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Terra "by night"

Una straordinaria immagine della NASA ci permette di ammirare lo spettacolo del nostro pianeta immerso nelle tenebre notturne, e al contempo di renderci conto, con un semplice e immediato “colpo d’occhio”, dell’impatto che la nostra specie sta avendo sul pianeta.

Recentemente la NASA, l’agenzia spaziale americana, ha pubblicato sul suo sito una spettacolare immagine dell’intera superficie terrestre immersa nel buio della notte, un “planisfero notturno” affascinante e senza precedenti. L’immagine è ovviamente di tipo composito; si tratta cioè di un accurato collage di foto scattate durante le ore notturne dal satellite scientifico Suomi NPP, messo in orbita nel 2011, mentre era in orbita sopra i vari oceani e continenti.

Lo straordinario "planisfero notturno" diffuso dalla NASA. Cliccare sull'immagine per ingrandirla. (Attenzione: immagine ad alta risoluzione, potrebbe volerci un po' per caricare). Fonte: www.nasa.gov 

Oltre a essere indubbiamente affascinante, la foto ci permette anche di osservare quanto l’umanità si sia diffusa sulla superficie terrestre, e di farlo con una semplicità e un’immediatezza che una “normale” carta tematica, raffigurante la densità della popolazione, non riuscirebbe mai a eguagliare. Ma la foto non ci mostra soltanto la densità e la distribuzione della popolazione: le aree più “illuminate” sono anche quelle dove c’è maggior dispendio di energia, e quindi quelle che godono dei più alti livelli di benessere. In generale, come ci si poteva aspettare, il nord del mondo è più illuminato del sud. Spiccano infatti, come isole in un mare di tenebre, il Nordamerica (soprattutto la costa est degli Stati Uniti e la California, mentre le grandi pianure del Midwest sono più buie perché meno abitate), l’Europa (con l’Italia tra le regioni più luminose a causa della fitta distribuzione di centri abitati) e l’Estremo Oriente, con la sua altissima densità di popolazione. Al contrario, fa impressione vedere quanto siano ampie le aree completamente buie, segno di una presenza umana nulla oppure minima, come il deserto del Sahara in Africa, il Bacino Amazzonico in Sudamerica e le immense steppe russe.

La “ragnatela di luce” che avviluppa sempre più il nostro pianeta è inoltre segno inequivocabile della straordinaria espansione della popolazione nell’ultimo secolo e del contemporaneo progresso tecnologico dell’umanità: se un ipotetico satellite avesse potuto fotografare il panorama notturno della Terra anche solo un secolo fa, quando la popolazione mondiale era circa quattro volte inferiore a quella di oggi e l’illuminazione elettrica era limitata alle grandi città dei Paesi più sviluppati, l’immagine sarebbe stata quella di un mondo immerso in una tenebra quasi totale.