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Russia-GB, guerra diplomatica per un cartone animato

I media dei due Paesi europei si sono scontrati per le accuse rivolte da un quotidiano britannico al popolare cartone russo “Masha e Orso”, che sarebbe uno strumento di propaganda del regime di Vladimir Putin.

Abbiamo già avuto occasione di parlare in passato, qui a GEOblog, dei presunti tentativi del governo russo di influenzare eventi nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti, in particolare le elezioni presidenziali USA del 2016 e il referendum sulla Brexit nel Regno Unito. Grazie ad account fasulli sui social network e alla meticolosa diffusione di notizie fuorvianti o del tutto inventate, le ormai famigerate fake news, i servizi segreti russi, su ordine diretto del presidente della Federazione Vladimir Putin, avrebbero cercato di seminare zizzania tra gli alleati occidentali e favorire l’elezione di politici, primo fra tutti l’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump, considerati potenzialmente più morbidi e manipolabili riguardo le loro posizioni sulla Russia, in particolare sulle sanzioni comminate dagli USA e da molti Paesi europei in seguito all’annessione russa della Crimea, considerata illegale dalla comunità internazionale. Lo strascico più importante di tale attività è stato finora il cosiddetto Russiagate, cioè l’indagine per stabilire se il presidente Trump, allora solo candidato, e il suo entourage compromisero la sicurezza nazionale statunitense colludendo con i russi per ottenere vantaggi nella corsa elettorale contro la candidata democratica Hillary Clinton.

I simpatici protagonisti del cartone Masha e Orso sembrano quanto di più lontano possa esistere dai propagandisti di regime, eppure svolgono proprio questo ruolo secondo alcuni analisti. Fonte: www.mammeoggi.it

Ma la battaglia della propaganda per influenzare le opinioni e sentimenti dei Paesi occidentali nei confronti della Russia si combatte anche su piani molto diversi e apparentemente molto lontani dalla politica internazionale. Almeno questa è l’opinione dell’autorevole quotidiano britannico The Times, che qualche giorno fa ha fatto scoppiare un caso diplomatico internazionale pubblicando un articolo in cui si accusa il noto cartone animato russo Masha e Orso, destinato ai bambini piccoli, di contenere neanche tanto velati messaggi di propaganda a favore della Russia e dell’attuale regime del presidente Vladimir Putin. Per chi non fosse appassionato di cartoni animati, Masha e Orso è sicuramente la più famosa e riuscita produzione televisiva russa degli ultimi decenni: il cartone è prodotto dallo studio di animazione russo Animaccord e dal 2009 è stato trasmesso in oltre 120 Paesi del mondo, e doppiato in 25 lingue. Sono stati prodotti numerosi DVD e i suoi episodi hanno centinaia milioni di visualizzazioni su Youtube. La trama è apparentemente la più innocua possibile: il cartone racconta infatti le avventure quotidiane di Masha, una bambina che abita nella taiga siberiana, e del suo burbero amico Orso, che è veramente un orso parlante e le fa da figura paterna.

Un fotogramma dell’episodio “incriminato” di Masha o Orso, in cui la piccola protagonista indossa un cappello molto simile a quello portato dalle temuta polizia politica sovietica. Fonte: www.thetimes.co.uk

Sembrerebbe quanto di più lontano ci possa essere dalla propaganda di regime, eppure già alcuni anni fa alcuni analisti e politici delle repubbliche baltiche – Estonia, Lettonia e Lituania –, Paesi esposti più di tutti gli altri alle manovre politiche e propagandistiche dell’ingombrante vicino russo, avevano denunciato la presenza nel cartone di messaggi di sostegno alla causa patriottica russa e al governo di Putin, e avevano accusato Masha e Orso di essere uno dei protagonisti di punta della strategia russa del soft power, cioè la campagna governativa per conquistare il cuore e le menti delle popolazioni dei Paesi rivali non con le armi, ma sul piano culturale e dell’immagine. Anche l’autorevole giornalista esperta di cose russe Anna Zafesova, sulle pagine del quotidiano italiano La Stampa, aveva riportato i timori dei vicini della Russia, riferendo che i governi dei Paesi confinanti, le repubbliche baltiche ma anche la Polonia e l’Ucraina, temono che “sotto la sottana di Masha si nascondano i carri armati di Putin”. L’accusa è però esplosa in tutta la sua carica polemica solo qualche giorno fa, con l’articolo del Times di Londra. In particolare, vi si fa riferimento a un episodio della dodicesima stagione del cartone, in cui Masha è incaricata da Orso di sorvegliare il suo orto e di proteggerlo dai potenziali ladri di carote. Masha accetta il compito con entusiasmo e per l’occasione, per proteggere i “confini” dell’orto, che secondo i critici simboleggerebbero le sacre frontiere del suolo russo, indossa un cappello militare con visiera e al centro la stessa rossa sovietica. Il problema è che il cappello, secondo gli analisti, è terribilmente simile a quello un tempo portato dai membri della NKVD, la spietata polizia politica sovietica, che si rese responsabile di milioni di esecuzioni contro i presunti dissidenti russi durante l’epoca stalinista. Insomma, per i critici è come se in un cartone animato tedesco la bambina protagonista, a un certo punto, indossasse un cappello che ricorda quello delle SS naziste. L’articolo del Times non ha mancato di suscitare un’ondata di polemiche e la reazione dei media russi, che hanno immediatamente ridicolizzato l’accusa. Anche l’ambasciata russa a Londra ha replicato ironicamente alle accuse del giornale, come ha riportato il sito di informazioni Sputnik News, esso stesso accusato più volte di essere uno strumento della propaganda filorussa…