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La Brexit e la caccia al passaporto irlandese

Con l’uscita ormai imminente del loro Paese dall’UE, sempre più britannici scoprono le proprie origini irlandesi e ottengono il passaporto dell’Eire. Il tutto per rimanere cittadini europei.

Durante la scorsa puntata, l’ultima del 2019, abbiamo parlato di come il ministero degli esteri britannico, anche se la famigerata Brexit non è ancora stata ufficializzata, abbia anticipato il distacco del Regno Unito dall’UE, cominciando a rilasciare passaporti britannici senza la dicitura “Unione Europea” e nel tradizionale colore blu, a differenza del bordeaux usato per tutti gli altri passaporti comunitari. Ci eravamo lasciati alla vigilia delle elezioni politiche che si sono tenute nel Regno Unito il 12 dicembre, e da allora la Brexit si è fatta più vicina, dal momento che lo schieramento del primo ministro Boris Johnson, convinto sostenitore della “Brexit subito”, ha riportato una netta vittoria.

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha fatto campagna elettorale con lo slogan “Get Brexit Done”, facciamo la Brexit. Fonte: www.vox.com

Negli stessi giorni, un altro ministero degli esteri, quello della Repubblica d’Irlanda (EIRE), ha reso noto un’interessante statistica, affermando di aver rilasciato nel corso del 2019 oltre un milione di passaporti irlandesi, un numero senza precedenti e apparentemente spropositato, se consideriamo che l’intera EIRE ha meno di 5 milioni di abitanti. Ma come si spiega tale impennata nei numeri e qual è il legame tra questa curiosa notizia e la Brexit? Il fatto è che la maggior parte di coloro che hanno ottenuto il passaporto irlandese sono proprio britannici residenti nel Regno Unito, i quali hanno approfittato delle norme irlandesi sul conferimento della cittadinanza. Secondo la legge irlandese, infatti, posso ottenere il passaporto irlandese, e quindi la cittadinanza dell’EIRE, tutti coloro che sono nati nella storica contea dell’Ulster, corrispondente all’Irlanda del Nord sotto sovranità britannica. Inoltre, analogamente a quanto prevedono le leggi di altri Paesi, compresa l’Italia, possono ottenere il passaporto dell’EIRE tutti coloro che hanno almeno un genitore o un nonno nato nella Repubblica d’Irlanda. E sono moltissimi gli abitanti della Gran Bretagna – inglesi, gallesi e scozzesi – ad avere origini irlandesi. Dal referendum britannico sulla Brexit del 23 giugno del 2016, sempre più cittadini britannici hanno riscoperto le loro origini irlandesi e fatto domanda per avere il passaporto dell’EIRE, causando un record di rilasci. Queste domande sono quasi sempre motivate non dal ritrovato spirito patriottico irlandese, ma da una ragione di pura utilità: chiedendo la doppia cittadinanza, i britannici col passaporto irlandese rimarranno cittadini dell’Unione Europea anche dopo la Brexit, con tutti i vantaggi che ciò comporta. In quanto cittadini di un Paese che rimane saldamente all’interno dell’UE, essi potranno, per esempio, circolare e lavorare liberamente su tutto il territorio comunitario anche quando, come si prevede, verranno poste limitazioni ai britannici residenti nell’UE. E i “nuovi” irlandesi potranno beneficiare di tutti i servizi garantiti dall’UE ai propri cittadini, come l’accesso al programma educativo Erasmus+ per lo scambio e culturale tra studenti, dal quale il Regno Unito invece rischia di essere tagliato fuori. Insomma, con questo “trucco”, i doppi cittadini britannici/irlandesi sperano di uscire dall’UE dalla porta per rientrarvi dalla finestra.