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Divertiamoci con le bandiere 5. La rivincita della bandiera palestinese

La popolarissima sitcom The Big Bang Theory riesce a parlare (a suo modo) di geografia. Cerchiamo di imitarla, si spera con risultati meno ridicoli…

Eccoci a una nuova puntata, la prima dopo la pausa estiva, di Divertiamoci con le bandiere, la rubrica che vi offre tutte le notizie più cool dall’eccitante mondo della vessillologia. Non preoccupatevi, il vostro autore non cercherà di imitare lo stile espositivo di Sheldon Cooper, l’originale ideatore del podcast video Fun With Flags nonché sciroccato protagonista della serie televisiva The Big Bang Theory. In un episodio dell’ottava stagione che è già un classico, per esempio, Sheldon indossa i panni settecenteschi (con tanto di parrucca) di Betsy Ross, la giovane sarta che, secondo la leggenda, avrebbe tessuto una delle prime versioni della bandiera degli Stati Uniti d’America durante la Rivoluzione Americana.

Sheldon, osservato da una perplessa Amy, racconta le origini della prima bandiera americana vestendo i settecenteschi panni di Betsy Ross. Fonte: www.heavyeditorial.files.wordpress.com

Anche noi, sebbene senza esilaranti travestimenti, parleremo di una bandiera da decenni simbolo della lotta per l’indipendenza di un popolo, e adottata come vessillo da uno Stato nascente che sta cercando di vedere riconosciuta la propria legittimità in una delle regioni più calde del mondo dal punto di vista geopolitico. Si tratta della bandiera palestinese, un vessillo assai contestato e frequentemente fonte di controversie. Questo perché nel corso degli anni è stato spesso usato e strumentalizzato da varie parti politiche di tutto il mondo per ragioni che non sempre hanno a che fare con la storia del popolo palestinese e la nascita di uno Stato indipendente che lo rappresenti in Medio Oriente. Abbiamo già visto in passato quanto il conflitto israelo-palestinese muova profondamente gli animi e spinga le varie fazioni a distorcere la realtà, come nel caso delle carte geografiche riprodotte sui testi scolastici adottati in Medio Oriente, quindi qui ci limiteremo a parlare delle origini della bandiera palestinese e di alcuni eventi recenti che ne hanno definitivamente consacrato la legittimità sul piano internazionale.

La bandiera della rivolta araba (sopra) e la bandiera palestinese (sotto) a confronto. L’unica differenza è nell’ordine dei colori delle bande orizzontali. Nella bandiera palestinese la banda bianca è stata spostata al centro per creare una successione più armoniosa. Fonte: www.wikipedia.org

La bandiera palestinese trae le sue origini dalla cosiddetta “bandiera della rivolta araba”, l’insurrezione guidata dai movimenti nazionalisti arabi in Nordafrica e Medio Oriente contro l’occupazione da parte dell’Impero Ottomano, scoppiata nel 1916 in coincidenza con l’infuriare in Europa della Prima Guerra Mondiale. I tre colori delle fasce orizzontali simboleggiano le tre dinastie dei califfi che avevano guidato l’espansione araba e islamica nei primi secoli del Medioevo: gli abbasidi (nero), gli omayyadi (bianco) e i fatimidi (verde). Il triangolo rosso a sinistra richiama invece la dinastia reale hascemita, i cui esponenti, forti del sostegno dal Regno Unito, guidavano la rivolta antiturca, e che rimangono al potere ancora oggi in Giordania (la cui bandiera è infatti assai simile a quella della rivolta, e quindi anche a quella palestinese, salvo che per l’aggiunta di una stella a sette punte). Alla fine della guerra la Palestina entrò a far parte del nuovo Stato di Giordania e adottò la bandiera di questo Paese, ma nel 1948, con la nascita dello Stato di Israele e la conquista da parte dell’esercito israeliano della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, i palestinesi sentirono il bisogno di avere una bandiera che li identificasse come nazione e rispolverarono, modificandolo leggermente, il vessillo della rivolta araba, rivolta in questo caso contro gli israeliani e per la liberazione di quelli che da molti sono considerati ancora i “territori occupati” palestinesi. La scelta della bandiera fu ufficializzata nel 1964, quando venne formalmente scelta come simbolo del popolo palestinese dall’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), per poi diventare la bandiera del nuovo Stato palestinese dichiarato dalla stessa OLP nel 1988. Ma l’OLP fu a lungo considerata, dagli israeliani e da svariati Paesi europei oltre che dagli Stati Uniti, un’organizzazione terroristica, e per diversi decenni l’esibizione in pubblico della bandiera palestinese fu proibita sul territorio dello Stato di Israele, con la giustificazione che si trattava di un simbolo che incitava alla violenza e al terrorismo. Con le stesse motivazioni fu proibito anche l’uso del quattro colori della bandiera palestinese in qualsiasi altra forma pubblica, per esempio nei murales e noi manifesti di protesta che costellavano i territori occupati.

