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La Berlino del Muro – Il colle del diavolo

Lo spettrale panorama delle rovine della stazione di ascolto di Teufelsberg, nell'allora Berlino Ovest. Fonte: www.villainslair.net

L’anniversario della caduta del Muro di Berlino riporta alla memoria l’epoca in cui la metropoli tedesca e la sua popolazione erano spaccate in due entità politiche e in due stili di vita contrapposti. Ecco alcune delle storie e dei luoghi più curiosi e meno conosciuti che hanno segnato quell’epoca.

Eccoci giunti al terzo e, almeno per ora, ultimo episodio della nostra miniserie dedicata alla Berlino della Guerra Fredda e del Muro, cominciata con la storia delle misteriose “stazioni fantasma” e proseguita con il racconto delle imprese di coloro che utilizzarono il sottosuolo per raggiungere la libertà e ricongiungersi ai propri cari in una città spaccata in due dalla Storia. Come abbiamo visto, quando fu divisa tra due sfere di influenza, occidentale e sovietica, e spartita in due entità politiche contrapposte, la Repubblica Federale Tedesca e la Repubblica Democratica Tedesca, Berlino divenne il punto in cui i due blocchi che in quel momento si contendendo il dominio del mondo si fronteggiavano più da vicino. Non sorprende quindi che, per tutto il periodo della Guerra Fredda, la città tedesca divenne un’autentica capitale dello spionaggio, dove gli agenti di ogni servizio segreto del mondo si dedicavano a un complicato balletto di inganni e doppi giochi per carpire quanti più segreti possibili al nemico. Uno dei simboli più significativi di quest’era, immortalata da innumerevoli film e romanzi, incombe ancora oggi sulla città, visibile agli occhi di tutti, o almeno di coloro che sanno dove e cosa guardare. Salendo su uno dei tanti punti panoramici della capitale, come l’avveniristica cupola di vetro del restaurato Reichstag, il Parlamento tedesco, o la piattaforma di osservazione della Torre della Televisione, che con i suoi 368 metri di altezza domina la città vicino ad Alexanderplatz, si può vedere chiaramente, guardando verso ovest, un’altura coperta di vegetazione e sormontata da un’enorme e curiosa struttura, dotata di quelle che sembrano torri con in cima gigantesche sfere.

Una delle rare immagine pubbliche della stazione di ascolto di Teufelsberg quando era ancora in attività. Si notino le cupole, che proteggevano le grandi antenne paraboliche di ascolto, ancora intatte. Fonte: www.dasalte.ccc.de

Il nome dell’altura, Teufelsberg (“colle” o “montagna del diavolo” in tedesco) è già di per sé suggestivo, e sembra promettere una storia legata ad antiche leggende di diavoli e streghe; in realtà l’origine della collina è molto più recente, ma i racconti che la circondano non sono per questo meno affascinanti e misteriosi, tanto più che sono tutti veri. La stessa vicenda della sua formazione è assai bizzarra: si tratta infatti di una collina artificiale, cresciuta negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale in seguito all’accumulo sistematico dell’enorme quantità di macerie, si stima oltre 75 milioni di metri cubi, create dei bombardamenti che avevano distrutto buona parte degli edifici di Berlino durante il conflitto. La collina più alta della città, 120 metri sul livello del mare e 80 su quello della pianura circostante, è dunque un perenne monumento alle devastazioni subite dalla capitale tedesca nel secolo scorso. Ma c’è di più: la sua particolare altezza faceva del Teufelsberg, che si trovava a Berlino Ovest (la parte della città sotto il controllo prima degli Stati Uniti e dei loro alleati, e successivamente della Repubblica Federale Tedesca), un punto privilegiato per osservare, e spiare, tutto ciò che avveniva nella vicina Berlino Est. Quindi nel 1961, non a caso l’anno della costruzione del Muro che divise in due Berlino, sulla sommità della collina, che nel frattempo era stata coperta dal manto boschivo della vicina Grunewald (“foresta verde”) ed era divenuta una sorta di parco cittadino, iniziarono i lavori per la costruzione della gigantesca struttura che si può ancora oggi osservare. Tutta l’area circostante fu recintata, dichiarata off limits a cittadini e curiosi, e sorvegliata da guardie armate. In sintonia con il tipico clima di segretezza e paranoia che pervadeva gli anni della Guerra Fredda, in quel periodo non fu mai fornita alcuna spiegazione ufficiale sulla natura e la funzione della misteriosa installazione, ma il suo vero scopo era in realtà un segreto di Pulcinella: era evidente che si trattava di un listening post, una “stazione di ascolto” usata dai servizi segreti occidentali per captare le comunicazioni radio della Germania Est e di tutto il blocco sovietico. È l’attività conosciuta nel gergo dei servizi segreti con la sigla SIGINT (Signals Intelligence), cioè spionaggio effettuato non con il lavoro delle tradizionali spie (che è invece detto HUMINT, Human Intelligence) ma mediante sofisticate apparecchiature in grado di intercettare tutte le comunicazioni del nemico. Le enormi cupole che sormontavano le torri della struttura nascondevano gigantesche antenne paraboliche, sintonizzate su tutte le frequenze radio usate dalle forze armate e dai servizi segreti dei Paesi del Patto di Varsavia. I segnali captati venivano poi elaborati da potenti (per l’epoca) computer che registravano e classificavano le varie comunicazioni, cercando inoltre di decrittare i segnali che erano stati trasmessi in codice.

