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Prossima fermata: Londinium!

Un giovanissimo cartografo dilettante ha unito due argomenti apparentemente lontanissimi, la storia antica e il design grafico contemporaneo, per realizzare una straordinaria mappa delle rete stradale dell’Impero romano.

Quello dei trasporti, e delle infrastrutture che consentono alle persone e alle merci di muoversi in maniera sempre più veloce ed efficiente in ogni parte del mondo, è un settore spesso e volentieri sotto i riflettori dei media. Ed è sicuramente tra quelli che, negli ultimi decenni, hanno vissuto il maggior progresso tecnologico. Ma le innovazioni non sono certo finite, e periodicamente fanno capolino sui mezzi di informazione notizie di arditi progetti che promettono di rivoluzionare il nostro modo di viaggiare. Appena due settimane fa abbiamo parlato del progetto di un avveniristico ponte che dovrebbe collegare la Francia al Regno Unito attraverso il Canale della Manica. E da un paio d’anni il magnate della tecnologia Elon Musk, padre dell’auto elettrica Tesla e della società di trasporto spaziale Space X, è al lavoro per realizzare un ennesimo, rivoluzionario sistema di trasporto: l’Hyperloop, un fantascientifico sistema di tubi sottovuoto all’interno dei quale speciali capsule passeggeri, a propulsione magnetica, verranno spinte fino alla velocità del suono. Ma i trasporti erano assai importanti anche nel passato, e gli storici sanno bene che le sorti e la prosperità di molte grandi civiltà della storia sono dipese dal loro sistema di trasporti, e della velocità con cui esse potevano muovere merci e persone, in special modo i soldati. Tra le grandi entità politiche dell’Antichità, l’Impero romano era tra quelle che possedeva la rete di trasporti più estesa ed efficiente. Non soltanto le importantissime rotte marittime, ma anche e soprattutto la rete di strade, che raggiungevano anche gli angoli più remoti dell’Impero. Abbiamo già avuto modo di parlare del straordinario sistema stradale romano, composto da vie mantenute in perfetta efficienza da funzionari pubblici, e costellate di vere e proprie “stazioni di servizio”, con locande e stalle per il ricovero e il cambio dei cavalli. Nel momento di massimo splendore dell’impero, all’inizio del II secolo d.C., la rete viaria romana si estendeva per circa 80.000 km, e comprendeva 29 strade principali più molte altre vie secondarie. Copriva non solo la maggior parte dell’Europa meridionale e centrale, ma anche le regioni costiere dell’Africa e dell’Asia affacciate sul Mediterraneo. Grazie a questo sistema stradale, i corrieri potevano partire da Roma e raggiungere gli angoli più remoti dell’impero in poche decine di giorni, portando con sé i decreti dell’imperatore, e le celebri legioni romane potevano spostarsi con straordinaria velocità da una provincia all’altra, per difendere i confini imperiali da una minaccia esterna oppure per soffocare una ribellione.

L’impressionante mappa delle rete viaria romana disegnata da Sasha Trubetskoy nello stile delle mappe della metropolitana (clicca sull'immagine per aprire una versione ingrandita). Fonte: www.sashat.me

Il giovane appassionato di cartografia Sasha Trubetskoy, studente alla Chicago University, è rimasto colpito dall’estensione e dall’efficienza della rete stradale romana, e ha pensato di rappresentarla in una maniera molto particolare. Dopo essersi documentato sul tracciato e i nomi delle principali strade che attraversavano l’impero intorno al 125 d.C., Trubetskoy le ha disegnate con lo stile inconfondibile delle mappe della metropolitana: ogni strada è una linea, rappresentata con un particolare colore, e ogni città toccata una stazione. Le mappe della metropolitana, e in particolare la capostipite di questo genere - quella della celebre London Underground, la metropolitana di Londra - non sono rappresentazione realistiche, ma illustrazioni stilizzate disegnate con lo specifico scopo di rendere a colpo d’occhio il tracciato, le fermate e le intersezioni tra le varie linee. Allo stesso modo la mappa delle strade romane in stile “metro” di Trubetskoy raffigura un’Europa e un bacino del Mediterraneo assai stilizzati, ma proprio per questa essenzialità emerge più chiaramente lo straordinario sviluppo delle strade romane, e mette in evidenza quali città erano i principali nodi di intersezione del sistema viario dell’impero. Guardando la carta si conferma il detto popolare “tutte le strade portano a Roma”: dalla capitale dell’impero si irradiano infatti, in ogni direzione, moltissime strade. Ma c’è anche qualche sorpresa: nella Gallia, per esempio, la città di Lutetia, l’odierna Parigi, non era così importante come oggi, dal momento che vi passava solo una strada principale, la Via Aquitania. Molto più importante era invece Lugdunum, l’attuale Lione, che fungeva da punto di intersezione di ben tre strade principali.

La seconda mappa realizzata da Trubetskoy in stile “metro” raffigura nello specifico le rete viaria romana in Gran Bretagna (clicca sull'immagine per aprire una versione ingrandita). Fonte: www.sashat.me

Non dobbiamo comunque dimenticare che questa carta della “metropolitana imperiale” è una rappresentazione schematica, e lo stesso autore ammette che si è preso alcune libertà nella sua realizzazione, per esempio unificando sotto un unico nome strade i cui tratti erano chiamati in molti modi diversi, oppure ritoccando lievemente il tracciato per farlo apparire più regolare. Anche alcuni dei nomi riportati sono un po’ forzati. Infatti conosciamo benissimo la storia e il tracciato delle strade imperiali più importanti e centrali, come le già citate vie consolari italiane, che in pratica coincidono con alcune importanti strade ancora oggi in uso: la via Appia, la Salaria, l’Aurelia, l’Emilia…. Delle strade realizzate nelle province più remote dell’impero, come la Britannia, si sa invece molto poco, se non quanto scoperto ai giorni nostri dagli archeologi, e il loro vero nome si è spesso perduto nelle nebbie della storia. Per chiamare queste vie il nostro autore si è preso alcune licenze, per esempio indicando le strade romane della Britannia, protagoniste di una seconda mappa realizzata a grande richiesta, con il nome con cui erano conosciute all’epoca della colonizzazione anglosassone, alcuni secoli dopo l’epoca della Britannia romana. Ma l’impatto generale è comunque di grande effetto, e unisce un argomento apparentemente polveroso come la storia antica e uno dei prodotti più efficaci, e iconici, del graphic design contemporaneo.