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Divertiamoci con le bandiere 3. Bandiere bestiali

La popolarissima sitcom The Big Bang Theory riesce a parlare (a suo modo) di geografia. Cerchiamo di imitarla, si spera con risultati meno ridicoli…

Cari lettori di Geoblog, eccoci alla tanto attesa terza puntata di Divertiamoci con le bandiere, la rubrica, ispirata alla spassosa sitcom americana The Big Bang Theory, su tutto ciò che fa tendenza nel mondo della vessillologia. Nella prima, memorabile puntata del suo podcast video Fun with flags, il coprotagonista della serie Sheldon Cooper parla della bandiera dello stato americano dell’Oregon, una delle poche bandiere ufficiali che presenta figure differenti sui due lati, e che possiede quindi un fronte e un retro. Aiutato dalla sempre paziente fidanzata Amy, Sheldon tiene in favore di videocamera il fronte della bandiera, che riporta il nome dello stato, lo stemma ufficiale e l’anno in cui l’Oregon fu proclamato ufficialmente il 33° stato degli USA (1859). Poi, con un colpo di teatro, Sheldon gira la bandiera ed esclama: “Oh, guarda. Salve, signor Castoro!”. Sul retro campeggia infatti il profilo dorato di un castoro, l’animale simbolo dell’Oregon, che in effetti popola diffusamente il territorio dello stato, coperto di foreste e ricco dei fiumi dove il simpatico roditore costruisce le sue famose dighe.

Sheldon e Amy nella prima puntata di Fun with flags, alle prese con il “signor castoro”. Fonte: www.youtube.it

Ebbene, il destino ha voluto che l’autore di questo blog si sia imbattuto recentemente, in prima persona, nella bandiera di un altro stato degli USA, anch’essa raffigurante il profilo di un animale simbolo dell’epopea americana. Passeggiando per le vie di una ridente cittadina sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, egli si è infatti trovato di fronte, nel giardino di una villetta, un’alta asta portabandiera in cima alla quale sventolava un vessillo blu bordato di bianco e rosso. In mezzo campeggiava la silhouette bianca di quello che sembrava un grosso bovino. Forte della sua preparazione nei campi più bizzarri e apparentemente inutili dello scibile umano, il vostro autore ha fatto mente locale e si è ricordato che si trattava della bandiera di uno stato degli Stati Uniti, e che l’animale era un bisonte. Una veloce ricerca su Internet ha confermato che si trattava della bandiera dello stato del Wyoming, del quale il bisonte, che un tempo popolava a milioni le immense praterie dell’Ovest americano, è l’animale simbolo. Prima di andare oltre, occorre però rispondere a un legittimo interrogativo che molti potrebbero porsi: cosa diavolo ci faceva la bandiera del Wyoming esposta orgogliosamente in un paesino della Lombardia? Qualche domanda ad amici e conoscenti che vivono in quella zona ci ha permesso di appurare che il proprietario della villetta in questione è, a quanto pare, un appassionato di bandiere (nessuna parentela col sottoscritto…), e che ne possiede una discreta collezione, della quale espone a turno gli esemplari sull’asta eretta appositamente in giardino.

La bandiera del Wyoming sventola indomita in una località inconsueta, una cittadina sul Lago Maggiore. Foto dell’autore.

Tornando alla bandiera in questione e al soggetto raffigurato, è certamente ironico che un animale che è stato vittima di una caccia feroce e indiscriminata nel corso del XIX secolo, al punto da esser portato sull’orlo dell’estinzione, sia poi divenuto un simbolo amato proprio dai discendenti dei suoi carnefici. Ma queste sono le contraddizioni della Storia. Del resto, anche solo contando le bandiere degli Stati sovrani del mondo (e non quelle di regioni o stati federati come l’Oregon e il Wyoming), sono moltissime quelle che raffigurano animali reali o fantastici, e alcune pagine degli atlanti che le raffigurano sembrano dei veri e propri zoo o bestiari medievali. Non c’è da stupirsi: abbiamo già accennato a come le bandiere e gli altri vessilli siano frequentemente pieni di simboli ed emblemi scelti o studiati appositamente per far presa sulla mente di milioni di persone, risuonando nel loro immaginario; e gli animali sono tra i simboli più diffusi e potenti mai usati dall’uomo.