La bandiera palestinese sventola per la prima volta, il 30 settembre 2015, davanti alla sede dell’ONU a New York. www.aljazeera.com

Solo nel 1993, in seguito agli storici Accordi di Oslo tra israeliani e palestinesi, fu tolto il bando alla bandiera palestinese. Gli accordi prefiguravano  la possibilità di una “soluzione a due Stati” per il problema della Palestina, cioè una coesistenza pacifica tra lo Stato di Israele e un nuovo Stato Palestinese sovrano istituito nei territori occupati. L’OLP, che nel frattempo aveva rinunciato alla lotta armata, fu riconosciuta come interlocutrice legittima del processo di pace. Ma il lungo travaglio per la nascita di uno Stato sovrano palestinese non si è ancora concluso: la nuova entità statale non è stata ancora riconosciuta da diversi altri Stati del mondo, tra cui gli Stati Uniti e lo stesso Stato di Israele, il quale sostiene che i palestinesi non stanno rispettando pienamente gli accordi di pace e quindi non hanno ancora diritto a fondare uno Stato indipendente. Il nuovo Stato è stato invece immediatamente riconosciuto dai Paesi membri della Lega Araba. Un evento storico per i sostenitori dello Stato palestinese è avvenuto nel 2012, quando la Palestina è stata riconosciuta come Stato dall’Assemblea generale dell’ONU e ammessa nell’Organizzazione delle Nazioni Unite “stato non membro osservatore”, status che condivide con la Città del Vaticano. Ed è in questo contesto che la bandiera palestinese ha ricevuto finalmente il pieno riconoscimento internazionale: lo scorso settembre l’Assemblea generale dell’ONU ha infatti deliberato (con 119 voti a favore, tra cui l’Italia, e 8 contrari, tra cui Israele e Stati Uniti) che anche gli Stati osservatori potranno esporre la propria bandiera nelle sedi e negli eventi ufficiali dell’ONU. Il 30 settembre la bandiera palestinese ha sventolato per la prima volta, insieme alle bandiere degli altri 193 Stati del mondo membri dell’ONU, davanti al Palazzo di Vetro, la sede delle Nazioni Unite a New York.

Un momento della giornata nazionale della Palestina celebrata all’Expo di Milano lo scorso 19 settembre. Fonte: www.corriere.it

Ma sono sempre più le manifestazioni ufficiali di riconoscimento dello Stato Palestinese che si verificano in tutto il mondo e nei più svariati ambiti. La Palestina, per esempio, è presente con un suo stand all’Esposizione Universale, l’Expo, attualmente in corso a Milano, e lo scorso 19 settembre si è celebrata proprio all’Expo la giornata nazionale della Palestina, nel corso della quale la bandiera palestinese è stata solennemente issata sopra il grande complesso di Rho Fiera.