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Cospirazioni geografiche. La città fantasma di Bielefeld

Nell’era delle “bufale” e delle fake news, non potevano mancare le teorie del complotto a tema geografico. Scopriamo le principali, e le più bizzarre, in questa nuova miniserie.

Se ne parla ormai dappertutto: nei forum su Internet e in televisione, sui giornali e nei bar durante il caffè mattutino. Stiamo parlando delle “bufale” e del loro corrispettivo più modaiolo, le “fake news”, vale a dire le storie false e tendenziose diffuse ad arte per creare confusione e scompiglio, o in alcuni casi per raggiungere obiettivi ben più sinistri, come manipolare i risultati di un’elezione politica. La convinzione diffusa tra una buona parte dei commentatori in seguito ad alcuni eventi recenti, come la storica elezione di Donald Trump alla presidenza degli USA, è che ormai noi viviamo in una realtà post-moderna e post-fattuale, dove l’unica cosa importante non è ciò che è successo veramente, vale a dire i fatti, ma ciò che la gente crede sia accaduto. Il tema delle fake news è così scottante e d’attualità che persino un’istituzione prestigiosa come la Camera dei Deputati ha ritenuto opportuno organizzare una serie di convegni, collegati a una campagna di sensibilizzazione mediatica, al riguardo. Strettamente collegate alle bufale e alle fake news sono le teorie del complotto o della cospirazione, in base alle quali esiste, riguardo a certi temi o avvenimenti, una verità “reale” che differisce dalla realtà “ufficiale” comunemente accettata dalla maggioranza delle persone, e che non meglio specificati “poteri forti” abbiano orchestrato un vasto complotto per nascondere alla gente la verità e promuovere invece una versione “alternativa”. Tutti conosciamo qualche teoria del complotto, almeno le più famose: l’uomo non è mai stato sulla luna, il presidente degli Stati Uniti Kennedy è stato assassinato dalla CIA, tutti i governi mondiali sono controllati da una misteriosa società segreta, gli Illuminati, che manovra occultamente i destini dei pianeta, e così via. Alcune teorie del complotto sono vecchie di secoli, altre invece sono nate e si sono moltiplicate con l’avvento di Internet, e si diffondono a macchia d’olio sui forum online e sui social network. La caratteristica che più contraddistingue le teorie del complotto è che sono omnicomprensive: sono una visione del mondo a cui qualsiasi elemento esterno a esse si deve adattare. Per esempio: qualsiasi prova contro di esse o tentativo di sbugiardarle viene interpretato come una conferma della loro validità, e come un tentativo di insabbiare la “verità”. Esistono teorie del complotto sui più svariati argomenti, e non potevano mancare le cospirazioni a tema geografico, di cui parleremo in questa rubrica periodica. Anche in questo caso alcune cospirazioni geografiche sono antiche, come la teoria che sostiene che la Terra sia piatta e che ci sia in corso un complotto per far credere che sia sferica, altre invece sono contemporanee, e anch’esse traggono linfa vitale da Internet. Alcune tra queste ultime sono nate per scherzo e sono di tipo satirico, cioè create espressamente per prendere in giro le convinzioni dei “veri” complottisti, ma non dobbiamo dimenticare quella che è diventata una delle massime fondamentali degli utenti più smaliziati e degli studiosi di Internet, e cioè la cosiddetta Legge di Poe, la quale recita che, “senza un emoticon sorridente o qualche altro chiaro segno di intenti umoristici, non è possibile creare una parodia del fondamentalismo in modo tale che qualcuno non la confonda con il vero fondamentalismo”. In breve, se qualcuno diffonde su Internet un qualsiasi contenuto con intenti umoristici o satirici, ci sarà sempre qualcuno che lo prenderà sul serio!

