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Mi compro un’isola! Poveglia, l’isola dei fantasmi? (Parte II)

Una deliziosa isola nella laguna di Venezia è in vendita, ma non riesce a trovare un compratore. Sarà colpa delle voci che la vogliono infestata dagli spettri? La verità è come al solito molto più “terrena”…

Nella scorsa puntata abbiamo cominciato a parlare dell’isola di Poveglia, uno splendido lembo di terra incastonato nella laguna di Venezia, a poca distanza dal Lido. Con il suo lussureggiante parco e la pittoresca chiesetta settecentesca, dovrebbe essere invasa da migliaia di turisti e rappresentare il sogno proibito di miliardari e potenti di tutto il mondo, che ne potrebbero fare un esclusivo e lussuoso ritiro privato. Eppure Poveglia è abbandonata da decenni, da quando l’ospedale per anziani che sorgeva sull’isola, del quale rimangono i suggestivi edifici in rovina, ha chiuso i battenti. Da allora Poveglia è una destinazione fissa delle gite domenicali dei veneziani, ma non dei turisti, e più recentemente è diventata una meta famosa tra gli appassionati di luoghi abbandonati e gli esploratori di rovine urbane, che vengono da tutto il mondo per addentrarsi tra le mura diroccate e invase dai rampicanti della clinica. Una parte di questa fama internazionale è dovuta, come abbiamo visto nella scorsa puntata, ad alcune trasmissioni televisive e siti Internet che, approfittando dell’atmosfera suggestiva e desolata dell’isola, hanno inventato di sana pianta storie e leggende per rendere Poveglia non solo un luogo infestato dai fantasmi ma, a detta dei titoloni che appaiono sui motori di ricerca, l’“isola più infestata del mondo”! Sarà questo il vero motivo per cui l’isola, a dispetto delle sue incredibili potenzialità, non ha ancora trovato un compratore da quando, nel 2013, il Demanio dello Stato l’ha messa in vendita, sperando in una sua riqualificazione turistica da parte di privati? Pare proprio questa l’opinione di molte testate internazionali che si sono occupate della vicenda.

A vedere immagini come questa, pare incredibile che la splendida Poveglia non abbia ancora trovato un compratore. Fonte: www.venezia.it

La realtà, come spesso capita parlando di supposte “notizie” su Internet, è ben altra. La storia della bellissima villa o proprietà che non trova un compratore, e cade in rovina perché è infestata dai fantasmi e i potenziali acquirenti sono troppo spaventati per acquistarla, è un luogo comune che si trova solo nei film dell’orrore. Nella realtà succede l’esatto contrario, e spettri e manifestazioni spiritiche, o meglio le voci sulla loro presenza, in realtà aggiungono valore a una casa o una proprietà. Lo sanno bene i proprietari dei tanti hotel e pub inglesi che hanno capitalizzato sulla fama sinistra che circonda i loro edifici, e le storie che li vogliono infestati da ogni sorta di fantasma, per organizzare tour e soggiorni “spettrali” a beneficio degli appassionati di parapsicologia e di storie dell’orrore. La supposta reputazione di Poveglia come luogo frequentato dai fantasmi, se anche non fosse una recente invenzione di qualche autore televisivo in crisi di idee, non c’entra dunque nulla con i problemi legati alla sua vendita. I veri problemi sono molto più “terra terra” dei fantasmi, e riguardano soprattutto due nodi tipici di certe iniziative del nostro Paese: il denaro e la burocrazia. Cominciamo dalla seconda: i giornali, e anche noi in questa e nella scorsa puntata, abbiamo riportato che l’isola è stata messa in vendita dallo Stato, ma le cose non stanno proprio così. Poveglia è un bene inalienabile e la sua proprietà non può essere trasferita definitivamente dal Demanio a terzi: è stata invece offerta in concessione ai privati per 99 anni. Questo significa che l’eventuale “compratore” e i suoi eredi possono disporne per 99 anni, periodo al termine del quale dovranno restituire l’isola allo Stato, comprese tutte le eventuali migliorie e cambiamenti che hanno apportato agli edifici e alle altre strutture presenti sull’isola nel corso degli anni, oppure negoziare una nuova concessione. Qualcuno potrebbe obiettare che 99 anni sono un periodo assai lungo e che questo non dovrebbe preoccupare un eventuale compratore, ma tale limite è sufficiente a far esitare molti, per esempio chi vuole assicurare alla propria famiglia un patrimonio per le generazioni future, oppure le società che desiderano comprare l’isola per realizzare un investimento a lungo termine. Come se questo non bastasse, la concessione è inoltre accompagnata da una serie di vincoli ai quali il potenziale compratore si dovrà attenere. Tanto per cominciare, tutti gli edifici e le strutture presenti sull’isola, come i resti dell’ospedale, la chiesa e il porticciolo, sono considerati beni storici e quindi non si potranno abbattere, ma solo ristrutturare. Una scelta obbligata quest'ultima, poiché ben difficilmente le autorità ambientali e archeologiche daranno il loro consenso a nuove costruzioni sull’isola. Questo vincolo stronca di fatto ogni possibile interesse da parte di qualche super-ricco che avrebbe potuto voler comprare l’isola per costruivi una esotica mega-villa o un eccentrico casinò stile Las Vegas, e per giunta mette sul groppone del compratore il pesante onere di occuparsi della manutenzione e della ristrutturazioni di decine di migliaia di metri quadrati di edifici oggi totalmente cadenti. Ma non è finita qui: un altro, ennesimo vincolo mette fuori gioco qualsiasi interesse da parte di un eventuale miliardario rispettoso dell’architettura locale ma amante della privacy, e se per questo anche quello di un supercattivo da film di James Bond, che potrebbe comprare l’isola per farne la sua base segreta dove complottare per il dominio del mondo, lontano da ogni occhio indiscreto e al riparo dai ficcanaso. Una clausola del contratto di concessione prevede infatti che il compratore si dovrà impegnare a tenere aperte al pubblico alcune porzioni dell’isola, tra cui il porticciolo, la chiesa e una parte del parco, pur essendo responsabile di queste aree, al pari di quelle private, per quanto riguarda la manutenzione. Questo significa che, dopo aver speso milioni di euro per comprare l’isola e ristrutturarne gli edifici, il compratore non potrà nemmeno averla tutta per sé, ma dovrà fare i conti con turisti e curiosi che ci potranno sbarcare quando lo vorranno, in qualunque momento!

