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Allarme! I caccia americani intercettano… Babbo Natale!?

Da oltre 60 anni, la vigilia di Natale, il Comando della Difesa Aerea degli Stati Uniti segue con i suoi radar un misterioso velivolo non identificato, proveniente dal Polo Nord…

Alcuni mesi fa, quando abbiamo parlato delle operazioni segrete della CIA e del loro legame con le geografia, avevamo avuto modo di evidenziare come, ai tempi della Guerra Fredda, una delle aree più “calde” del conflitto fosse, paradossalmente, quella delle distese ghiacciate dell’Artide. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare dando un’occhiata superficiale a un planisfero, infatti, la rotta più breve tra Stati Uniti e Unione Sovietica non correva in direzione est-ovest, magari attraverso lo Stretto di Bering, ma passava da nord, sopra il Polo. Sarebbe stata quindi questa la direzione preferita dai bombardieri a lungo raggio e dai missili balistici intercontinentali, armati di bombe e testate nucleari, che le due superpotenze avrebbero lanciato in caso di guerra. Non stupisce quindi che durante la Guerra Fredda lo spazio aereo sopra il Polo Nord fosse una delle aree più attentamente sorvegliate del mondo. Da parte loro gli Stati Uniti, con l’aiuto dell’alleato Canada, avevano dispiegato un’imponente sistema di basi aeree, impianti radar e altre installazioni di rilevamento all’estremo nord del continente americano, lungo la linea che andava dall’Alaska e terminava sulla costa settentrionale della Groenlandia, passando per le gelide isole dell’Arcipelago Canadese; tali installazioni, spesso poste in luoghi remoti e assai difficili da mantenere, avrebbero dovuto lanciare l'allarme in caso di avvicinamento da parte di velivoli e missili nemici, fornendo un prezioso preavviso alle forze armate statunitensi.

L’ingresso della base militare sotterranea di Cheyenne Mountain, in Colorado. Fonte: www.youtube.com

Responsabile della maggior parte di queste installazioni era, allora come oggi, il NORAD, North American Aerospace Defense Command (Comando della Difesa Aerea Nordamericano). Il suo compito è quello di sorvegliare lo spazio aereo degli USA e del vicino Canada, di identificare qualsiasi oggetto volante che si avvicini ai confini dei due Paesi, e di coordinare la difesa in caso di attacco aereo. Il principale quartier generale del NORAD è a Colorado Springs, in Colorado, dove si trova il famigerato complesso di Cheyenne Mountain, un enorme bunker sotterraneo che penetra nell’omonima montagna per oltre 600 m, sigillato da due gigantesche porte corazzate d’acciaio pesanti 25 tonnellate ciascuna. Il complesso, che fino al 2007 ospitava la sala di controllo principale del NORAD, e che adesso funziona da rifugio di emergenza, è in grado di resistere al colpo diretto di un missile nucleare.

Militari americani rispondono alle telefonate dei bambini durante la vigilia di Natale, in uno dei tanti call center allestiti dal programma Norad Tracks Santa. Fonte: www.noradsanta.org

