi e degli appassionati di storia, ma il capitano genovese ebbe comunque il merito (o il demerito, a seconda dei punti di vista) di aver stabilito tra Europa e Nuovo Mondo un collegamento duraturo, che portò alla nascita di rapporti costanti tra i due continenti.

Ricostruzione dell'insediamento vichingo di L'Anse aux Meadows, in Canada, scoperto nel 1960 e dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO nel 1978. Fonte: www.wikipedia.org

Dunque la mappa di Vinland rappresenta la prova documentaria, a supporto delle prove archeologiche, dello sbarco dei Vichinghi in America? La questione non è così semplice: fin dalla sua pubblicazione, nel 1965, molti studiosi hanno avanzato dubbi sull’autenticità della mappa. Successive analisi chimiche fatte sull’originale hanno dimostrato, con un buon livello di probabilità, che l’inchiostro usato per disegnare la carta contiene sostanze chimiche usate nella fabbricazione di inchiostri soltanto a partire dagli anni Venti del Novecento. Nonostante alcuni insistano a dichiarare la carta autentica, e la stessa università di Yale non si esprima a riguardo, la maggioranza degli studiosi ritiene ormai la Mappa di Vinland un falso contemporaneo. Un falso anomalo, però, fabbricato per dimostrare una teoria che poi si è rivelata, grazie ad altre fonti, corretta: Colombo era arrivato secondo.