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Divertiamoci con le bandiere 2. La bandiera col buco

La popolarissima sitcom The Big Bang Theory riesce a parlare (a suo modo) di geografia. Cerchiamo di imitarla, si spera con risultati meno ridicoli…

Cari amici di GEOblog, benvenuti alla seconda puntata della rubrica Divertiamoci con le bandiere, liberamente ispirata all’eccitante podcast video Fun with Flags creato da Sheldon Cooper, lo stravagante scienziato coprotagonista della sitcom americana The Big Bang Theory. I fan della serie non si allarmino: con ogni probabilità non correranno il rischio di ammirare l’autore di questo blog in costume tradizionale alpino, coadiuvato dalla fidanzata travestita da bretzel, nell’atto di illustrare storia e caratteristiche della bandiera bavarese, come invece hanno fatto Sheldon e Amy in un ormai classico episodio.

Sheldon e Amy illustrano la bandiera della Baviera con l’ausilio dei soliti oggetti di scena di dubbio gusto. Qualcosa che non vorremmo mai vedere qui a GEOblog… Fonte: www.youtube.it

Il mese scorso abbiamo iniziato con i nostri lettori il viaggio nell’appassionante mondo della vessillologia, la disciplina che studia la storia e le caratteristiche di bandiere, insegne, stendardi e affini. Abbiamo visto che una bandiera, lungi dall’essere un semplice pezzo di stoffa colorato, è molto spesso un potente simbolo capace di riassumere in sé aspettative, speranze e ideali di milioni di persone. Le sue caratteristiche non sono quasi mai frutto del caso, ma sono attentamente studiate per richiamarsi al passato e risonare con l’inconscio collettivo.

Truppe romene ribellatesi al regime di Nicolae Ceaușescu esibiscono la famosa bandiera “col buco” nel dicembre 1989. Fonte: www.nbc.com

In questo episodio parleremo non soltanto di storia, ma di fantastoria o storia alternativa, vale a dire di una bandiera nazionale che avrebbe potuto essere e non è stata, e che per un breve momento ha rischiato di diventare la più bizzarra bandiera mai adottata ufficialmente da uno Stato. Abbiamo visto che la stragrande maggioranza delle bandiere dei Paesi del mondo ha una forma standard, un semplice rettangolo di proporzioni 3:2. Le uniche eccezioni sono le bandiere di Svizzera e Città del Vaticano, quadrate, e la bandiera del Nepal, formata da due stendardi triangolari uno sopra l’altro. Il resto dei Paesi del mondo si affida solamente ai colori e ai disegni riportati sulla bandiera per distinguersi. Eppure c’è stato un periodo, circa venticinque anni fa, in cui giornali e telegiornali di tutto il mondo erano zeppi di immagini di una bandiera alquanto particolare, la prima e unica “bandiera col buco”.

Lo stemma ufficiale della Repubblica Socialista di Romania, con in alto la stella rossa, emblema comunista. Fonte: www.wikipedia.com

Stiamo parlando della bandiera simbolo della rivoluzione romena del 1989, l’insieme di sollevazioni popolari che portarono alla caduta del regime comunista romeno, guidato con il pugno di ferro dal dittatore Nicolae Ceaușescu fin dal 1965. Finita con gli altri Paesi dell’Europa dell’Est nell’orbita dell’Unione Sovietica dopo Seconda Guerra Mondiale, la Repubblica Socialista di Romania, questo il suo nome ufficiale all’epoca, aveva adottato come bandiera il classico tricolore romeno blu giallo e rosso, già in uso nel XIX secolo. Al centro capeggiava però lo stemma ufficiale della Repubblica, che raffigurava un idilliaco paesaggio romeno con alberi, montagne e sole nascente, circondato da spighe di grano e sormontato da una stella rossa, simbolo del comunismo.

La “bandiera col buco” stilizzata, come avrebbe potuto apparire in un atlante se fosse stata adottata come bandiera ufficiale della Romania. Fonte: www.wikipedia.org

Galvanizzati dalla caduta del Muro di Berlino e dalla dissoluzione degli altri regimi comunisti al potere nei Paesi del Patto di Varsavia, ed esasperati dalla gravissima crisi economica in cui versava il Paese, centinaia di migliaia di persone scesero in piazza nel dicembre 1989 per chiedere le dimissioni del presidente Ceaușescu. I manifestanti scelsero semplicemente la bandiera romena come simbolo delle proteste, ma siccome all’epoca tutte le bandiere nazionali recavano al centro lo stemma dell’odiato regime, la gente lo ritagliò letteralmente via e scese in piazza sventolando bandiere con un grosso buco in mezzo. C’era anche un evidente significato simbolico: ci si augurava che il regime potesse essere rimosso con la stessa velocità e facilità con cui era stato tolto il suo stemma delle bandiere.

Anche se non è mai divenuto la bandiera ufficiale romena, il tricolore “col buco” è comunque considerato il simbolo della rivoluzione del 1989, e molte bandiere dell’epoca sono state conservate come cimeli. Queste sono in mostra al Museo Militare di Bucarest. Fonte: www.wikipedia.org

Le loro speranze furono esaudite: le manifestazioni dilagarono e ben presto gran parte dell’esercito passò dalla parte dei dimostranti. I rappresentanti più in vista del regime cominciarono a morire misteriosamente. Infine, Ceaușescu e la moglie Elena fuggirono dal palazzo presidenziale di Bucarest, ma furono catturati dopo un paio di giorni e, dopo un processo sommario, fucilati il 25 dicembre 1989. Pochi giorni dopo i rappresentanti dell’opposizione e gli alti ranghi militari che si erano ribellati al regime formarono un governo provvisorio, il Fronte di Salvezza Nazionale, che immediatamente cominciò ad emanare le prime norme di quella che sarebbe divenuta, nel 1991, la nuova Costituzione della Romania. Quando si affrontò la questione della nuova bandiera nazionale, alcuni tra i rivoluzionari più appassionati proposero di adottare ufficialmente come bandiera del Paese, a perpetua memoria della lotta per la libertà che avevano appena sostenuto, proprio la famosa “bandiera col buco”, le cui immagini ormai avevano fatto il giro del mondo. Ma alla fine prevalse il senso pratico, sarebbe stata la prima bandiera “bucata” della storia, e lo spirito di conciliazione nazionale, che voleva buttarsi al più presto alle spalle ogni memoria della passata dittatura. Si decise così per la soluzione più convenzionale e meno controversa: ripristinare il classico tricolore romeno, senza alcuno stemma centrale, né tantomeno un grosso foro. Resta il rimpianto di non poter annoverare una bandiera “bucata” tra le insegne ufficiali degli Stati del mondo. Chissà quale infelice battuta si sarebbe potuto inventare su di essa il buon Sheldon nel podcast di Fun with Flags…