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Divertiamoci con le bandiere. Ok, la bandiera è… sbagliata!

La bandiera è il simbolo più riconoscibile di un Paese, e sbagliarla porta sempre spiacevoli conseguenze, dalle semplici prese in giro agli incidenti diplomatici.

Cari amici, bentornati alla nostra rubrica Divertiamoci con le bandiere, come sempre indegnamente ispirata al podcast video Fun with Flags, partorito dalla mente del geniacco Sheldon Cooper, il coprotagonista della serie tv The Big Bang Theory. Nel corso delle precedenti puntate abbiamo visto che di bandiere, insegne e vessilli si può anche ridere. Ma ci siamo accorti anche che, a dispetto del suo campo di studi apparentemente barboso, la vessillologia, cioè la disciplina che studia per l’appunto bandiere e simili, può essere anche maledettamente importante. La bandiera è infatti quasi sempre il simbolo più rappresentativo di uno Stato, di una nazione o di una comunità, e chi la prende sottogamba o commette anche soltanto un errore, sbagliandola, rischia di urtare gli animi di milioni di persone.

Il malaugurato tweet, postato sull’account ufficiale della Juventus, che augura al calciatore tedesco Khedira un buon esordio… con la nazionale belga! Fonte: www.eurosport.de

Classiche occasioni ad alto tasso di gaffes vessillologiche sono sempre i grandi eventi sportivi internazionali, e ogni edizione delle Olimpiadi o della Coppa del Mondo di calcio ci regala almeno qualche perla. Da qualche giorno sono iniziati i Campionati Europei di Calcio, e già il 12 giugno ha fatto il giro dei quotidiani e dei siti sportivi la notizia di una figuraccia vessillologica fatta dalla Juventus. La squadra torinese ha infatti pubblicato sul proprio account Twitter un post di augurio dedicato al suo giocatore Sami Khedira, che quel giorno avrebbe esordito agli europei con la sua nazionale. L’immagine di Khedira aveva sullo sfondo tre strisce orizzontali colorate, una nera, una gialla e una rossa, in quest’ordine dall’alto. I colori dovevano evidentemente rappresentare la bandiera del Paese di Khedira, e chi non ne sa nulla di calcio avrà probabilmente concluso che il giocatore fosse di nazionalità belga. Sfortunatamente Khedira gioca con la nazionale tedesca, e la Juve ha sbagliato l’ordine dei colori della bandiera teutonica, che è invece a strisce nera, rossa e gialla. L’errore ha prevedibilmente suscitato le ironie dei tifosi juventini, ma anche dei giornali e dei siti sportivi tedeschi.

Il press kit fornito dalla Casa Bianca con i colori della bandiera tedesca ancora una volta sbagliati. Fonte: www.repubblica.it

Certo, i responsabili delle pubbliche relazioni e dei profili social della Juve saranno senz’altro ben pagati, e ci si aspetterebbe che prestassero un po’ più di attenzione a ciò che pubblicano. Ma si tratta alla fine di una semplice distrazione che non ha provocato grandi danni. Più grave se a commettere un errore simile è uno Stato straniero, e si dà il caso che casi del genere siano all’ordine del giorno. Una gaffe analoga a quella della Juve l’ha commessa anche la Casa Bianca qualche settimana fa, in occasione della visita di stato del presidente Barack Obama in Germania. Sembra che la bandiera tedesca sia la bestia nera dei PR, dal momento che anche sul pacchetto stampa consegnato dallo staff di Obama ai giornalisti che seguivano l’evento i colori della Germania erano sbagliati, questa volta rosso, nero e giallo invece che nero, rosso e giallo. La cosa è stata notata subito dai reporter tedeschi e tutto come al solito è finito su Internet, costringendo la Casa Bianca a scusarsi per l’errore. In questo caso lo sbaglio non è avvenuto durante l’incontro vero e proprio, e la Germania è un Paese amico. Ma gli americani sono riusciti a fare di meglio, questa volta durante un incontro diplomatico ad alto livello con un Paese non propriamente alleato, e il cui governo è noto per la sua suscettibilità: la Russia.


Una foto rubata nella sala conferenze di Zurigo dove lo scorso gennaio si è tenuto un vertice tra USA e Russia. La bandiera russa capovolta è stata raddrizzata in extremis. Fonte: www.b92.net

Ogni governo impiega uno o più responsabili del protocollo, personaggi puntigliosi che si occupano degli aspetti formali di visite di Stato, vertici internazionali e altre occasioni del genere. Curano l’accoglienza dei dignitari esteri e si assicurano che ogni aspetto dell’evento sia perfetto, e soprattutto che non ci sia nulla che possa urtare la sensibilità degli ospiti di riguardo. Si occupano anche degli inni e, qui vengono i dolori, delle bandiere che sono regolarmente esposte in queste occasioni. Orbene, il responsabile di protocollo della delegazione americana inviata a Zurigo per l’incontro al vertice tra il ministro degli esteri statunitense Kerry e quello russo Lavrov doveva essere in pausa caffè quando è stata allestita la sala conferenze che ospitava l’evento. Le bandiere dei Paesi che partecipavano all’incontro cappeggiavano come consuetudine in un angolo della sala, solo che quella russa era stata appesa capovolta, e i colori delle sue strisce - bianco, blu e rosso - comparivano invece nell’ordine inverso - rosso, blu e bianco – il che trasformava di fatto la bandiera della Russia in quella della Serbia! Fortunatamente, sembra che un cameraman che si preparava a riprendere l’evento si sia accorto dell’errore e lo abbia fatto presente ai diplomatici americani, risparmiando così agli USA una figuraccia in diretta. Ma nel frattempo le immagini della bandiera russa rovesciata erano trapelate e sono state riprese con tono polemico dai media russi. Come possiamo confrontaci seriamente con gli americani su temi delicati come le situazioni in Ucraina e in Siria – hanno chiosato i commentatori filo-Putin – se questi non ci mostrano nemmeno l’elementare gesto di rispetto di appendere la nostra bandiera nel verso giusto?