Jahnplatz, uno dei punti nevralgici della città di Bielefeld. Fonte: www.campus-bielefeld.de

Ma passiamo a esaminare la cospirazione geografica di cui ci occupiamo in questa prima puntata. Bielefeld è una tranquilla città di poco più di 300.000 abitanti del Land Renania Settentrionale-Vestfalia, nella Germania nord-occidentale. Si trova ai margini della foresta di Teutoburgo, della quale abbiamo già parlato in relazione alla terribile disfatta subita dalle regioni romane a opera delle tribù germaniche nel 9 d.C. Centro industriale e sede universitaria, Bielefeld può vantare tra i suoi modesti punti di interesse il castello di Sparrenberg e il Vecchio Municipio. O almeno, questo è quello che LORO (SIE in tedesco) vogliono farci credere, se prestiamo ascolto ad alcuni utenti di Internet. Da oltre vent’anni infatti nel sottobosco della Rete, su oscuri gruppi di discussione, remote pagine di social network e forum di “cercatori della verità”, circola sottovoce una dirompente teoria del complotto, secondo la quale è in atto da secoli una vasta cospirazione, che tocca tutti i livelli della società e coinvolge geografi, scienziati e politici, il cui scopo è nascondere al mondo una terribile verità: Bielefeld in realtà non esiste! Per dimostrare la fondatezza della loro teoria, i complottisti di Bielefeld lanciano ai membri del grande pubblico tra domande aperte: Conosci qualcuno che è nato a Bielefeld? Sei mai stato a Bielefeld? Conosci qualcuno che è stato a Bielefeld? I complottisti sono pronti a scommettere che per la stragrande maggioranza delle persone la risposta sarà “no” a tutte e tre le domande, e l’unica spiegazione logica a questa ignoranza collettiva nei riguardi di Bielefeld è una sola: Bielefeld non esiste, in tedesco Bielefeld gibt es nicht. Tutti coloro, i pochi, i quali invece affermano di essere stati a Bielefeld devono per forza far parte della cospirazione, ragionano i complottisti, e sono stati intimiditi o corrotti da LORO per mentire e nascondere la verità.

Uno dei tanti meme che circolano su Internet dedicati alla cospirazione di Bielefeld. Fonte: www.meme.am

Come la maggior parte delle teorie strampalate che circolano nelle varie sottoculture della società contemporanea, la cospirazione di Bielefeld, o Bielefeldverschwörung in tedesco, è nata dal più grande crogiuolo di bizzarrie e voci incontrollate con cui l’umanità ha mai avuto a che fare: Internet. Sembra infatti che i primi riferimenti alla teoria che Bielefeld non esista, e che sia in atto un complotto per nascondere questo fatto, siano comparsi nel lontano (informaticamente parlando) 1993 in alcuni post di Usenet. Per chi non è pratico di archeologia informatica, Usenet è una rete di forum online, detti newsgroup, dove gli utenti si scambiano messaggi su una sorta di bacheca virtuale. La differenza rispetto ai moderni forum e social network è che i vari newsgroup di Usenet sono tecnicamente basati su un meccanismo simile alle email, e non sono quindi legati a una app o a un sito del Word Wide Web. Benché sia ancora attiva e usata, Usenet da anni è stata eclissata dai social network e dai forum online, ma negli anni ’90 era l’unico modo per creare gruppi di discussione online e parlare con persone interessate ai medesimi argomenti. Le prime discussioni sull’inesistenza di Bielefeld comparvero sul newsgroup de.talk.bizarre, dedicato alle discussioni su tutti gli argomenti più strampalati e misteriosi che avevano a che fare con la Germania. Ben presto però quello che era iniziato come uno scherzo tra studenti si trasformò in un vero e proprio “cavallo di battaglia” degli internettiani tedeschi più burloni, e i riferimenti scherzosi alla cospirazione di Bielefeld si allargarono a macchia d’olio nel mondo di Internet, su siti web e altri gruppi di discussione, fino ad approdare nel “mondo analogico”, sulle pagine dei giornali e in televisione. Ovviamente tutta la cospirazione di Bielefeld nasce per scherzo e con intenti satirici, cioè per prendere in giro e dimostrare l’assurdità delle “vere” teorie del complotto, quelle che hanno autentici sostenitori. Ricordiamo però quello che afferma le legge di Poe, e che il gioco prevede che i complottisti di Bielefeld appaiono seri quando avanzano le loro più assurde teorie, come quella che Bielefeld sia in realtà una colonia aliena, per cui è impossibile stabilire con certezza in quale misura l’utente di un forum o di un social network stia scherzando, e quanto invece stia argomentando in tutta serietà. Intanto però la cospirazione di Bielefeld è diventata uno dei più diffusi meme di Internet, con migliaia di discussioni, fotografie e fotomontaggi, come quello del cartello stradale che compare in apertura, a essa dedicati.

