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GEOblog rewind. Panama: nasce il nuovo canale

Dopo anni di ritardi e contenziosi internazionali, è stato inaugurato a Panama il nuovo Canale allargato tra Pacifico e Atlantico. Un’opera colossale per la quale è stato fondamentale il contributo dell’ingegneria italiana.

Qui a GEOblog avevamo avuto occasione di parlare del Canale di Panama già due anni fa, in occasione del centenario della sua realizzazione, avvenuta nell’estate del 1914. Si tratta di una delle più importanti opere ingegneristiche del secolo XX: un sistema di canali e bacini artificiali che permette alle navi di attraversare gli oltre 80 km dell’Istmo di Panama, passando dall’Oceano Atlantico a quello Pacifico, e viceversa, senza dove circumnavigare l’America Meridionale percorrendo la difficile rotta di Capo Horn, e risparmiando quindi prezioso tempo e denaro. Il cuore del complesso è l’imponente sistema di chiuse, gli “ascensori d’acqua” che permettono alle navi di superare i dislivelli di altitudine che incontrano lungo il percorso mediante un meccanismo a base di bacini allagabili e pompe. Col tempo però il progetto originario del Canale ha cominciato ad evidenziare alcuni limiti strutturali. Grazie alle innovazioni tecnologiche nei campi dei materiali e dei motori, e alla volontà di risparmiare spostando carichi di merci sempre più grandi, le dimensioni delle navi mercantili sono aumentate notevolmente dall’epoca della costruzione del Canale, e oggi sono moltissimi i vascelli troppo grandi per passarvi. La distinzione è così importante che le maggiori navi mercantili si dividono in due classi, le Panamax, quelle appositamente progettate per avere le dimensioni massime gestibili dal Canale (pari a circa 294 m per 33), e post-Panamax, quelle che invece hanno dimensioni maggiori e non possono transitarvi.

Alcune delle enormi paratie scorrevoli in attesa di essere installate sulle chiuse del nuovo Canale. Fonte: www.wired.com

O meglio, non potevano fino a ieri. Già due anni fa avevamo parlato dei colossali lavori che erano in corso per allargare il Canale e consentire così il passaggio alle navi post-Panamax. Costate oltre 6 miliardi di dollari, le opere sono iniziate nel 2006 sotto la direzione dell’Autoridad del Canal de Panamá, che gestisce il Canale, di proprietà dello Stato panamense. Ma avevamo reso conto anche dei problemi che aveva incontrato il progetto: dalle polemiche sull’assegnazione dei lavori a un consorzio italo-spagnolo a scapito di una multinazionale statunitense, alla controversia tra lo stesso consorzio e il governo panamense sui ritardi e i costi imprevisti dell’opera, che aveva portato alla sospensione dei lavori proprio nel 2014. Ora però sembra (quasi) tutto risolto, e ieri il Canale allargato è stato inaugurato con il passaggio delle prima nave. In realtà non si tratta di un semplice allargamento, ma di un vero e proprio canale aggiuntivo che corre parallelamente al “vecchio” Canale, il quale continuerà ad essere usato per le “piccole” navi Panamax. Fiore all’occhiello del progetto sono le nuove gigantesche porte delle chiuse, 16 paratie scorrevoli d’acciaio large oltre 30 m metri e del peso medio di 3200 tonnellate ciascuna, realizzate dall’azienda italiana Salini Impregilo.

La Cosco Shipping Panama attraversa una delle nuove chiuse del Canale durante il suo viaggio inaugurale. Fonte: www.4.bp.blogspot.com

Ad avere l’onore di inaugurare l’opera è stata la nave portacontainer Cosco Shipping Panama, ribattezzata così per l’occasione, lunga oltre 300 m e larga 48. Non è nemmeno la più grande delle navi post-Panamax, già prontamente ribattezzate neo-Panamax, che potrà passare dal nuovo Canale, che potrà accogliere vascelli lunghi fino a 360 m e larghi 50, un misura oggi superata solo dalle più grandi superpetroliere. Non è forse un caso che la nave, partita dal porto del Pireo in Grecia e accolta dal presidente di Panama e uno stuolo di dignitari al suo arrivo sul versante Pacifico del Canale, sia di proprietà di una compagnia cinese. Sono proprio le prospettive di un sempre maggiore traffico commerciale tra il gigante industriale cinese, l’Europa e i porti della Costa Orientale degli USA ad aver stimolato il progetto di allargamento del Canale, che prevede di portare allo Stato di Panama introiti pari a 5 miliardi di dollari all’anno.

Una veduta aerea della nuova chiusa che collega il Canale al lago Gatun. Fonte: www.media.npr.or

Per i cinesi si tratta però di una soddisfazione agrodolce. Da anni la Cina sta infatti accarezzando la possibilità di costruire un “suo” canale tra Pacifico e Atlantico, alternativo a quello di Panama, che dovrebbe collegare le due coste del Nicaragua. Ma il progetto si trova di fronte a ostacoli quasi insormontabili e beghe geopolitiche, di cui parleremo nella prossima puntata.