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Nel deserto a osservare le stelle

L'osservatorio di Cerro Paranal, nel deserto di Atacama in Cile. Fonte: www.astronet.ru

Una delle zone più aride e inospitali del mondo, tra Cile e Perù, è diventata negli ultimi decenni il paradiso degli astronomi, che qui costruiscono avveniristici osservatori.

Se pensiamo ai deserti più aridi del mondo, le immagini che balzano subito alla mente sono quelle dell’immenso deserto del Sahara in Africa, con tutto il corollario di lunghe carovane di dromedari, ingannevoli miraggi e accoglienti oasi sorte in mezzo al nulla. Oppure quelle del terribile deserto di Gobi nella Cina occidentale, torrido d’estate e gelido d’inverno, nel quale innumerevoli spedizioni e viaggiatori hanno perso l’orientamento, e la vita, nel corso dei secoli. Ma il deserto più arido del mondo non si trova né in Africa né in Asia, bensì in Sudamerica. Si tratta del deserto di Atacama, situato all’estremità settentrionale del Cile, nei pressi del confine con il Perù. È un’area ampia oltre 100000 chilometri quadrati, stretta tra la Cordigliera delle Ande e l’Oceano Pacifico. La sua particolare posizione fa sì che la quantità di precipitazioni che si verificano sul suo territorio sia la più bassa mai registrata al mondo (ad eccezione dei Poli): meno di 15 mm di pioggia all’anno. Ma si tratta di un dato medio: molte stazioni meteorologiche presenti nel deserto, installate anche decine di anni fa, non hai mai registrato pioggia durante tutta la loro vita operativa.

L'area del deserto di Atacama chiamata, significativamente, Valle della Luna. Fonte: www.nationalgeographic.com

Il territorio del deserto di Atacama è formato perlopiù da aridi altipiani, laghi salati e distese sabbiose; le temperature sono roventi di giorno e gelide di notte, e l’aria è così secca e rarefatta da risultare difficilmente respirabile. Il terreno presenta un’elevata concentrazione di nitrati e metalli; nelle zone più aride è quasi completamente privo di vita, e vi crescono soltanto alghe, licheni e qualche specie di cactus, tutte specie adattate all’estrema aridità, che traggono l’acqua necessaria per la loro sopravvivenza assorbendo la scarsissima umidità dell’aria. Guardando certe immagini del deserto è inevitabile pensare alle desolate distese di Marte, e infatti la regione di Atacama è spesso usata dalla NASA per testare gli strumenti che poi verranno installati sulle sonde che esploreranno il suolo marziano. I maggiori centri abitati si concentrano lungo la costa, dove le temperature sono più miti e l’aridità meno accentuata. Nell’entroterra ci sono invece pochi insediamenti, per la maggior parte villaggi minerari, molti dei quali abbandonati da decenni e divenute vere e proprie “città fantasma”. Il capoluogo della provincia che comprende parte del deserto è San Pedro de Atacama, una cittadina mineraria di appena 4000 abitanti, situata nell’entroterra in corrispondenza di una delle rare oasi.

La nebulosa Testa di Cavallo, nella costellazione di Orione, fotografata dal Very Large Telescope, situato nel deserto di Atacama. Fonte: www.eso.org

Date le premesse, tutto farebbe pensare che solo un pazzo o un disperato possa volontariamente decidere di trasferirsi in luogo così inospitale e dalle condizioni estreme. Eppure esiste nel mondo un’intera categoria professionale che considera il deserto di Atacama un vero e proprio paradiso, e i cui membri farebbero carte false per potervi lavorare anche solo per un breve periodo. Ma chi sono questi dissennati? Gli astronomi. Nella regione di Atacama si trovano alcuni dei maggiori osservatori astronomici del mondo, dotati dei telescopi più grandi e all’avanguardia destinati all’osservazione dello spazio profondo. La regione di Atacama presenta infatti, più di ogni altro luogo della Terra, una straordinaria serie di caratteristiche che lo rendono ideale come base per le osservazioni astronomiche: il cielo è privo di nubi per oltre 340 giorni all’anno (permettendo così di massimizzare le notti utili per le osservazioni), la lontananza dai centri abitati elimina il fenomeno dell’inquinamento luminoso, e inoltre l’aria estremamente secca e priva di sostanze inquinanti, nonché rarefatta dall’altitudine (tutti gli osservatori si trovano infatti alle quote più alte), garantisce un’atmosfera molto limpida e senza turbolenze, il che permette di ottenere immagini incredibilmente nitide del cielo.

Le strutture che ospitano i quattro telescopi del VLT, in cima al Cerro Paranal. Fonte: www.eso.org

Il più importante osservatorio attualmente operativo nella regione di Atacama è quello di Cerro Paranal, situato in cima all’omonimo monte a 2635 m di altezza. È stato costruito dall’ESO (European Southern Observatory), un’organizzazione astronomica internazionale alla quale collaborano 14 Paesi europei, tra cui l’Italia. Il principale strumento dell’osservatorio, e uno dei fiori all’occhiello della comunità scientifica europea, è il VLT (Very Large Telescope), uno dei più grandi e sofisticati telescopi del mondo. È in realtà un sistema formato da quattro telescopi principali, ciascuno con lenti di oltre 8 m di diametro, i quali sono controllati da un unico software che combina le loro visuali in modo da amplificare il potere di osservazione di ciascuno di essi e ottenere immagini dall’altissima risoluzione. Grazie a questo strumento gli astronomi sono risusciti a catturare, nel 2004, la prima immagine diretta di un pianeta situato fuori dal nostro Sistema Solare.

L'avveniristica facciata dell'Eso Hotel, progettato dallo studio architettonico tedesco Auer+Weber. Fonte: www.wikipedia.de

A poche centinaia di metri dal VLT si trova l’ESO Hotel, una struttura avveniristica che sembra una base marziana, ma che è in realtà una foresteria dove vengono ospitati gli scienziati e il personale di supporto che lavora all’osservatorio. Ha 120 camere, una piscina, una palestra e un giardino interno climatizzato. L’edificio e il panorama che si gode dalle sue finestre sono così suggestivi e particolari da essere stati usati come set per la scena finale del film di James Bond Quantum of Solace, girato nel 2008.

L'esplosione che ha spianato la cima del Cerro Armazones il 19 giugno 2014, inaugurando i lavori per la costruzione dell'Extremely Large Telescope. Fonte: www.eso.org

Nei prossimi anni l’osservatorio di Cerro Paranal sarà soppiantato da una struttura ancora più grande e avveniristica, anch’essa situata nel deserto di Atacama. Proprio la scorsa settimana sono iniziati i lavori per la costruzione di un altro osservatorio gestito dall’ESO, destinato a ospitare l’Extremely Large Telescope, un telescopio che, quando verrà completato, sarà il più grande e sofisticato del mondo, con una lente principale di 42 metri di diametro. I lavori, che si prevede termineranno nel 2017, sono stati inaugurati con lo spianamento, mediante una potentissima carica esplosiva, della cima del Cerro Armazones, la montagna su cui sorgerà il nuovo osservatorio a circa 3000 m di quota.