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Divertiamoci con le bandiere. Il Venezuela e la stella della discordia

In mezzo alle sempre più duro scontro tra governo venezuelano e opposizione, che minaccia di tramutarsi in guerra civile, si combatte anche a colpi di bandiere.

La difficile situazione in cui versa il Venezuela, da anni ormai nella morsa di una crisi economica e sociale senza precedenti, è ulteriormente precipitata lo scorso 23 gennaio, quando il neonominato presidente del Parlamento venezuelano, il giovane e dinamico Juan Guaidó, si è autoproclamato Presidente a interim della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dichiarando illegittimo il presidente in carica Nicolas Maduro. Guaidó accusa Maduro e il suo regime di essere corrotti, di aver vinto le elezioni politiche grazie a brogli e intimidazioni, e di aver ridotto il Paese alla fame con politiche dissennate. I sostenitori di Guaidó sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni di Maduro, scontrandosi con gli attivisti pro-governativi. I manifestanti di ambo le parti hanno invaso le strade della capitale sventolando bandiere venezuelane; ciascuno degli schieramenti dichiara infatti di battersi per il bene del Paese e per difendere le sue istituzioni democratiche. Ma in alcune delle bandiere agitate dagli oppositori di Maduro c’era una sottile differenza, che pochi commentatori internazionali hanno notato. Di cosa si tratta?

L’attuale bandiera del Venezuela, con l'ottava stella aggiunta nel 2006. Fonte: www.wikipedia.org

Il presidente in carica, Nicolas Maduro, è il successore ed erede designato di Hugo Chavez, che fu presidente del Paese dal 1999 fino alla sua morte nel 2013. Chavez ha condizionato pesantemente il Venezuela contemporaneo con la sua linea politica, il “chavismo”, che univa il socialismo e lo statalismo in campo economico con un acceso nazionalismo. Nel marzo del 2006 una riforma fortemente voluta dallo stesso Chavez modificò ufficialmente la bandiera del Paese, il tricolore a bande orizzontali giallo, blu e rosso, con al centro un arco formato da stelle a cinque. La riforma aggiungeva una stella, portando così il loro numero totale da sette o otto. Nell’intento di Chavez, l’ottava stella aggiunta doveva simboleggiare la Guayana Esequiba, una regione montuosa che fa parte politicamente del confinante Stato della Guyana, ma sulla quale il Venezuela ha sempre rivendicato la sovranità. Il cambiamento nel vessillo nazionale non è però andato giù ai membri dell’opposizione venezuelana, comprese le migliaia di venezuelani che vivono all’estero in condizioni di quasi esilio a causa della loro antipatia nei confronti del regime chavista. Molti gruppi di opposizione hanno quindi dichiarato che essi avrebbero continuato a usare la “vecchia” bandiera, l'unica che considerano legittima. Ed ecco la differenza nei vessilli sventolati dalle due fazioni, pro e antigovernative, scesi per le strade di Caracas nelle ultime settimane: i manifestanti vicino al governo di Maduro hanno immancabilmente il “nuovo” tricolore con otto stelle; molti oppositori del governo, sostenitori di Guaidó, hanno invece tirato fuori dai cassetti le vecchie bandiere con sette stelle, segno tangibile di rifiuto nei confronti del regime di Chavez e del suo delfino, Maduro.

La modella venezuelana Stefanía Fernández sfila con la “vecchia” bandiera del Venezuela, con sette stelle, alla finale di Miss Universo nell’agosto 2010. Fonte: mmshowalter.com

L’uso della vecchia bandiera con sette stelle come segno di opposizione nei confronti di Chavez e Maduro non è d’altra parte recente. Già nel 2010 aveva fatto notizia il gesto di Stefanía Fernández, modella e conduttrice televisiva venezuelana, nonché vincitrice dell’edizione 2009 del concorso di bellezza Miss Universo. Nel corso della finale per l’edizione 2010 del premio, tenutasi a Las Vegas, Fernández, che era la Miss uscente ed era intervenuta per cedere lo scettro e la corona alla nuova vincitrice, aveva sfilato sul palco sventolando una bandiera venezuelana con sette stelle, in aperto segno di contestazione verso il governo venezuelano allora in carica.