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Dall’altra parte del mondo: gli Antipodi – Parte II

Uno schema dei punti antipodali in un testo scolastico di geografia del XIX secolo. Fonte: www.wikipedia.org

Dalle controversie tra dotti ai cartoni animati, dal folklore alla fotografia d’arte, il tema degli antipodi è più vivo che mai.

La scorsa settimana abbiamo cominciato a parlare degli Antipodi, gli ipotetici abitanti che avrebbero vissuto nelle (ipotetiche) terre poste dall’altra parte del mondo allora conosciuto dalla civiltà europea e mediterranea. Abbiamo accennato alle leggende fiorite sugli Antipodi durante l’Antichità e il Medioevo, e alle dispute tra dotti riguardo alla loro possibile esistenza. Oggi, ovviamente, sappiamo che esistono terre abitate poste approssimativamente dall’altra parte della superficie terrestre rispetto all’Europa e al Nordamerica. E con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione e di trasporto, che ci permettono di guardare e sentire cosa avviene laggiù praticamente in diretta, e di recarci nell’emisfero meridionale ogni volta che lo vogliamo per lavoro o vacanza, gran parte del fascino di queste terre lontane si è perduto. Eppure l’antico tema degli Antipodi è ancora vivo nell’immaginario collettivo di milioni di persone, e a riguardo ci sono opinioni errate che, anche se potrebbero facilmente essere corrette con una semplice ricerca, rimangono ancora radicate nel sentire comune.

Un planisfero antipodale, che riporta le “normali” terre emerse (in blu), la loro proiezione ai rispettivi punti antipodali (in giallo), e le aree in cui terra e proiezione si sovrappongo (in verde). Sono indicate anche alcune delle maggiori città poste approssimativamente agli antipodi tra loro. Fonte: www.wikipedia.org

Gran confusione si fa, per esempio, riguardo ai punti antipodali, espressione che in geografia indica i punti della superficie terrestre diametralmente opposti, e quindi autenticamente “agli antipodi” tra loro. Sono i punti che possono essere idealmente collegati da una linea che passa dal centro della Terra. Il planisfero qui sopra è una particolarissima carta tematica che permette di vedere a colpo d’occhio questi punti. Raffigura in blu le terre emerse, quelle riportate in un normale planisfero, mentre in giallo è rappresentata la proiezione di queste terre sui rispettivi punti antipodali, un po’ come se il loro profilo si riflettesse sulla superficie interna di una sfera, la Terra, resa trasparente. L’area dove la proiezione si sovrappone a un’altra terra è colorata in verde, e corrisponde alle terre emerse affettivamente “agli antipodi” l’una dell’altra. Una rapida occhiata a questa carta permette di sfatare istantaneamente alcune opinioni comuni su cosa ci sia “agli antipodi” di questo o quest’altro Paese. In Italia, per esempio, si ritiene comunemente che agli antipodi esatti dello Stivale ci sia la Nuova Zelanda, mentre in realtà questa si trova agli antipodi della Spagna. Diametralmente opposto al territorio italiano c’è invece un non meglio identificato tratto di Oceano Pacifico.

Il povero Wile Coyote finisce all’altro capo del mondo, in un’immaginaria Cina, dove incontra un beffardo Beep Beep locale. Fonte: www.youtube.it

Moltissimi americani pensano invece che, se potessero fare un buco perfettamente perpendicolare al terreno e abbastanza profondo in qualsiasi luogo degli Stati Uniti continentali, alla fine sbucherebbero da qualche parte in Cina. È una convinzione talmente diffusa da essere diventata un vero e proprio luogo comune, ripreso anche in molti fumetti e cartoni animati. Il più famoso è probabilmente l’episodio intitolato Guerra e pace della celebre serie di cartoni dei Looney Tunes con Wile Coyote e Beep Beep. Alla fine della puntata lo sfortunato coyote cerca di acchiappare il velocissimo Beep Beep a cavalcioni di un razzo, ma perde il controllo del mezzo che, invece di schizzare in aria, vira verso il basso e scava un profondo tunnel sottoterra. Dopo essere passati dal centro della Terra, razzo e coyote sbucano dall’altra parte del mondo, agli antipodi, dove vengono accolti da una musichetta orientale e da un parente cinese di Beep Beep, con tanto di cappello di paglia a forma di cono… Ma la dura realtà scientifica è un’altra: stando al nostro planisfero, il povero Coyote sarebbe infatti finito a mollo in qualche parte dell’Oceano Indiano, le cui acque si trovano effettivamente agli antipodi degli Stati Uniti.

La Línea de la Concepción, località spagnola da cui si vede la Rocca di Gibilterra, fotografata da Uta Kögelsberger. Fonte: www.wired.com

Che il tema degli antipodi continui a colpire l’immaginario di molti lo dimostra anche il lavoro delle fotografa Uta Kögelsberger, che recentemente ha pubblicato un portfolio intitolato The ends of the Earth (“I capi opposti della Terra”). È formato da una serie di fotografie di paesaggi disposte a coppie, ciascuna delle quali raffigura due luoghi posti esattamente ai rispettivi punti antipodali, cioè “all’altro capo del mondo”. Ogni foto riporta in un angolo le coordinate del luogo in cui è stata scattata, misurate con estrema precisione tramite il GPS. E così il promontorio di Gibilterra fotografato dalla costa spagnola corrisponde perfettamente a una collina sul versante orientale della Nuova Zelanda, e una scogliera coperta da una colonia di leoni marini in Perù è accoppiata a una tratto di impenetrabile foresta tropicale in Thailandia. Luoghi assai diversi e che, letteralmente, non potrebbero essere più distanti tra loro, eppure collegati da una linea geografica che, per quanto sia immateriale, è profondamente impressa nella mente di molti abitanti del pianeta.

Posta agli esatti antipodi di La Línea de la Concepción, Te Arai è una località della Nuova Zelanda. Fonte: www.wired.com