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Divertiamoci con le bandiere. E la nuova bandiera della Nuova Zelanda è…

L’atteso verdetto di un duello vessillologico all’ultimo sangue: il referendum sulla nuova bandiera neozelandese. 

Il momento è arrivato. Finalmente, dopo mesi di polemiche, dibattiti e scontri tra tifoserie che hanno spaccato la comunità mondiale degli appassionati di vessillologia, ieri mattina, alle 7 ora italiana, è stato reso noto l’esito di uno dei più appassionanti scontri al vertice degli ultimi anni. Una giovane e spavalda bandiera aveva gettato il guanto di sfida a un orgoglioso vessillo con più di un secolo di storia. Sarà riuscita nell’impresa che è il sogno di tutte le giovani bandiere, diventare l’emblema ufficiale di uno dei 193 Stati sovrani del mondo? Oppure la vecchia bandiera, forte della sua esperienza, ha tenuto duro e rimesso al suo posto l’impertinente sfidante?

Anche il padre spirituale di questa rubrica, il protagonista della serie The Big Bang Theory Sheldon Cooper, ha fatto il tifo per gli amici neozelandesi nell’ultima puntata del suo podcast video Divertiamoci con le bandiere. Fonte: www.stuff.co.nz

Per chi si chiedesse di cosa diavolo stiamo parlando, ci riferiamo ai risultati del secondo e ultimo referendum sulla bandiera neozelandese, iniziato il 3 marzo e conclusosi, come abbiamo detto, il 24. Abbiamo già parlato dei motivi alla base della scelta del governo neozelandese di sottoporre alla popolazione la decisione se cambiare o meno la propria bandiera nazionale, e il vostro autore aveva fatto dei pronostici sull’esito delle due consultazioni. La prima, tenutasi tra il 20 novembre e il 15 dicembre 2015, ha visto contrapporsi cinque candidate, scelte da un’apposita commissione tra oltre 40. La vincitrice di questo primo round ha ottenuto il diritto a sfidare la detentrice del titolo, la bandiera neozelandese in carica, nel secondo referendum, quello conclusosi ieri.

Le cinque bandiere che si sono sfidate nel primo referendum tenutosi tra novembre e dicembre 2015. Fonte: www.wort.lu

Dunque, il vostro autore ci ha azzeccato? Alla vigilia del primo referendum aveva previsto che la vincitrice dello scontro a cinque sarebbe stata la bandiera con la felce su campo alternato bianco e nero, in quanto, aveva ragionato, era la più simile alla amata Silver Fern Flag, già usata come simbolo informale del Paese e probabilmente scartata perché troppo simile ai vessilli di alcuni gruppi terroristici (e forse a ragione, come abbiamo visto qualche settimana dopo). Ebbene, il risultato è stato un’autentica debacle per il Nostro, poiché la bandiera per cui tifava è arrivata penultima, con appena il 5,66% dei voti totali. Invece, a dimostrare il conservatorismo degli elettori neozelandesi, a vincere è stata la bandiera sostanzialmente più simile alla campionessa in carica, quella blu con le stelle della croce del sud e, in alto a sinistra, la felce argentata su campo nero.

Uno striscione invita a votare per il secondo referendum sulla bandiera della Nuova Zelanda. Mostra le due sfidanti, la bandiera con la felce d’argento (a sinistra) e la bandiera in carica con l’Union Jack (a destra). Fonte: www.bbci.co.uk

Ma quello che contava era la finalissima, quella che si è conclusa ieri e che avrebbe deciso ufficialmente quale sarebbe stata la nuova bandiera neozelandese. In questo caso il vostro autore, con un pizzico di fatalismo, aveva previsto che la giovane bandiera vincitrice, sfiancata dal combattimento del primo turno, non ce l’avrebbe fatta a battere la campionessa in carica, e che quindi, dopo anni di dibattiti, tutto il circo vessillologico messo in piedi dal governo neozelandese si sarebbe risolto con un nulla di fatto, cioè con la conferma della vecchia bandiera. Ed è giunto dunque il momento dell’annuncio: ladies and gentlemen, la nuova bandiera della Nuova Zelanda è… la vecchia bandiera della Nuova Zelanda. Come previsto dal vostro autore, la giovane bandiera con la felce d’argento non ce l’ha fatta a scalzare il vecchio vessillo con il tanto controverso Union Jack, simbolo del passato coloniale del Paese. Alla perdente spetta però l’onore delle armi: il risultato infatti non è stato schiacciante. La vecchia bandiera ha vinto con il 56,6% delle preferenze, pari a 1.200.003 voti, contro il 43,2%, equivalente a 915.008 voti, della sfidante. Per completare i dati a beneficio degli statistici, il dato sull’affluenza è stato del 67,3%, non esaltante se consideriamo che si trattava di un voto da esprimere per posta, e per il quale gli elettori non dovevano neppure uscire di casa.

Una grafica preparata dai critici del referendum sulla bandiera mostra quali progetti di interesse sociale avrebbe potuto finanziare il governo con il denaro speso per la consultazione. Fonte: www.stuff.co.nz

Il risultato, che sostanzialmente non ha cambiato nulla, e la tiepida partecipazione popolare testimoniata dalla bassa affluenza hanno prevedibilmente riattizzato il fuoco delle polemiche. I critici hanno ora gioco facile nell’accusare il governo in carica presieduto dal primo ministro John Key, il principale promotore dei referendum, di aver messo in pista tutto questo circo solo per catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e distrarla da temi più urgenti e spinosi, come l’andamento dell’economia e la giustizia sociale. E torna in primo piano anche la questione dei soldi pubblici spesi per organizzare questo talent per bandiere, stimati in oltre 26 milioni di dollari USA. Soldi che, dicevano già da mesi i detrattori dei referendum, avrebbero potuto essere spesi per progetti di interesse sociale, come l’assunzione di centinaia di nuovi infermieri, insegnanti e poliziotti nelle strutture pubbliche del Paese. Nel frattempo il premier John Key ha dichiarato che, pur essendo dispiaciuto del risultato, rispetterà la decisione degli elettori e il governo non affronterà più la questione nel prossimo futuro. Il risultato avrà probabilmente deluso gli appassionati di vessillologia come il nostro Sheldon, ma queste sono le gioie e i dolori della democrazia.