La stazione in rovina come appare oggi, circondata da Grunewald, la grande foresta che si estende a ovest del centro di Berlino. Fonte: www.wikimedia.org

Tecnicamente, la stazione di ascolto di Teufelsberg era gestita congiuntamente da militari americani e britannici (la collina si trovava nel settore di Berlino controllato dagli inglesi), ma il vero padrone della struttura era la potentissima NSA (National Security Agency), l’agenzia del controspionaggio statunitense, che fra i suoi compiti annovera l’intercettazione e l’analisi di tutte le comunicazioni (radio, telefoniche, telematiche) potenzialmente rilevanti per la sicurezza nazionale. Secondo alcuni rapporti segreti fatti trapelare clandestinamente ai mezzi di informazione, la stazione di Teufelsberg faceva parte di ECHELON, una rete di sofisticatissimi centri di ascolto ed elaborazione dati con la quale la NSA e i servizi segreti alleati spiavano le comunicazioni di tutto il mondo. Probabilmente non sapremo mai quale fu la vera utilità della stazione di Teufelsbarg, se diede effettivamente un vantaggio ai servizi segreti occidentali o se contribuì addirittura alla fine della Guerra Fredda; quel che è certo è che a partire dal 1989, con la caduta del Muro di Berlino, la dissoluzione dell’Unione Sovietica e la riunificazione della Germania, la gigantesca e costosa stazione di ascolto divenne praticamente inutile, dato che non c’era più alcun confine da sorvegliare. Nel frattempo, la NSA ha escogitato tecniche molto più efficaci delle stazioni come quella di Teufelsberg per spiare le comunicazioni mondiali, per esempio impiantando delle “cimici” nei cavi sottomarini attraverso i quali passa la maggior parte del traffico dati di Internet, oppure costringendo le compagnie telefoniche come AT&T o i colossi dell’informatica come Google e Yahoo! a fornire libero accesso a tutti i dati digitali presenti sui loro server. Nel 1992 cominciarono quindi i lavori di smantellamento: la antenne paraboliche, la maggiore della quali aveva un diametro di 12 metri, e le altre apparecchiature elettroniche vennero rimosse, e l’intero complesso fu praticamente sventrato per non lasciare alcuna traccia delle operazioni segrete che vi erano state condotte. Della stazione rimangono oggi solo le mura diroccate e le grandi cupole sferiche che proteggevano le antenne; un monumento in rovina alla Guerra Fredda.

L'interno diroccato di una delle cupole, uno dei punti preferiti dagli appassionati di rovine urbane che visitano la stazione. Fonte: www.horstundedeltraut.com

Ma la storia della stazione di Teufelsberg non termina con il suo abbandono da parte dei servizi segreti. Le rovine dell’installazione, complice la sua posizione suggestiva e l’alone di mistero che la circondava, divennero all’inizio degli anni Novanta uno dei luoghi simbolo della vibrante cultura underground di Berlino: i ragazzi della città ne fecero una location per scorribande e feste clandestine, gli appassionati di rovine urbane la esploravano nonostante i divieti di accesso e le strutture pericolanti, e i writers coprirono ogni metro di superfice disponibile con i loro colorati graffiti. Nel 1996 il comune di Berlino vendette tutta l’area a un gruppo immobiliare, che aveva in progetto di demolire l’intera struttura della stazione e costruirvi al suo posto un lussuoso complesso residenziale con un albergo e appartamenti con vista panoramica sulla città. Ma la società acquirente, complice anche la crisi del settore immobiliare, cominciò a navigare in cattive acque e finì in un mare di debiti, e pare che sulla proprietà dell’area gravi oggi un’ipoteca di oltre 50 milioni di euro. Ogni possibilità di erigere complessi faraonici sulla collina è stata definitivamente scongiurata nel 2004, quando il comune ha posto sull’intera area un vincolo naturalistico che impedisce di fatto ogni nuova costruzione. La nuova proprietà ha riparato la recinzione che circonda la stazione di ascolto e assunto guardie giurate per sorvegliare l’area e mettere un freno (senza però mai riuscire a soffocarle del tutto) alle incursioni di writers ed esploratori urbani. Ormai la stazione di Teufelsberg, passato il periodo di rigetto per le testimonianze della Guerra Fredda che aveva caratterizzato gli anni Novanta, è diventata quasi un luogo di culto, oggetto di interesse per storici e architetti, nonché apprezzata destinazione turistica per i visitatori amanti dei luoghi insoliti e “alternativi”. I proprietari dell’area, per coprire almeno le spese di manutenzione e sorveglianza, hanno cominciato a consentire visite a pagamento e organizzano periodicamente tour guidati. Nel frattempo è nata l’associazione “salviamo Teufelsberg”, che si batte per preservare l’area dalla demolizione e raccogliere i fondi per un eventuale restauro, con l’obiettivo di fondarvi un museo della Guerra Fredda. Ma molti non vedono di buon occhio questa “normalizzazione” dell’area e la sua eventuale trasformazione in una trappola per turisti. Teufelberg è ormai tanto un monumento alla Guerra Fredda quanto un simbolo della Berlino creativa e ribelle degli anni successivi alla caduta del Muro, e molti si augurano che rimanga così anche in futuro.

Uno dei tanti graffiti che coprono quasi ogni superficie libera della stazione di Teufelsberg. Fonte: www.andberlin.files.wordpress.com