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Un assaggio dell'intervento di...
Eraldo Affinati: "Il sogno di un'altra scuola".
In un viaggio affascinante fuori e dentro di sé, Eraldo Affinati ci spiega la sua vocazione pedagogica e riflette sui valori alla base di una scuola "diversa". 

 

Si chiamano Alì, Mohammed, Francisco, Ivan. Hanno quindici, sedici anni. Vengono dal Maghreb, dal Bangladesh, dalla Nigeria, dalla Romania, dall'Afghanistan.
 
Li ho conosciuti alla Città dei ragazzi, la storica comunità alle porte di Roma, fondata dal sacerdote irlandese John Carroll-Abbing, dove tutt'ora insegno. Sono arrivati in Italia nei modi più strani, spesso per noi inconcepibili: a piedi, nascosti sotto i camion. Devono imparare a leggere, scrivere, trovare un lavoro e rendersi autonomi. Ma soprattutto avrebbero bisogno di crescere e diventare grandi.
 
È un fiume tumultuoso d'umanità lancinante di cui vediamo soltanto la foce, sui banchi di scuola, per strada. Ho deciso di scoprire la sorgente, cioè i luoghi e le ragioni profonde che spingono questi adolescenti a lasciare case, lingue, madri e padri per sfuggire a guerra, povertà, miseria.
 
Per parlare di un’altra scuola possibile bisogna allora partire da queste sorgenti, da molto più lontano, dove ha avuto origine anche una mia riscoperta.
 

Un ritorno alle radici, attraverso la letteratura

Bisogna ripercorrere il viaggio che ho fatto in Marocco per accompagnare a casa due miei studenti arabi, esperienza che ho raccontato ne La città dei ragazzi, e grazie alla quale sono tornato anche alle mie radici: il rapporto con mio padre, i miei scrittori di riferimento, compagni segreti di un’adolescenza solitaria.
Tutto questo mi ha riportato all'urgenza della mia vocazione pedagogica.
 
I miei riferimenti culturali sono sicuramente Lev Tolstoj che, con la domanda eterna posta in “Guerra e pace” (“In quale maniera si deve vivere?”), ha rappresentato il punto di svolta del mio cammino etico, ma anche Dietrich Bonhoeffer, uno fra i massimi teologi dei Novecento, membro attivo della resistenza al nazismo. Riflettere sulla shoah significa sprofondare nella voragine della natura umana ma anche ritrovare gli spiragli di luce per reagire.
 

La sfida: una scuola etica

Attraverso questi viaggi ed esperienze, queste storie, sono arrivato a fare del recupero dei ragazzi “difficili” la mia missione umana e professionale. Oggi cerco gli strumenti per affrontare, fuori e dentro me stesso, una delle emergenze più gravi: quella educativa. 
È da queste premesse che è nata la Penny Wirton: una scuola di lingua italiana per stranieri aperta a tutti, dove oltre alla lingua si impara a fare amicizia, a conoscere diritti, doveri e responsabilità di chi vive in Italia, a capire un po' meglio la cultura italiana e a raccontare la propria.
 
Per scoprire – come era accaduto a Don Lorenzo Milani a Barbiana, come accade nella vita – che spesso sono gli ultimi della Terra, i più inermi e vessati, o quelli che "falliscono" a insegnare a noi le vie della giustizia e a farci capire come uscire da una crisi etica che ci riguarda tutti. Ecco quello che io chiamo elogio del ripetente.
 
Per me, allora, la letteratura è una tappa fondamentale di questo percorso, uno degli strumenti principali di conoscenza e d’avventura all’interno dell’aula scolastica. E anche fuori.
 
Per saperne di più...
 
Eraldo Affinati parteciperà al convegno "Sguardi al Cuore della Letteratura", il 20 Novembre.