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Le mappe del Muro di Berlino

In occasione del trentesimo anniversario della caduta del Muro, gettiamo lo sguardo su due mappe che hanno rappresentato la divisione di Berlino durante la Guerra Fredda.

Sono già iniziate, in Germania e nel resto del mondo, le celebrazioni di un importante anniversario storico, il trentennale della caduta del Muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre 1989. Abbiamo già avuto modo di parlare della “Barriera di protezione antifascista”, il nome ufficiale con cui il Muro era stato battezzato dal governo della Repubblica Democratica Tedesca (DDR), che ne ordinò la costruzione a partire dal 1961. Durante il nostro viaggio nella “Berlino del Muro” abbiamo esplorato le “stazioni fantasma” della metropolitana berlinese, che sconfinavano da una parte all’altra della barriera senza che nessuno potesse salire e scendere dai treni che vi transitavano. E ci siamo calati nei tunnel segreti costruiti per passare clandestinamente tra i due lati della Cortina di Ferro. Abbiamo infine parlato del progetto di ricreare il Muro, e la Berlino da esso divisa, tramite la realtà virtuale, per mostrare alle giovani generazioni nate dopo il 1989 com’era la vita nella città tedesca negli anni della Guerra Fredda. Già all’indomani della sua erezione il Muro di Berlino diventò infatti un simbolo della Guerra Fredda e della divisione del mondo tra due blocchi contrapposti, quello comunista che faceva capo all’Unione Sovietica e quello capitalista guidato dagli Stati Uniti. E, come avviene per molti simboli, il Muro divenne anche tanto uno strumento quanto un bersaglio della propaganda di entrambe le fazioni.

Una mappa della Berlino divisa dal Muro, con indicati in rosso i punti di transito, strettamente sorvegliati. Fonte: www.berlinmap360.com

Tra gli strumenti della propaganda politica ci sono da sempre le carte geografiche. Qui a GEOblog abbiamo imparato che una mappa, lungi dall’essere una rappresentazione fedele e obiettiva, è immancabilmente il frutto di una serie di interpretazioni, che deformano il territorio e i suoi elementi attraverso la lente dei pregiudizi culturali e, in molti casi, di distorsioni e mistificazioni portate avanti a fini politici e ideologici. È il caso, per esempio, della carte geografiche del Medio Oriente presenti nei libri di testo adottati nelle scuole israeliane e palestinesi, di cui ci siamo occupati in un passato post. Oggi proponiamo due mappe molto diverse, realizzate ai lati opposti della Cortina di Ferro e ai due estremi cronologici della vita del Muro.

La mappa pubblicata in Germania Ovest nel 1961 mostra un Muro con tanto di mattoni e filo spinato, un evidente espediente propagandistico. Fonte: www.reddit.com

La prima è una mappa pubblicata nella Repubblica Federale Tedesca, la “Germania Ovest”, nel 1961, proprio l’anno in cui cominciò l’erezione del Muro. E nella mappa la barriera che divide Berlino Est e Berlino Ovest è rappresentata in maniera estremamente grafica, come un vero e proprio muro di mattoni rossi e con tanto di filo spinato in cima. Si tratta di un’esagerazione propagandistica, perché nelle fasi iniziali della sua costruzione il “muro” non era affatto tale, ma era costituito solo da una serie di recinzioni metalliche. Solo successivamente le recinzioni furono sostituite dalle famose lastre prefabbricate in cemento, che sopravvivono ancora oggi in alcune aree della città. Ma la mappa del 1961 è importante perché ci informa che già allora la barriera era diventata il “Muro” per antonomasia, che, agli occhi degli abitanti della Germania Ovest, aveva trasformato Berlino Est in una prigione.

La mappa pubblicata nella Germania Est nel 1988 mostra una clamoroso vuoto nell’area dove dovrebbe essere rappresentata Berlino Ovest. Fonte: www.360.here.com

La seconda mappa fu invece pubblicata sull’altro versante della Cortina di Ferro, nella DDR, nel 1988, quindi appena un anno prima della caduta del Muro. È una carta stradale della Repubblica Democratica Tedesca, la “Germania Est”, che mostra l’area di Berlino con i suoi dintorni. Al centro dell’immagine salta immediatamente all’occhio il grande vuoto bianco a ovest del quartiere di Mitte, il centro di Berlino Est. Non si tratta però di un deserto o di un lago, ma dell’area dove si trovava Berlino Ovest, che è stata interamente tagliata fuori dalla rappresentazione. Berlino Est è chiamata semplicemente “Berlin” nella legenda, in quanto unica “Berlino” legittima agli occhi del governo comunista della DDR. Lungo il contorno del “buco” è tratteggiata la linea viola che indica un confine di Stato. Una carta del genere aveva certamente uno scopo propagandistico, in quanto ignorava ostentatamente il territorio “nemico”. Ma c’erano probabilmente anche ragioni pratiche per questa omissione. Un normale automobilista della Germania Est, a cui questa carta era rivolta, non aveva alcun motivo per conoscere il sistema stradale di Berlino Ovest, in quanto non possedeva alcuna ragione legittima per visitarla. Anzi, la decisione di mettere un buco bianco al posto della planimetria di quella parte della città era forse un modo per scoraggiare i piani di qualche cittadino dell’Est che, guardando quel piccolo ritaglio di mappa che rappresentava la democrazia e la libertà, avrebbe potuto sognare una fuga.