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Divertiamoci con le bandiere. Il pasticcio Macedonia

Due Paesi europei si contendono l’esclusiva su un nome geografico dalla lunga storia. E lo fanno a suon di bandiere.

Lo scorso 4 febbraio quasi 150.000 persone sono scese in piazza per manifestare nella capitale greca Atene. Non si trattava però di una delle tante proteste contro la crisi economica che da anni attanaglia la Grecia, e contro le impopolari misure adottate dal governo per evitare la bancarotta. I manifestanti infatti portavano grandi striscioni e cartelli con slogan curiosi, come “La Macedonia è Grecia” oppure “Rispettate la storia”, e tra le centinaia di bandiere greche sventolate dai dimostranti spuntava un vessillo meno conosciuto, una stella dorata in campo blu. Molti tra coloro che hanno visto le immagini e i video della manifestazione al telegiornale e su internet, a meno che non fossero esperti di geopolitica o fanatici di bizzarrie geografiche come il vostro umile autore, si saranno legittimamente chiesti cosa diamine stesse succedendo: la Macedonia non è forse uno Stato confinante con la Grecia, uno di quelli che sono nati dalla dissoluzione della Iugoslavia all’inizio degli anni Novanta? I greci forse avanzano rivendicazioni territoriali sul loro vicino? Qualsiasi lettore che si rispetti della rubrica “Divertiamoci con le bandiere” sa poi bene che la bandiera della Repubblica di Macedonia non è blu con una stella dorata, ma rossa con un sole stilizzato giallo. Ma allora, cosa c’è dietro a questo mistero?

La manifestazione dei nazionalisti greci in difesa del nome della Macedonia, tenutasi ad Atene il 4 febbraio, ha radunato quasi 150.000 persone. Fonte: www.ilpost.it

La manifestazione del 4 febbraio è stata una delle poche occasioni in cui è finita sotto i riflettori dei media generalisti europei una dura controversia diplomatica tra Grecia e Macedonia, che avvelena le relazioni tra i due Paesi da quasi trent’anni, ma che affonda le sue radici in un’epoca molto più remota, risalente a oltre duemila anni fa. La versione breve è la seguente: la Macedonia è una regione storica dei Balcani, che comprende l’attuale Grecia settentrionale ma, e qui sta il nodo cruciale, anche parte di alcuni Paesi confinanti, come la Bulgaria, piccole porzioni della Serbia e dell’Albania e, per l’appunto, il territorio dell’attuale Repubblica di Macedonia. I greci hanno sempre considerato la Macedonia una parte integrante e imprescindibile della “sfera” greca: d’altra parte, proprio in Macedonia nacque e regnò uno dei più famosi greci della storia, Alessandro Magno. Oggi la regione più settentrionale della Grecia si chiama ancora orgogliosamente Macedonia, ha per capoluogo l’importante città di Salonicco, e il suo nome è riconosciuto anche nella suddivisione amministrativa ufficiale dello Stato greco. Secoli dopo la fine della civiltà greca antica, però, nella parte settentrionale della Macedonia si stanziò una popolazione di origine e lingua slava che, col passare dei secoli, cominciò ad essere associata alla Macedonia e ad essere chiamata “macedone”. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale una parte del territorio dei Balcani, diviso tra molti popoli che parlavano lingue diverse, fu unificato in un nuovo Stato, la Repubblica Federale di Iugoslavia, e una delle repubbliche che la componevano, quella più meridionale, fu chiamata Repubblica di Macedonia. Questa denominazione non dovrà certamente aver fatto piacere ai greci, per i quali la “vera” Macedonia era e rimane la “loro”, quella sotto la sovranità dello Stato greco. Ma la situazione non degenerò in una vera e propria crisi: d’altra parte, si trattava di due Paesi confinanti, ciascuno dei quali possedeva una regione che si chiamava Macedonia; un’omonimia fastidiosa, ma niente di più.

