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Quasi tutte le strade portano a Roma

Il recente progetto di un istituto tedesco di design dimostra che l’antica capitale dell’impero romano è ancora oggi la destinazione naturale di una capillare rete di strade che attraversano tutta l’Europa.

Omnes viae Romam ducunt, recita l’antico adagio. Ma il detto, che tradotto non è altri che il classico, nostrano “Tutte le strade portano a Roma”, è forse meno antico di quanto si possa pensare. Pare infatti che non risalga ai tempi dell’impero romano, quando effettivamente l’Urbe, la Città per eccellenza, era il centro del mondo allora conosciuto (da cui del resto l’altra celebre espressione Roma caput mundi, questa sì nata nell’Antichità e usata, tra gli altri, da Lucano). La prima attestazione dell’espressione “stradale” giunta fino a noi risale invece al Medioevo, e precisamente al 1175, quando fu usata dal filosofo e teologo francese Alain de Lille (o Alano di Lilla) nel suo Liber Parabolarum, Libro delle parabole. Qui il contesto era quello di una similitudine morale e spirituale: come infinite sono le strade che portano a Roma, infinite sono per l’uomo le vie per giungere alla salvezza, poiché tutto è riconducibile a Dio. Ma la parabola aveva senso solo se il suo significato letterale era universalmente riconosciuto e accettato dall’opinione comune del tempo.

Un tratto dell’antica via Cassia all’altezza di Montefiascone. È chiaramente visibile l’originale basolato, fatto di lastre di pietra vulcanica, che rendeva le vie romane così affidabili e veloci. Fonte: www.blogcamminarenellastoria.files.wordpress.com

E in effetti la massima contiene una profonda verità: durante l’Antichità Roma era collegata fino ai confini più remoti dell’impero da una rete di oltre 370 strade, tracciate con criteri razionali e perfettamente manutenute, e gli storici hanno da sempre sottolineato come la grandezza e prosperità di Roma fosse dovuta anche a queste vie di comunicazione, che facilitavano i commerci tra la varie regioni, consentivano la trasmissione di notizie e corrispondenza tramite un efficace sistema di corrieri, e permettevano al governo centrale di spostare velocemente soldati da una parte all’altra dell’impero per rispondere a una minaccia esterna o sedare una rivolta. Le vie di comunicazione più importanti erano le vie consolari, realizzate in epoca repubblicana e spesso chiamate con il nome del console che ne aveva promosso la costruzione; molte partivano direttamente da Roma e attraversavano la penisola italiana in lungo e in largo. Ancora nel Medioevo, secoli dopo la caduta dell’impero, ai tempi di Alain de Lille, le strade romane erano spesso le uniche vie di comunicazione efficaci e sicure per spostarsi in Europa. Avevano resistito ammirevolmente al passare dei secoli in quanto erano le uniche strade lastricate (o più precisamente basolate, da basole, le durissime lastre di roccia vulcanica con cui erano pavimentate), caratteristica che permetteva loro di non trasformarsi in fiumi di fango e quindi in trappole mortali per i carri che vi transitavano, come invece capitava per le vie sterrate preponderanti nel Medioevo.

La carta principale del progetto Roads to Rome, che mostra la strada più veloce per arrivare a Roma da quasi 500.000 località diverse. Fonte: www.roadstorome.moovellab.com

Il detto “Tutte le strade portano a Roma” era dunque in gran parte vero nell’Antichità e nel Medioevo, ma conserva ancora oggi la sua validità? Da secoli ormai altre capitali europee, prime fra tutte Parigi, Londra e Berlino, hanno strappato a Roma il primato di città più importante e popolosa del continente, e queste metropoli sono a loro volta centro di una capillare rete di vie di comunicazione. Alcuni designer membri di moovel lab, uno spazio di ricerca interdisciplinare basato a Stoccarda, Germania, ha ripreso l’argomento e guardato all’antico detto con gli occhi delle nuove tecnologie, realizzando un progetto, battezzato Roads to Rome, che sta a metà strada (è il caso di dirlo) tra la statistica sui trasporti e le vie di comunicazione, la cartografia tematica e l’arte concettuale. Usando OpenStreetMap, un servizio di mappe online analogo a Google Maps ma i cui dati sono creati dagli utenti e liberamente utilizzabili e modificabili, i ricercatori hanno preso una carta dell’intero continente europeo e vi hanno sovrapposto una griglia, dividendo così una superficie di 26.503.452 km² in 486.713 quadrati di uguali dimensioni. Hanno poi chiesto al computer di calcolare la strada più breve per giungere alla capitale, partendo da un punto all’interno di ciascuno di questi quadrati, e creando così 486.713 strade diverse che portano a Roma da ogni angolo d’Europa. Ma non è finita qui: usando i dati sul traffico liberamente disponibili online, hanno prodotto una carta in cui ognuna delle strade individuate è tracciata con toni progressivamente più marcati di neretto a seconda di quanto è utilizzata. Il risultato è magnifico a vedersi: una ragnatela di vie che si estende dalla capitale italiana e copre tutto il continente. La mappa ha poi un’affascinante somiglianza con le illustrazioni della circolazione sanguigna in un corpo, con i capillari più sottili e periferici che confluiscono in vasi sempre più grandi man mano che si avvicinano al cuore; non a caso le grandi vie di comunicazione sono spesso chiamate, riprendendo questa metafora anatomica “arterie” stradali. La mappa forse non risponderà al nostro quesito iniziale se proprio tutte le strade d’Europa portano a Roma, ma certamente mette in evidenza che le grandi direttrici di traffico che partono da ogni parte del continente in direzione della capitale italiana sono ancora parecchie. Ancora più notevole è che il tracciato di molte tra queste vie di comunicazione corrisponde con un minimo scarto proprio a quello delle antiche strade romane, a testimonianza che gli antichi ingegneri avevano già scelto il miglior percorso possibile per collegare regioni e città della repubblica e poi dell’impero. Limitandoci alla penisola italiana, nella mappa di moovel lab sono chiaramente distinguibili la via Aurelia, che partendo da Roma raggiungeva la Liguria per poi prolungarsi verso la Francia, e la via Emilia che attraversa tutta la Pianura Padana. E poi i grandi valichi alpini come il San Bernardino, il Brennero e Tarvisio, attraverso i quali già gli antichi imperatori fecero passare moderne strade militari per portare la pax romana oltre i confini dell’Italia.