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Dal razzismo all’integrazione: la curiosa storia di Nueva Germania

Un reportage riporta all’attenzione mondiale la strana vicenda di una sperduta cittadina fondata da coloni tedeschi in Paraguay, tra fanatismo ideologico e lotta per la sopravvivenza.

Ieri il “New York Times” ha pubblicato un interessante articolo su Nueva Germania, comunità fondata da tedeschi nello stato sudamericano del Paraguay, 300 km a sudovest della capitale Asunción. Fondatore dell’insediamento fu Bernhard Förster, il quale, con la moglie Elisabeth Nietzsche (sorella del celebre filosofo Friedrich) e quattordici famiglie tedesche, si stabilì nella regione nel 1887. Le azioni di Förster erano ispirate da una precisa, e decisamente inquietante, ideologia. Fervente razzista e antisemita, egli infatti voleva fondare una colonia di tedeschi di “pura razza ariana” (le famiglie erano state accuratamente selezionate allo scopo), i quali, lontani da influenze negative come quella ebraica (sempre secondo le sue deliranti teorie), e ispirati dagli immensi spazi e dalle natura selvaggia del Nuovo Mondo, avrebbero cominciato a prosperare fino a soggiogare, grazie alla loro naturale superiorità, le “razze inferiori” rappresentate dagli indios e dagli immigrati di origine spagnola che popolavano la regione.

Bernhard Förster, fondatore di Nueva Germania. Fonte: www.mdig.com.br

Nueva Germania non era affatto l’unico insediamento di coloni tedeschi in America Latina: molte altre comunità già esistevano o sarebbero state fondate di lì a pochi anni, come Oxapampa in Perù e Hohenau nello stesso Paraguay, ma nessuno di questi centri era stato fondato per ragioni “razziali”. Si pensa però che la loro presenza abbia influito sulla scelta fatta da molti esponenti nazisti di trovare rifugio proprio in Sudamerica dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando divennero ricercati per crimini di guerra. Il più tristemente famoso tra essi, Josef Mengele, il medico responsabile dei terribili “esperimenti” avvenuti nel campo di sterminio di Auschwitz, trascorse un periodo della sua vita da fuggiasco proprio a Hohenau in Paraguay, e voci mai confermate vogliono che sia stato di passaggio anche a Nueva Germania.

L’“utopia ariana” di Förster, però, dovette ben presto scontrarsi con la dura realtà del luogo scelto per il paradisiaco insediamento: i cattivi raccolti, le malattie e, non da ultimo, la megalomania dello stesso Förster, che governava la comunità con il pugno di ferro, portarono in poco tempo i coloni alla fame. Vedendo il suo sogno fallire cosi miseramente, Förster si suicidò appena due anni dopo, nel 1889, e la moglie Elisabeth tornò in Germania nel 1893. Diverse famiglie di coloni decisero però di restare, e per sopravvivere dovettero necessariamente mettere da parte ogni forma di razzismo, mescolandosi alla popolazione locale e imparando da essi a vivere in una terra così diversa dalla loro.

Bambini giocano oggi a Nueva Germania. Fonte: www.nytimes.com

Oggi Nueva Germania è un centro con poco più di 4000 abitanti, non molto diverso dalle altre cittadine paraguayane della regione. Per le strade si possono però ancora scorgere giovani e anziani dai capelli biondi e occhi azzurri; alcune famiglie conservano il cognome tedesco dei loro antenati, come Kück e Fischer; e in una manciata di nuclei famigliari si parla ancora tedesco tra le mura domestiche. Ma generazioni di integrazione e unioni miste hanno fatto sì che queste caratteristiche non si presentino necessariamente insieme: un ragazzino che di cognome fa Fischer può avere la carnagione scura tipica dei nativi amerindi, e il suo compagno di giochi biondo e con penetranti occhi azzurri può tranquillamente chiamarsi González o Mendez.

Così, per ironia della sorte, la comunità che avrebbe dovuto essere, nella mente del suo creatore, un glorioso monumento alla purezza razziale, è invece diventata un simbolo, forse meno grandioso ma certamente più autentico, dei valori dell’integrazione e dell’incontro tra popoli e culture.