La bandiera dello Sri Lanka è dominata dalla figura del leone, simbolo del popolo cingalese. Fonte: www.wikipedia.org

Le bandiere degli Stati sovrani del mondo che raffigurano animali si possono sostanzialmente dividere in due categorie. La prima è quella dove l’animale raffigurato è un mero emblema araldico, di quelli usati in Europa nei secoli passati negli stemmi della famiglie nobiliari e delle casate regnanti. Parenti di questi sono gli animali usati come allegorie per concetti astratti. Lo studio della loro storia e del loro significato costituiva una branca del sapere nel Medioevo e nell’Età Moderna, e i loro temi sono ancora oggi radicati nella cultura e nell’immaginario popolare: tutti noi associamo ancora il leone al coraggio, la volpe alla furbizia, il lupo alla famelicità, e così via.

La bandiera del Montenegro ha al centro uno stemma con tanto di aquila e leone, uno dentro l’altra. Fonte: www.wikipedia.org

Gli animali più gettonati in queste bandiere di origine araldica sono sicuramente l’aquila e il leone. La prima è il simbolo della regalità e della sovranità fin dall’epoca dell’Impero Romano, e da allora è stata usata da moltissime entità politiche e dinastie con ambizioni “imperiali”: l’Impero Bizantino, la Germania dei kaiser, la Russia zarista, l’Impero Asburgico e molti altri. Oggi l’aquila compare sulla bandiere e gli stemmi di moltissimi Stati, tra cui Albania, Egitto, Kazakistan, Messico. Anche il leone è un classico emblema regale, e compare negli stemmi e bandiere di moltissime regioni e Paesi, tra cui le Fiandre, la Normandia e il Paraguay. Il leone è un simbolo molto radicato non solo in Europa, ma anche in Asia, dove è legato alle religioni induista e buddista. È, tra gli altri, l’elemento di spicco della bandiera dello Sri Lanka, dove simboleggia l’etnia principale del Paese, quella cingalese, il cui nome in antica lingua indiana, sinhala, significa proprio “popolo del leone”. Non si fa mancare niente, invece, la bandiera del Montenegro, adottata nel 2004 in seguito alla secessione del Paese balcanico dalla Serbia. Lo stemma che campeggia al centro raffigura un’aquila e un leone insieme; la prima è nella versione bicipite, a due teste, usata fin dai tempi dell’Impero Bizantino e simboleggia l’autorità secolare dello Stato. Il leone nello scudo al centro simboleggia invece il potere spirituale dei vescovi locali, che hanno sempre ispirato la popolazione montenegrina, vissuta per secoli sotto la dominazione ottomana. Il trono e l’altare, insomma.

La bandiera di Papua Nuova Guinea, con la Croce del Sud e l’uccello del paradiso, animale simbolo del Paese. Fonte: www.wikipedia.org

La seconda categoria di bandiere con animali è quella delle bandiere di Stati relativamente giovani, spesso ex colonie resesi indipendenti dalla madrepatria non molto tempo fa, e che per la loro bandiera hanno voluto tagliare i ponti con le convenzioni e i simboli legati al vecchio potere europeo, scegliendo invece di raffigurare, per rafforzare l’identità nazionale, qualche caratteristica tipica del territorio e della cultura del loro Paese. E anche in questo caso gli animali la fanno da padroni. Un esempio per tutti è quello della bandiera di Papua Nuova Guinea, lo Stato dell’Oceania resosi indipendente dall’Australia nel 1975. Raffigura, su campo rosso e nero, le stelle della Croce del Sud, costellazione visibile solo nei cieli dell’emisfero australe, e la silhouette di un uccello del paradiso in volo. Gli uccelli del paradiso sono in realtà una famiglia che comprende 41 specie, tutte famose per il loro bellissimo piumaggio, molto elaborato e variopinto. Le loro piume erano molto ricercate delle tribù indigene della Nuova Guinea, che le usavano per adornare abiti e accessori cerimoniali. La bandiera papuana fu scelta in seguito a un concorso indetto nel 1971, al quale tutti gli abitanti del futuro Stato furono invitati a partecipare presentando un bozzetto. A vincere fu quello disegnato da una studentessa appena quindicenne, Susan Karike, che fu premiata con un posto d'onore alle celebrazioni ufficiali per la proclamazione dell’indipendenza di Papua Nuova Guinea, avvenuta quattro anni dopo.

L’autrice della bandiera di Papua Nuova Guinea, Susan Karike, incontra i primi ministri papuano e australiano in occasione del decimo anniversario dell’indipendenza di Papua nel 1985. Fonte: www.messersmith.name