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L’orientamento, da necessità a sport

Carta e bussola, oggetti che hanno ormai almeno in parte perso la loro utilità pratica, sono ancora molto usate per attività di svago, oltre a mantenere il loro potente valore simbolico. Fonte: www.картинки.cc

La tradizionale tecnica di orientamento con carta e bussola può sembrare superata con l’avvento di sistemi come il GPS, ma è ancora insegnata presso le categorie più “avventurose”, ed è inaspettatamente diventata l’oggetto di una disciplina sportiva.

L’uomo ha sempre cercato modi per orientarsi nel mondo che lo circonda, per trovare la strada o la rotta più veloce da un punto all’altro del globo, e per ritrovare la giusta via dopo essersi persi. Secoli di studi e innovazioni tecnologiche sono stati dedicati soltanto a risolvere questo antico dilemma. Per un’intera epoca, quella contemporanea, la figura simbolo dell’arte di trovare la strada è stata, nell’immaginario collettivo, quella dell’uomo intento a consultare una mappa e con in mano una bussola, lo strumento principe per trovare il Nord e, di conseguenza, la giusta direzione.

Abbiamo parlato di arte perché, se i principi generali dalla navigazione con carte e bussola sono molto semplici, ci vuole molto allenamento e un’acuta capacità di osservazione per trovare senza esitazioni la via giusta da seguire, specie di notte e in condizioni atmosferiche avverse, quando è difficile trovare nel paesaggio un punto di riferimento da far corrispondere a quello indicato nella mappa, oppure in ambienti estremi come i deserti, dove tali punti di riferimento sono del tutto assenti e si deve appunto “navigare” come se si fosse in mare aperto. Inoltre, per la navigazione di precisione, cioè non seguire genericamente una rotta “giusta”, ma seguirla in modo da giungere in un punto prefissato con uno scarto di poche decine di metri o anche meno, si devono prendere in considerazione numerosi altri fattori, molti dei quali poco o per nulla conosciuti dai non esperti. Di questi, il principale è la declinazione magnetica, cioè la distanza angolare vigente, in determinato punto della superficie terrestre, tra il Polo Nord geografico e il Polo Nord magnetico. È noto infatti che in due punti non corrispondono, e che quest’ultimo, che è quello verso cui punta effettivamente l’ago della bussola, si trova attualmente nel nord del Canada, a svariate centinaia di chilometri dal Polo geografico, che è invece quello in base al quale sono orientate le morderne carte geografiche. “Attualmente” poiché, per complicare le cose, il Polo Nord magnetico si muove costantemente e una velocità variabile ma non trascurabile, nell’ordine delle decine di chilometri all’anno. Se la velocità del suo spostamento non rallenterà, tra circa 50 anni il Polo Nord Magnetico si troverà in Siberia. La declinazione è un fattore trascurabile se ci si trova a grande distanza del Polo Nord e si tollera un piccolo margine di imprecisione, ma tale margine aumenta man mano che ci sposta verso Nord, e oltre una certa latitudine l’ago della bussola perde completamente affidabilità. Per questo le carte geografiche più precise, come quelle militari, riportano l’indicazione della declinazione per l’area che rappresentano, un dato che deve essere periodicamente aggiornato per riflettere lo spostamento del Polo Nord magnetico. Le bussole più accessoriate dispongono inoltre di una ghiera girevole che va ruotata in base al valore della declinazione trovato sulla mappa ed è dotata di una freccia che, una volta compiuta tale operazione, indica il “vero” Nord.

Schema che illustra la differenza tra Polo Nord geografico e Polo Nord magnetico, e la declinazione magnetica di un punto della superficie terrestre. Fonte: www.euronautica.net

Oggi tutte queste operazioni possono sembrare astruse e inutili, poiché l’avvento di strumenti tecnologici come i navigatori satellitari, che si basano sui sistemi satellitari di navigazione come il GPS, dei quali abbiamo già parlato in un precedente post, consentono a tutti, anche a chi non ha mai visto una bussola, di sapere dove ci si trova con una precisione prima impossibile. Tuttavia, l’insegnamento della classica tecnica di orientamento con carta e bussola è ancora diffuso presso molte categorie di persone, innanzitutto i militari, ma anche tutti coloro che si trovano a viaggiare, per lavoro o svago, in terre selvagge e solitarie. Il GPS è infatti un sistema estremamente preciso e affidabile, ma quando la capacità di orientarsi e raggiungere una determinata destinazione può fare la differenza tra la vita e la morte, è sempre meglio avere un sistema di riserva. Le batterie dei navigatori satellitari si possono scaricare, i segnali inviati dai satelliti della rete possono essere disturbati da ostacoli come alte montagne o fitte foreste, e gli stessi satelliti GPS in orbita intorno alla Terra potrebbero subire malfunzionamenti in caso di forti tempeste solari. Per questo numerose agenzie statali e private di tutto il mondo continuano a produrre e aggiornare le “vecchie” mappe su carta, e gli affari degli storici produttori di bussole, dopo aver vissuto una contrazione negli ultimi decenni, sono ora più floridi che mai. Anche perché, come spesso accade con pratiche, tecniche e “arti” dalla lunga storia e tradizione, che però hanno perso la maggior parte della loro utilità pratica nel mondo contemporaneo (pensiamo all’equitazione o alla scherma), anche l’orientamento ha cominciato a essere praticato non più per necessità ma per piacere e svago.

Moderne bussola e carta topografica usate per la pratica dell'orienteering. Fonte: /www.trantran.net

È nato così l’orienteering (dal termine inglese per “orientarsi), chiamato semplicemente “orientamento” in italiano, una disciplina sportiva composta da varie specialità e basata sulla tradizionale tecnica di orientamento con carta e bussola. Negli ultimi anni l’orienteering si è diffuso e ha acquisito popolarità in molti Paesi del mondo, inclusa l’Italia, dove è discretamente praticato soprattutto da ragazze e ragazzi in età scolare. Ma della storia, delle specialità e del futuro dell’orienteering parleremo maggiormente la prossima settimana.