Ma che cosa c’entra tutto questo scenario di guerra atomica, bombardieri e missili nucleari con l’amabile vecchietto che la notte di Natale porta i regali ai bambini di tutto il mondo? L’origine di questo curioso legame si perde nella leggenda, dal momento che la storia è stata più volte abbellita nel corso degli anni. La versione più vicina alla realtà dei fatti è probabilmente questa: nell’autunno del 1955 un grande magazzino della catena Sears pubblicò su un giornale locale di Colorado Springs, la cittadina che ospita il quartier generale del NORAD, una pubblicità in cui si invitavano i bambini a chiamare il numero riportato per parlare con Babbo Natale. Si dà il caso che il numero pubblicato differisse per una sola cifra dal numero interno dell’ufficio di uno degli alti ufficiali in servizio al NORAD, il colonnello Harry Shoup. Verso la fine di novembre il colonnello rispose al telefono e si ritrovò con all’altro capo della cornetta un bambino che aveva sbagliato numero e che voleva sapere dov’era Babbo Natale. Si può immaginare che la risposta di Shoup sia stata piuttosto burbera, anche se nelle versioni successive della storia si racconta che il buon colonnello stette al gioco e disse al bambino che i radar della sua base avevano già individuato la slitta di Babbo Natale, pronta a decollare dal Polo Nord. Qualche giorno dopo Shoup notò che, sul grande tavolo della sala controllo del NORAD, che riproduceva tutto il Nordamerica e dove venivano piazzati i modellini degli aerei tracciati dai radar (le rappresentazioni grafiche fatte al computer erano ancora fantascienza), un addetto burlone aveva messo una fotografia della slitta di Babbo Natale per indicare un aereo ancora non identificato. Il colonnello mise insieme le due cose ed ebbe l’idea di un’operazione che avrebbe potuto essere un’ottima occasione di propaganda per far conoscere alla popolazione americana le attività del NORAD. All’epoca infatti la missione del comando della difesa aerea era avvolta da un alone di mistero, e comunque quel poco che si sapeva contribuiva a dipingere il NORAD con toni assai cupi, dal momento che le sue attività erano associate a un possibile attacco sovietico e all’eventualità di un’apocalisse atomica. Shoup lanciò quindi, in collaborazione con l’ufficio pubbliche relazioni del NORAD, l’iniziativa NORAD Tracks Santa: in occasione della prossima notte di Natale, dichiarò Shoup in un comunicato stampa, il NORAD avrebbe seguito con i suoi sofisticati radar il percorso della slitta di Babbo Natale. Ma non solo, una volta che il particolarissimo “velivolo” fosse entrato nelle spazio aereo del Nordamerica, arerei da caccia dell’aviazione statunitense si sarebbero levati in volo per intercettarlo e scortarlo lungo tutto il suo percorso, proteggendolo dai possibili attacchi di “tutti coloro che non credono al Natale” (leggi: i comunisti). Il NORAD allestì poi un call center a cui, per tutta la giornata della vigilia, i bambini potevano telefonare per sapere in tempo reale dove si trovava la slitta di Babbo Natale, e prevedere così a che ora il gioviale vecchietto sarebbe passato da casa loro per portare i regali.

La slitta di Babbo Natale mentre passa sopra le piramidi di Giza in Egitto, ripresa lo scorso Natale dal sito NORAD Tracks Santa. www.youtube.com

Il programma, che doveva essere organizzato solo per quel Natale del 1955, ebbe un successo tale che da allora è stato replicato ogni anno, tanto da diventare una delle più note iniziative di pubbliche relazioni del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Oggi sono circa 1200 i militari statunitensi e canadesi che ogni anno si offrono volontari per rispondere alle telefonate dei bambini, che ormai provengono da tutto il mondo, durante la vigilia di Natale. Durante il Natale del 2015 il numero di NORAD tracks Santa ha ricevuto oltre 70.000 chiamate. Nel corso degli anni il programma ha avuto diversi centralinisti illustri, tra cui la first lady Michelle Obama, che risponde alle chiamate dei bambini ogni anno dal 2009. Oggi però il maggiore traffico lo sperimenta il sito Internet dell’iniziativa, inaugurato già nel lontano 1997, e a cui si collegano oltre 20 milioni di persone da tutto il mondo la notte di Natale. Da alcuni anni è gestito in collaborazione con Google Earth, e permette di osservare in tempo reale la slitta di Babbo Natale che passa in volo sopra tutti i Paesi del mondo. Sul sito ci sono anche i video ripresi da decine di “Santa Cam” sparse per tutto il globo, che riprendono la slitta mentre transita davanti a famosi monumenti come il Colosseo a Roma o il Big Ben a Londra.

La guerra atomica fortunatamente non è mai diventata realtà, e la Guerra Fredda è finita da un pezzo. Tutti noi ci auguriamo che l’attività più pubblicizzata del NORAD rimanga ancora, per molti anni, la scorta a Babbo Natale. Buone feste a tutti da GEOblog!