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Rinasce la “Las Vegas della Brianza”?

Una veduta del borgo di Consonno in provincia di Lecco, tra i più noti "paesi fantasma" d'Italia. Fonte: www.flickr.com

Il Paese abbandonato di Consonno torna alla ribalta delle cronache. Sembra infatti che il suggestivo borgo sia in vendita, e che al suo acquisto siano interessati personaggi dello spettacolo e dell’industria.

Quasi esattamente un anno fa abbiamo parlato del fenomeno delle rovine urbane, e soprattutto dei borghi abbandonati, interi paesi e città che, per i più svariati motivi, sono stati disertati dai propri abitanti, divenendo nel tempo suggestivi relitti della civiltà frequentati da novelli “esploratori” metropolitani. Abbiamo poi citato uno dei più noti borghi di questo genere presenti in Italia, Consonno in provincia di Lecco, la “Las Vegas della Brianza” voluta dal facoltoso industriale Mario Bagno negli anni Sessanta, che vi fece costruire eccentrici edifici e un faraonico complesso turistico con albergo, centri commerciali e locali notturni. Le fortune di questa capitale dei divertimenti alle porte di Milano ebbero però vita breve, e negli anni successivi il borgo fu progressivamente abbandonato. Oggi Consonno, per la curiosa storia e le sue architetture bizzarre parzialmente reclamate dalla natura, è divenuta una sorta di attrazione turistica ufficiosa della zona della Brianza e del lecchese. Benché il territorio del Paese sia proprietà privata e l’ingresso sia formalmente proibito ai non autorizzati, il borgo abbandonato è infatti una delle mete preferite dei curiosi e degli appassionati di rovine urbane. Questi formano una vera e propria comunità, composta da giovani provenienti da tutto il mondo che passano il proprio tempo libero alla caccia di luoghi abbandonati e dalla storia bizzarra: complessi industriali in rovina, quartieri cittadini fantasma, installazioni militari dismesse e, per l’appunto, borghi abbandonati. Molti di loro si ritrovano online, su siti specializzati e blog, per postare foto delle proprie esplorazioni e scambiarsi consigli e aneddoti. Ma con gli anni Consonno è divenuto oggetto di interesse anche per personaggi dalle intenzioni meno innocue: il Paese è stato infatti più volte vittima di raid vandalici e in un paio di occasioni è stato scelto come luogo per rave party clandestini.

Una sommaria pianta del borgo di Consonno in allegato all'annuncio di vendita del paese comparso su un Internet. Fonte: www.subito.it

Nelle ultime settimane sui giornali e gli altri mezzi di informazione si è tornato a parlare di Consonno, e in particolari di una possibile rinascita del borgo brianzolo. Su un noto sito di vendite online è infatti comparso un annuncio riguardante la vendita dell’intero borgo e dei quasi 2 milioni di metri quadri di terreno che lo circondano, ceduti a un prezzo di partenza di 12 milioni di euro. Pare che a mettere l’annuncio sia stato un architetto su incarico degli eredi di Mario Bagno, che ancora detengono la proprietà del borgo. Se Consonno venisse veramente venduto in questi termini, sarebbero brutte notizie per gli appassionati esploratori di rovine urbane: la vendita è infatti legata a un vasto progetto di riqualificazione dell’area, che prevede l’abbattimento di tutti gli edifici del borgo, tranne la chiesa, e la costruzione al loro posto di un lussuoso complesso residenziale con villette, centri commerciali e impianti sportivi. Queste “riqualificazioni” sono ormai una costante delle periferie urbane contemporanee, e sollevano opinioni contrastanti tra gli abitanti e gli studiosi: se da una parte è indubbio che esse contribuiscano alla rinascita economica e urbana di zone spesso degradate, dall’altra cancellano quasi sempre ogni particolarità e memoria storica dall’area in cui avvengono, trasformandola spesso in uno dei tanti “non luoghi” senza personalità e tutti uguali che punteggiano ormai i paesaggi urbani di ogni continente.

Il cantante Francesco Facchinetti durante il "sopralluogo" effettuato a Consonno, in compagnia di alcuni potenziali investitori, il 25 settembre. Fonte: www.lecconews.lc

Ma non tutto è perduto. L’annuncio di vendita ha infatti innescato una polemica tra l’architetto che l’ha pubblicato e una società immobiliare che si dichiara la sola rappresentante dei proprietari di Consonno, la quale ha seccamente smentito che il borgo sia stato messo in vendita. L’architetto da parte sua ha confermato la veridicità dell’annuncio, dichiarando che alcune società immobiliari estere si sono già interessate all’acquisto. Ma a comprare Consonno si dice intenzionato anche un personaggio del mondo dello spettacolo: Francesco Facchinetti, in arte Dj Francesco. Il cantante ha infatti lanciato sul proprio sito e sui social network un appello alla grandi aziende italiane per formare una cordata di investitori, rilevare la proprietà del borgo abbandonato e trasformarlo in un polo tecnologico e di ricerca, una “città dei giovani” analoga a un campus universitario americano, con aule, laboratori ed edifici residenziali. I giornalisti, con il loro amore per le frasi fatte, hanno già ribattezzato Consonno, da “Las Vegas della Brianza”, “Silicon Valley lombarda”. Sembra che le intenzioni del giovane figlio d’arte siano serie: nei giorni scorsi ha incontrato il presidente della Regione Lombardia e il sindaco di Olginate (comune di cui Consonno è frazione) per esporre il suo progetto, e si è recato di persona sul posto per effettuare un sopralluogo.

Qualunque sarà l’esito di tali trattative, le notizie degli scorsi giorni hanno avuto l’effetto di ridestare l’attenzione su Consonno, e c’è da scommettere che nei prossimi mesi le visite degli urban explorers al borgo brianzolo si moltiplicheranno, per timore che a breve l’intero sito, e con esso un pezzetto di storia del Novecento, possa venire cancellato dalle mappe come avvenuto ormai tante altre volte in ogni parte d’Europa.