L’imprenditore e attuale sindaco di Venezia Luigi Brugnaro nel 2014 aveva presentato un’offerta, successivamente rifiutata, per l’isola di Poveglia. Fonta: news.leonardo.it

Una volta svelata questa sfilza di paletti normativi e intoppi burocratici, si comincia a non essere più così tanto stupiti che Poveglia non abbia fino a ora trovato un compratore. A dire il vero alcuni candidati ci sono stati: nel 2014 è stata indetta la prima asta per l’assegnazione dell’isola e in effetti ci sono state delle offerte. La più alta, di 513 mila euro (pari a un miliardo tondo delle vecchie lire), era stata quella dell’imprenditore Luigi Brugnaro, fondatore dell’agenzia per il lavoro Umana e proprietario della squadra di basket veneziana Reyer, nonché sindaco di Venezia dal 2015. Brugnaro aveva presentato un progetto per la ristrutturazione completa dell’isola allo scopo di fondarvi un’esclusiva clinica per la cura dei disturbi alimentari. Il budget previsto per i lavori la dice lunga sull’impegno che si dovrà addossare il futuro compratore di Poveglia: 40 milioni di euro, oltre alle spese per l’acquisto della concessione. Sembrava fatta, e all’indomani dell’asta i giornali di tutto il mondo diedero la notizia che Poveglia aveva finalmente trovato un compratore. Ma poche settimane dopo ecco arrivare, in perfetto stile italico, la doccia fredda: il Demanio ha giudicato “non congrua” l’offerta di Brugnaro e ha annullato l’asta. In altre parole, l’offerta è stata ritenuta troppo bassa, e a complicare tutta la vicenda sono intervenute le solite polemiche politiche. Brugnaro a quell’epoca era già in campagna elettorale per l’elezione a sindaco di Venezia: da una parte un’eventuale assegnazione di Poveglia a fronte di un’offerta così bassa avrebbe potuto essere interpretata come un favore illecito delle istituzioni all’imprenditore; dall’altra, i critici hanno accusato Brugnaro di aver avanzato l’offerta per Poveglia, il cui progetto prevedeva fra l’altro l’assunzione di 200 persone, a puro scopo di propaganda elettorale.

Un manifesto dell’associazione Poveglia x Tutti mostra gli esercizi di Venezia e Mestre dove è possibile contribuire alla raccolta fondi pubblica per reperire il denaro necessario a presentare un'offerta in occasione della nuova asta per la concessione di Poveglia. Fonte: www.povegliapertutti.org

A esultare per l’annullamento dell’asta sono state invece le associazioni ambientaliste e i comitati cittadini sorti per tutelare l’isola dai possibili speculatori. Nonostante tutti i vincoli previsti dal bando di concessione, infatti, molti temono che Poveglia possa venire acquistata da qualche società o imprenditore senza scrupoli, i quali potrebbero decidere di trasformarla nell’ennesima attrazione turistica di massa che ne snaturerebbe la storia e il patrimonio artistico e naturale, oltre a renderne più difficile l’accesso e la fruizione da parte dei cittadini. Come nel caso dell’isola di Budelli di cui abbiamo parlato in una delle scorse puntate, la società civile si è mobilitata in favore di Poveglia con numerose iniziative. La più importante è stata la fondazione dell’associazione Poveglia x Tutti, che si propone di sensibilizzare la popolazione sulla questione e rendere Poveglia più accessibile ai cittadini. Secondo gli aderenti all’associazione, negli ultimi decenni Poveglia è diventata un patrimonio comune di tutti i veneziani, e tale deve rimanere. L’obiettivo principale è quindi la raccolta pubblica di fondi per assicurarsi la concessione di Poveglia alla prossima asta, con la promessa di valorizzarla e farla rimanere aperta a tutti. La prossima asta è stata annunciata per l’estate 2018 e gli oltre 4000 soci di Poveglia x tutti sono pronti a combattere per far diventare lo splendido gioiello della laguna patrimonio comune.