La bandiera ufficiale della regione greca di Macedonia, blu con al centro la Stella di Verghina. Fonte: www.wikipedia.org

La crisi scoppiò invece quando all’inizio degli anni Novanta del XX secolo alcune repubbliche che facevano parte della Iugoslavia dichiararono la propria indipendenza. Tra queste c’era la Macedonia, che nel 1991 si dichiarò uno Stato sovrano e indipendente con il nome di Repubblica di Macedonia. La Grecia si oppose subito a questa denominazione: un conto era una provincia confinante, ma un nuovo Stato sovrano, conosciuto in tutto il mondo come Macedonia, non era accettabile per i greci, che accusavano i macedoni slavi di voler scippare loro il nome Macedonia, con tutto il suo prestigio storico. La Grecia cominciò subito a esercitare pressioni internazionali per far cambiare nome alla neonata repubblica ex-iugoslava, e a boicottare il riconoscimento internazionale del nuovo Stato. Quando la Macedonia chiese di essere ammessa come membro dell’ONU, la Grecia riuscì a esercitare con successo il suo veto e a bloccare l’adesione del nuovo Stato fino a quando il governo macedone accettò di far ammettere il proprio Paese con il ridicolo nome “provvisorio” di Ex-repubblica Iugoslava di Macedonia (in inglese Former Yugoslav Republic of Macedonia, abbreviato con l’altrettanto assurda sigla FYROM). E con questo nome, quasi trent’anni dopo, la Macedonia è ancora indicata in occasione di molti eventi internazionali, come le Olimpiadi Invernali attualmente in corso in Corea del Sud. La povera Macedonia si trova quindi in una situazione analoga a quella del compianto musicista Prince. La celebre star a un certo punto aveva infatti deciso di abbandonare il suo storico nome d’arte, ma, in mancanza di alternative valide, per un certo periodo pretese di essere chiamato da tutti “l’artista precedentemente conosciuto col nome di Prince”…

La “nuova” bandiera della Macedonia, rossa con al centro un sole dal quale si dipartono otto raggi, adottata nel 1995 in seguito alle proteste della Grecia. Fonte: www.wikipedia.org

La battaglia diplomatica tra Grecia e Macedonia si combatte anche su un terreno ben conosciuto qui a GEOblog: quello delle bandiere. Il vessillo con la stella dorata su fondo blu sventolato dai manifestanti ad Atene è infatti la bandiera ufficiale della Macedonia greca, adottata della regione omonima nel 1993. La stella ritratta al centro deriva dal disegno inciso su un prezioso scrigno dorato rinvenuto in un sito archeologico della Macedonia greca nel 1977. Alcuni archeologici sono convinti che la Stella di Verghina, così chiamata dal nome dalla località dove si trova il sito, sia stato uno degli emblemi dell’antico regno di Macedonia, e da allora macedoni greci e macedoni slavi se ne contendono l’uso. Nel 1991 la Repubblica di Macedonia presentò alla comunità internazionale la sua prima bandiera ufficiale, che inizialmente raffigurava proprio la Stella di Verghina, a sedici punte, su fondo rosso. Alla vista del nuovo vessillo, in Grecia scoppiò un putiferio: il governo di Atene accusò la Macedonia di voler rubare un simbolo nazionale greco, e di voler confondere deliberatamene le acque adottando una bandiera praticamente identica a quella della Macedonia greca. La Grecia protestò così violentemente presso le organizzazioni internazionali, minacciando di boicottare qualsiasi evento in cui fosse stata esposta la bandiera macedone, che alla fine la Macedonia fu costretta a cedere: nel 1995 modificò la bandiera sostituendo alla Stella di Verghina un sole da cui si propagano otto lunghi raggi. Oggi i rapporti tra i due Paesi rimangono tesi, e la crisi rischia di avere conseguenze pesanti per la Repubblica di Macedonia. La Grecia infatti minaccia di continuare a apporsi all’entrata della Macedonia nell’Unione Europea, per la quale ha cominciato i lunghi negoziati di adesione, fino a quando l’ex repubblica iugoslava continuerà a chiamarsi così. Negli ultimi tempi c’è stata però una distensione ed è apparsa una possibile soluzione al problema: i governi di Grecia e Macedonia, che al momento sono entrambi occupati da esponenti di partiti di sinistra, avrebbero infatti trovato un accordo, in base al quale la Repubblica di Macedonia dovrebbe cambiare il proprio nome in “Nuova Macedonia”, con l’intesa implicita che la “vecchia” Macedonia, quella originale, era e rimane quella greca. Ma i movimenti nazionalisti e i partiti di destra greci non stanno, e accusano il governo greco di aver ceduto alle pressioni internazionali e di voler svendere il nome e il prestigio della “vera” Macedonia. Per questo hanno organizzato imponenti manifestazioni di piazza, prima nel capoluogo della Macedonia greca, Salonicco, poi ad Atene. La situazione è seguita con interesse e preoccupazione dai cartografi, geografi e diplomatici di tutto il mondo, che si chiedono se presto dovranno mettere mano ad atlanti e documenti ufficiali per riflettere l’ennesimo cambio di nome di uno Stato...