Anche la Cancelliera della Repubblica Fedeale Tedesca Angela Merkel ha scherzato sulla presunta inesistenza di Bielefeld… Fonte: www.telegraph.co.uk

A un certo punto la cospirazione di Bielefeld diventò così popolare da essere rilanciata addirittura dalla stessa municipalità della città, che la usa in chiave ironica per la promozione del turismo cittadino, con brochures e pagine Internet che recitano slogan del tipo “Davvero Bielefeld non esiste? Vieni tu stesso a controllare!”. Nel 1999 il sindaco della città rilasciò perfino un comunicato stampa dove dichiarava solennemente alla nazione che “Bielefeld esiste!”, ma non tutti furono convinti poiché, con ammirevole autoironia, la dichiarazione era stata diffusa il 1° di aprile! La consacrazione definitiva avvenne nel 2012, a quasi vent’anni dalla nascita della teoria su un oscuro forum di “smanettoni” informatici: rispondendo alle domande dei giornalisti durante una conferenza stampa, la Cancelliera tedesca Angela Merkel disse che aveva già parlato del tema in questione durante un incontro che si era tenuto a Bielefeld, e aggiunse sorridendo “se esiste veramente. Insomma, io mi ricordo di esserci stata, spero di ritornarci”. Tutta la vicenda è molto interessante, anche perché si tratta di uno dei pochi casi in cui una teoria del complotto diffusa in modo virale su Internet, che sia “seria” o satirica, è stata rintracciata alla sua origine precisa nel tempo e nello spazio. Ma a questo punto qualcuno potrebbe chiedersi: perché proprio Bielefeld? Che cos’ha di speciale questa città tedesca tanto da farla diventare protagonista di uno dei più longevi scherzi internettiani? Si sarebbe potuta sostituire con qualsiasi altra città della Germania? Il paradosso è forse che Bielefeld è speciale… proprio perché non ha nulla di speciale! Dubitiamo infatti che lo scherzo sarebbe stato altrettanto divertente, e avrebbe preso altrettanto piede, se avesse cercato di convincerci che Berlino non esiste, o Monaco, o Francoforte… Bielefeld ha infatti tutte le caratteristiche per essere la città “anonima” per eccellenza: è grande e popolosa ma non è una meta turistica o un centro di fiere e congressi, per cui difficilmente un “forestiero” la visiterà senza una buona ragione per farlo; non possiede monumenti di fama internazionale o anche nazionale; non ha dato i natali a cittadini tedeschi illustri; non è stata protagonista di eventi importanti della storia tedesca e infine, considerazione geografica, non si trova vicino a elementi geografici distintivi del territorio tedesco, al contrario della maggior parte delle altre grandi città della Germania, che di solito sorgono sulle rive di importanti fiumi. Bielefeld sarebbe insomma la quintessenza della città anonima e ordinaria, così ordinaria che, se non esistesse del tutto, nessuno se ne accorgerebbe! D’altra parte anche in Italia esistono località entrate nell’immaginario collettivo per certe loro presunte caratteristiche, compresa la loro ordinarietà. Pensiamo per esempio all’espressione che chiama in causa le “casalinghe di Voghera” per indicare l’ordinaria massaia italiana, provinciale e di estrazione piccolo borghese. Uno stereotipo inesatto già all’epoca in cui l’espressione era stata coniata, gli anni Sessanta, e a maggior ragione improprio oggi. I veri equivalenti italiani di Bielefeld sono forse però quei comuni medio-piccoli che sono entrati nel linguaggio comune, in certi modi di dire regionali, non tanto per le loro caratteristiche geografiche reali, quanto per il loro nome, che appare a molti bizzarro, e per la convinzione del tutto stereotipata che si tratti di luoghi anonimi e dalla posizione isolata, fuori delle “rotte” percorse dalle maggior parte delle persone. Concludiamo quindi questa prima puntata della serie cospirazioni geografiche con un saluto particolarmente affettuoso agli abitanti di Canicattì e Casalpusterlengo…!