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L’uragano Maria “spegne” Porto Rico

Le straordinarie fotografie satellitari della NASA mostrano, come nessun’altra immagine potrebbe fare, i gravissimi danni provocati dall’uragano alla rete elettrica dell’isola. Una ferita che potrebbe richiedere anni per essere completamente sanata.

Qualche settimana fa abbiamo parlato della devastazione portata in molte isole dai Caraibi dall’uragano Irma, uno dei più forti mai registrati nell’Atlantico. La gigantesca tempesta si è poi spostata verso la Florida, causando una delle più grandi evacuazioni di massa della storia recente, ma provocando meno vittime del previsto grazie alle misure preventive adottate dalle autorità locali, anche perché, nel frattempo, Irma aveva perso potenza. Abbiamo parlato anche dell’isola di Porto Rico, che era stata solo sfiorata da Irma, e dei gravi danni che questo passaggio aveva tuttavia provocato alle infrastrutture dell’isola, in particolare alla rete elettrica. Centinaia di migliaia di persone erano rimaste al buio, e a complicare enormemente il lavoro di riparazione c’era la circostanza che l’infrastruttura elettrica di Porto Rico versava già in condizioni critiche, essendo già antiquata e totalmente inadeguata a servire una popolazione che, negli ultimi decenni, è cresciuta vertiginosamente fino a raggiungere i 3 milioni e mezzo di persone.

Tra gli innumerevoli danni che ha provocato, l’uragano Maria ha divelto o spazzato via migliaia di pali della luce in tutta l’isola, impedendo la trasmissione di energia elettrica alla popolazione e rendendo le strade impraticabili per giorni. Fonte: www.abcnews.com

Lasciata già in ginocchio dal passaggio di Irma, Porto Rico ha subito il colpo di grazia meno di due settimane dopo, il 20 settembre, quando l’isola è stata investita, questa volta in pieno, da un altro fortissimo uragano, Maria. Era l’ennesimo evento estremo di una stagione degli uragani atlantica, quella del 2017, che ha pochi precedenti nella storia meteorologica recente, sia per il numero sia per l’intensità degli uragani che si sono abbattuti sulle coste americane nel giro di poche settimane. Maria è passata sopra Porto Rico con venti superiori ai 150 chilometri l’ora, provocando gravi alluvioni e spazzando via migliaia di case, alberi e pali della luce. Questi ultimi in molti casi sono caduti di traverso sulle strade, rendendole impraticabili e creando gravi pericoli per la sicurezza della circolazione e dei soccorritori. Le alluvioni hanno inoltre danneggiato seriamente le centrali elettriche e le altre infrastrutture energetiche, dalle cabine di trasformazione agli accumulatori, bloccando la fornitura di energia elettrica in tutta l’isola e lasciando al buio la quasi totalità della popolazione. Secondo il direttore della compagnia elettrica di Porto Rico, oltre tre quarti dell’infrastruttura elettrica dell’isola sono stati completamente distrutti dall’uragano. I problemi alla rete stradale e i danni ai porti hanno poi causato una carenza cronica di carburante, mettendo in crisi infrastrutture critiche come gli ospedali, che in caso di black out si affidano a generatori di emergenza, alimentati a benzina o gasolio, per fornire corrente alle apparecchiature mediche che mantengono letteralmente in vita molti pazienti. Il governo federale americano ha mobilitato migliaia di soccorritori, comprese unità dell’esercito e navi della Marina, per portare aiuti alla popolazione dell’isola, ma le stime dicono che ci vorranno mesi per riportare l’elettricità in tutte le case, e addirittura anni per rimettere in piedi l’intera infrastruttura energetica dell’isola, una situazione che potrebbe precipitare Porto Rico in una crisi economica e sociale senza precedenti, con pesanti conseguenze per tutti gli USA.

Le immagini scattate dal satellite scientifico della NASA mostrano le aree di Porto Rico lasciate completamente al buio dall’uragano Maria, e gli scarsi progressi verso la normalità delle settimane successive. Fonte: www.washingtonpost.com

Nei giorni scorsi l’agenzia spaziale statunitense, la NASA, ha pubblicato sul proprio sito alcune immagini, scattate da uno dei suoi satelliti per l’osservazione scientifica della Terra, che rendono più di ogni altro racconto o fotografia l’entità della devastazione subita dalla rete elettrica di Porto Rico a opera di Maria. Abbiamo visto già in numerose occasioni che i grandi “occhi nel cielo”, i satelliti per l’osservazione terrestre in orbita intorno al nostro pianeta, a centinaia o anche migliaia di chilometri sopra le nostre teste, rendono un servizio preziosissimo a moltissime discipline scientifiche, dalla meteorologia alla geologia, dalla climatologia all’archeologia. Ma sono utilissimi anche in caso di disastri naturali, per individuare con grande velocità e precisione le aree più colpite da alluvioni, terremoti e incendi, e poter così far muovere tempestivamente la macchina dei soccorsi nei luoghi che ne hanno più bisogno. E abbiamo visto anche, in un post di qualche anno fa, come le spettacolari immagini satellitari della Terra scattate di notte mostrino, con lo sfavillio delle innumerevoli luci elettriche che punteggiano la sua superficie, quali siano le aree più abitate e quelle deserte del pianeta, e quanto le città contemporanee, e le loro luci notturne, si siano ormai diffuse a macchia d’olio in tutti in continenti. Ma le immagini della NASA che mostrano il panorama ripreso dallo spazio di Porto Rico di notte, scattate in tre momenti differenti – prima dell’uragano, appena dopo il suo passaggio e diverse settimane dopo – ci ricordano che questa “patina” di civiltà e alta tecnologia può essere spazzata via in qualsiasi momento dalla furia della natura. Le immagini riprese dallo spazio appena dopo il passaggio di Maria mostrano il buio totale dove prima c’era la ragnatela luccicante delle aree più urbanizzate di Porto Rico, come quella intorno al capoluogo San Juan, sulla costa settentrionale dell’isola. E ancora settimane dopo l’uragano, a ottobre inoltrato, solo una minima parte di quelle luci era ritornata. Una testimonianza straordinariamente efficace di quanto sia stato terribile il danno provocato da Maria, e una conferma dei peggiori timori degli esperti, e cioè che ci vorranno mesi e anche anni per riportare la vita dei cittadini portoricani alla normalità.