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I viaggi da sogno del 2018 (Parte I)

Il nuovo anno è appena iniziato e il web è già pieno di suggerimenti per fantastici viaggi da intraprendere nei prossimi mesi. E alcune delle destinazioni più gettonate sono vecchie conoscenze di GEOblog.

Lo spumante delle bottiglie stappate per festeggiare l’arrivo del 2018 aveva appena smesso di frizzare che, con la tendenza tipica dell’animo umano di passare dall’aspettativa per un evento “speciale” all’altra, giornali, riviste e pagine web si riempivano già di elenchi e classifiche delle destinazioni più “in” dove andare in vacanza durante l’anno nuovo. E tra i vari outlet mediatici è scattata la corsa a proporre i luoghi più curiosi, spettacolari e inusuali, proponendo quasi sempre destinazioni lontane dai più affollati circuiti turistici, e dando così ai lettori, almeno sulla carta, l’esclusiva possibilità per entrare a far parte del ristretto gruppo dei “veri” viaggiatori. Noi di GEOblog non abbiamo bisogno di unirci a questa corsa: parliamo luoghi “speciali” di tutto il mondo in ogni periodo dell’anno, e con una certa soddisfazione abbiamo notato che molte delle destinazioni “sconosciute” proposte sul web in questi giorni sono in realtà vecchie conoscenze dei nostri lettori. Tra queste classifiche c’è quella proposta dalla popolare rivista online statunitense The Daily Beast, che comprende destinazioni tanto suggestive quanto remote, come la suggestiva isola di Pitcairn, passata alla storia per essere stata il rifugio dei celebri ammutinati del Bounty alla fine del XVIII secolo.

L’aeroporto internazionale di Sant’Elena, finalmente in piena attività dopo anni di travagliata gestazione.
Fonte: www.sthelenatourism.com

Un’altra isola presentata come opportunità per un viaggio indimenticabile è invece una nostra vecchia amica. Si tratta di Sant’Elena, la sperduta isola atlantica dove passò gli ultimi anni della sua vita, in esilio, Napoleone Bonaparte. Abbiamo già parlato di questa isola, che è un Territorio d’Oltremare Britannico, e della sua posizione remota (era raggiungibile solo dopo 5 giorni di navigazione a bordo della nave RMS St Helena, che salpa dalle coste africane) in occasione delle polemiche che si erano sollevate sulla costruzione su Sant’Elena del primo aeroporto passeggeri. Lo scalo promette di rivoluzionare l’economia dell’isola e la vita dei suoi abitanti, ma si è fatto aspettare a lungo. I lavori di realizzazione sono infatti durati anni, in mezzo a vivaci dibattiti aperti, sull’isola e a Londra, sull’effettiva utilità di questa infrastruttura, e sui costi di costruzione più che raddoppiati rispetto a quelli previsti. Finalmente l’aeroporto era stato completato nell’estate del 2016, ma la sua apertura al traffico passeggeri era stata rimandata, in mezzo a un nuovo fuoco di polemiche, a causa delle preoccupazioni sulla sicurezza dello scalo, in particolare sulle forti e improvvise raffiche di vento che spazzano la pista e che potevano costituire un pericolo per la stabilità degli aerei in fase di atterraggio e decollo. Le aspettative degli isolani sono rimaste così frustrate per un ulteriore anno, e la gloriosa nave St Helena, che avrebbe dovuto andare in meritata pensione nel corso del 2016, è stata costretta a prolungare il suo servizio.

Uno dei tanti francobolli dedicati, nel corso della sua gloriosa storia di servizio, alla RMS St Helena, l’ultima nave britannica a portare la storica designazione Royal Mail Ship. Fonte: hwww.catstamps.org

Finalmente, dopo oltre un anno di collaudi e modifiche alle infrastrutture e alle procedure di volo, l’aeroporto di Sant’Elena ha ottenuto la tanto sospirata autorizzazione a operare aerei di linea ed è stato inaugurato nell’ottobre 2017, con l’arrivo del primo volo proveniente da Johannesburg, in Sudafrica, dopo uno scalo nella capitale della Namibia Windhoek. Ora finalmente gli abitanti di Sant’Elena hanno spezzato il loro secolare isolamento, e sperano che il nuovo collegamento aereo porti e una rinascita economica e turistica dell’isola. Molti hanno già scommesso che l’isola diventerà, come ha previsto il Daily Beast, una delle destinazioni più ambite del 2018, e hanno investito nell’apertura di nuovi bar, hotel e altre strutture turistiche e di intrattenimento pronte ad accogliere il previsto picco di visitatori. Con l’apertura del nuovo scalo è stato anche finalmente fissato il ritiro della nave St Helena, che dovrebbe attraccare per l’ultima volta nella remota isola atlantica nel febbraio 2018. Il nuovo aeroporto potrà pure significare una nuova opportunità di viaggio per molti, oltre che un gradito incentivo all’economia locale, ma di fatto ha reso il mondo ancora un po’ più piccolo, portando nell’abbraccio della globalizzazione uno degli ultimi lembi di terra ancora veramente inaccessibili. Atterrare a bordo di un comodo volo di linea sul seppur spettacolare scalo dell’isola non sarà mai tanto suggestivo quanto giungere al porto di Sant’Elena dopo 5 giorni di tempestosa navigazione a bordo della RMS (Royal Mail Ship) St Helena, una delle ultime vestigia del glorioso dominio britannico sui mari.