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Che la Forza delle bandiere sia con voi

La bandiera dell'Alleanza Ribelle della saga di Guerre Stellari. Fonte: www.eucantina.net

Con una dimostrazione di devozione alla fantascienza degna del nostro Sheldon Cooper, un grafico neozelandese ha disegnato le bandiere di oltre cento pianeti che compaiono nella saga di Guerre Stellari. 

Oggi la rubrica Divertiamoci con le bandiere vi porta in una galassia lontana lontana. È giunto nelle sale, battendo come da previsioni ogni record di incassi, Il risveglio della Forza, primo film della nuova trilogia di Guerre Stellari. Il film era lungamente atteso dagli appassionati della saga di tutto il mondo, reali e immaginari che fossero. Infatti anche i personaggi della serie televisiva The Big Bang Theory, da buoni nerd e fanatici di fantascienza, non stavano più nella pelle nell’ultimo episodio andato in onda negli USA lo scorso 17 dicembre, The Opening Night Excitation, tutto dedicato all’attesa per il nuovo film.

Sheldon Cooper, inguaribile nerd, alle prese con la costruzione di un modellino della Morte Nera di Guerre Stellari. Fonte: www.huffingtonpost.com

Immaginate dunque con quale entusiasmo un appassionato tanto di Guerre Stellari quanto di bandiere come il nostro Sheldon Cooper, il coprotagonista della serie nonché ideatore del podcast video Fun with Flags (a cui questa rubrica indegnamente si ispira), accoglierebbe la notizia che il grafico neozelandese Scott Kelly ha messo insieme i due argomenti per produrre qualcosa di veramente unico. Nel corso degli anni dall’uscita del primo film nel 1976 la saga di Guerre Stellari è diventata un business multimiliardario, con decine di film, romanzi, fumetti, giochi di ruolo e videogames ambientati nello stesso mondo fantastico. E questo mondo si è man mano arricchito con nuove storie e particolari, fino a diventare per gli appassionati della saga un vero e proprio universo parallelo con pianeti, stati, città, culture aliene e astronavi descritte nei minimi particolari. Non potevano mancare bandiere e vessilli, simboli che, come abbiamo visto, hanno una ruolo importante anche nella storia e nella cultura del nostro mondo. Già la trilogia originale mostrava i protagonisti combattere sotto le insegne rosse della coraggiosa Alleanza Ribelle oppure quelle nere del malvagio Impero Galattico.

La bandiera di Tatooine disegnata da Scott Kelly, con i due cerchi rossi a simboleggiare i due soli che illuminano il pianeta. Fonte: www.flagsofthegalaxy.com

Ma Scott Kelly è andato oltre e, basandosi su quanto raccontato dei quasi 300 pianeti che sono finora comparsi nell’universo di Guerre Stellari – posizione, geografia, ambiente, clima, abitanti e storia – ne ha disegnato le bandiere “ufficiali” di oltre 100. E per giunta lo ha fatto attenendosi fedelmente ai canoni della vessillologia (parola che compare perfino nella home page del progetto!), usando la classiche proporzioni 3:2 e impiegando sapientemente colori, campi, cantoni e stemmi. Il risultato è che le bandiere, pur simboleggiando pianeti del tutto immaginari, sono assai verosimili quanto a design e non sfigurerebbero affatto nei nostri atlanti a fianco di quelle degli Stati della Terra. Il pianeta desertico Tatooine, dove è cresciuto l’eroe Luke Skywalker e si apre il primo film della saga, ha per esempio una bandiera dai colori caldi, rosso e giallo, con due cerchi che simboleggiano i due soli che illuminano quella terra rovente. Il pianeta Endor, dove si svolge l’ultima battaglia tra l’Impero e la Ribellione alla fine de Il ritorno dello Jedi, ha invece una bandiera in campo verde con il profilo di un albero bianco, a simboleggiare la sua superfice boscosa e il legame con la natura dei suoi abitanti, i simpatici Ewok. Il viaggio nelle oltre 100 bandiere dei pianeti citati nei film, romanzi e videogiochi della saga è quindi un viaggio in un mondo di alieni bizzarri, avventure rocambolesche e paesaggi impossibili; un mondo immaginario ma ben conosciuto e amato da milioni di appassionati in tutto il mondo.

L’eroina di Hunger Games Katniss Everdeen, interpretata dall’attrice Jennifer Lawrence (a sinistra), e i giovani manifestanti thailandesi (a destra) fanno lo stesso gesto di protesta con le tre dita della mano tese. Fonte: www.cinema.com.my

Ci si può chiedere che importanza abbia, in mezzo agli eventi ben più concreti che stanno interessando il mondo, questo curioso progetto grafico, che al massimo potrà destare l’interesse dei fan della saga e degli internauti alla ricerca di notizie bizzarre durante un’annoiata domenica. Ma nel corso del nostro viaggio nel mondo della geografia abbiamo imparato a non sottovalutare l’influenza che leggende, storie e bizzarre teorie hanno avuto sul mondo reale. Abbiamo già accennato a come le leggende su terre e luoghi perduti come Ultima Thule e Agarthi abbiano influenzato l’ideologia e la politica di alcuni esponenti del nazismo. Ma ci sono esempi ben più recenti. Nel maggio 2014, in Thailandia, i militari hanno preso il potere con un colpo di Stato, sospendendo la Costituzione e rovesciando il governo democraticamente eletto della prima ministra Yingluck Shinawatra. Migliaia di thailandesi, soprattutto giovani, sono scesi in piazza nei giorni successivi per manifestare contro la giunta militare e la sospensione della democrazia. Per aggirare la legge marziale imposta dalla giunta, che vietava di manifestare in pubblico intonando cori o esponendo bandiere o qualsiasi genere di simbolo che richiamasse ideologie o movimenti politici esistenti, i giovani hanno cominciato a scendere in piazza facendo un curioso gesto: la mano alzata con le tre dita di mezzo, indice medio e anulare, tese. Un gesto sconosciuto agli analisti politici ma ben familiare a milioni di ragazzi in tutto il mondo, essendo tratto da un’altra serie fantastica, letteraria e cinematografica di grande successo, Hunger Games. La saga ha per protagonista la giovane e coraggiosa Katniss Everdeen, che in un futuro post-apocalittico guida la rivolta popolare contro lo Stato totalitario di Panem. Il gesto con le tre dita è per l’appunto il simbolo della ribellione, in un parallelo evidente con quanto stava avvenendo nel 2014 in Thalandia. La giunta militare thailandese non ci ha messo molto a capire il collegamento e ha vietato la proiezione dei film ispirati alla saga in tutto il Paese, per evitare che ispirassero ai giovani spettatori idee sovversive.