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Divertiamoci con le bandiere. Il paradiso dei vessillologi.

Qual è, per un appassionato di bandiere, l’equivalente di una pasticceria per un patito di dolci? Un negozio storico di Lisbona che offre vessilli per tutti i gusti!

Durante le scorribande tra bandiere e vessilli di tutto il mondo intraprese nel corso di questa rubrica, abbiamo più volte citato il dottor Sheldon Cooper, il personaggio protagonista della serie tv The Big Bang Theory nonché autore del podcast video Fun With Flags, che ha più volte ispirato il vostro autore. Sheldon è senza dubbio il personaggio più amato dai fan della serie, tanto per i suoi tic bizzarri quanto per le sue altrettanto curiose passioni, a cui si dedica, da buon nerd, con immenso entusiasmo. Sheldon è infatti un patito di treni (sia quelli reali sia i modellini in scala), un avido lettore di fumetti di supereroi e, per l’appunto, un appassionato “vessillofilo”, cioè un culture di tutto ciò che riguarda bandiere, stemmi e stendardi. Ebbene, se il nostro Sheldon fosse una persona in carne e ossa e non un semplice personaggio inventato dalla fervida fantasia dell’autore Chuck Lorre, e interpretato magistralmente dall’attore Jim Parsons, noi di GEOblog avremmo già preso in mano il telefono e chiamato Pasadena, California, per avvisare il buon dottor Cooper di aver scoperto un luogo dove si trovano materializzati tutti i suoi più sfrenati sogni di vessillofilo. Una Mecca delle bandiere. Un Bengodi dello stendardo.

L’esterno della Primeira Casa das Bandeiras, nel centro di Lisbona. Foto dell’autore.

Ma andiamo con ordine. La scorsa settimana il vostro autore ha passato qualche giorno di (meritata?) vacanza nella capitale del Portogallo, Lisbona. Dopo aver visitato monumenti imperdibili come la celebre Torre di Belem ed essersi perso tra i vicoli dello storico Bairro Alto, stava passeggiando senza una meta precisa per le strade della Baixa pombalina, l’elegante quartiere centrale edificato sulle rovine lasciate dal terribile terremoto che devastò la città portoghese nel 1755. E qui, in Rua Correeiros, una parallela della centralissima Rua Augusta, si è imbattuto nelle vetrine dell’incredibile Primeira Casa das Bandeiras, un grande negozio interamente dedicato alla produzione e vendita di bandiere e affini. Fondata nel lontano 1883, la Casa das Bandeiras è uno degli esercizi commerciali storici della capitale, e le sue vetrine colorate stuzzicano gli appassionati di vessillologia come quelle di una pasticceria svizzera fanno con un patito di dolci: bandiere di ogni colore e dimensione, gagliardetti, spille con ogni genere di simbolo e stemma araldico riempiono tutto lo spazio disponibile. Il negozio vende, in pronta consegna, tantissime bandiere di Stati, regioni, città, club sportivi, organizzazioni nazionali e internazionali. Ma la sua vera forza è il laboratorio, specializzato nella confezione di ogni genere di bandiera personalizzata, che produce stendardi per aziende private, eventi e fiere internazionali. Essendo Lisbona una città portuale a due passi dall’Atlantico, il negozio dispone di una serie completa di bandiere nautiche usate per le segnalazioni in mare.

L’interno del negozio, colmo di ogni genere di ben di dio vessillologico. Fonte: www.150anos.dn.pt

L’interno è dominato dai mille colori di ogni genere di bandiere e insegne, ripiegate sugli antichi scaffali o messe in mostra ordinatamente in luminose vetrinette insieme a gagliardetti, spillette, portachiavi di vari soggetti e dimensioni. A detta della proprietaria Margarida Silva, intervistata da un giornale nazionale, tra i clienti del negozio c’è stato pure il multimiliardario russo Roman Abramovich, il proprietario del Chelsea, che nel 2004, quando il Portogallo ospitò i campionati europei di calcio, comprò svariate bandiere russe per fare il tifo in occasione dalla partita Portogallo-Russia. Ma tra gli acquirenti del negozio ci sono anche svariati uffici e agenzie statali, che si rivolgono al laboratorio fiduciosi che le bandiere saranno confezionate seguendo scrupolosamente le specifiche e i dettami della vessillologia. Come in moltissimi altri campi, dichiara Silva (vedova del pronipote del fondatore), anche la produzione di bandiere subisce la concorrenza dei prodotti a basso prezzo di fabbricazione cinese, che però non forniscono sufficienti garanzie di qualità, e chi le impiega rischia di incorrere in terribili gaffe e incidenti diplomatici.

La bandiera di Lisbona, con lo stemma della città su fondo gheronato bianco e nero. Fonte: www.wikiedia.org

Il bancone del negozio è fiancheggiato da due grandi bandiere che pendono da aste appoggiate a terra: a sinistra quella del Portogallo, a destra quella della città di Lisbona. Quest’ultima è una vista comune nella capitale portoghese: sventola dai tetti degli uffici pubblici e dalla torre più alta del Castello di Sao Jorge, la fortezza medievale che domina la città dall’altura sovrastante il quartiere storico di Alfama. È una bandiera molto bella e ricca di elementi, e ha una curiosa storia. Il fondo è, nel gergo dell’araldica e della vessillologia, gheronato, cioè composto da pezze triangolari dette gheroni, in questo caso di colore alternato bianco e nero. Al centro campeggia invece lo stemma araldico della città di Lisbona. Sormontato da una corona dorata a forma di muro con cinque torri (che indica lo status di capitale), è circondato dal collare del cavalleresco Ordine della Torre e della Spada, e dal cartiglio con il motto della città: “Mui nobre e sempre leal cidade de Lisboa” (molto nobile e sempre leale città di Lisbona). Lo scudo propriamente detto raffigura invece una scena curiosa: sopra un mare formato da sette motivi a forma di onda di colore alternato bianco e verde, c’è un’antica nave a vela, sulla cui prua e poppa sono appollaiati due grandi corvi. Questo simbolo rimanda all’agiografia di San Vincenzo di Saragozza, uno dei santi patroni di Lisbona. Diacono della città spagnola, secondo la tradizione fu martirizzato nel 304 d.C. durante le persecuzioni contro i cristiani ordinate dall’imperatore Diocleziano. La leggenda narra che il suo corpo fu miracolosamente protetto dallo strazio degli animali selvatici da uno stormo di corvi, animali che da allora sono diventati un suo attributo. La salma fu poi trafugata da alcuni devoti e portata in Portogallo in seguito alla conquista della Spagna da parte degli Arabi. La storia narra che, quando il sovrano portoghese Alfonso I Henriques, nel 1173, ordinò la traslazione delle spoglie del santo al monastero di San Vincenzo a Lisbona, la nave che le trasportava fu ancora una volta scortata da uno stormo di corvi, da cui l’immagine dello stemma cittadino. Da allora i corvi sono gli animali protettori della città: la loro immagine si vede un po’ dappertutto, e per un certo periodo le autorità gestirono perfino un allevamento di questi uccelli nel castello di Sao Jorge. Oggi però i corvi sono praticamente scomparsi da Lisbona, sostituiti dai piccioni che ingrassano con i rifiuti buttati dai turisti nelle affollate piazze del centro, e dagli enormi gabbiani che imperversano sul lungofiume.