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Tutta la CO2 prodotta dall’uomo in un’animazione

Una straordinaria infografica animata mostra quali sono i Paesi del mondo che hanno prodotto le maggiori quantità di CO2 dall’inizio della Rivoluzione Industriale a oggi.

La giovanissima attivista svedese Greta Thunberg ha avuto il merito, negli scorsi mesi, di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica il tema delle emissioni di gas serra, principali responsabili del riscaldamento globale, che negli ultimi tempi era stato messo in secondo piano dalla crisi economica e politica dell’Unione Europea. Nelle parole di Greta, i politici europei e del resto del mondo, con la loro inazione, rischiano di compromettere irrimediabilmente l’ambiente naturale e rubare ai giovani, come lei e altri miliardi di ragazze e ragazzi nel mondo, il proprio futuro.
Nel 2016 era sembrato che con gli Accordi di Parigi si fosse fatto finalmente un grande passo per affrontare il problema, ma come spesso capita la politica, soprattutto in seguito all’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, ha inquinato la buona volontà dei singoli con i suoi distinguo, le sue reciproche accuse e, soprattutto, la convinzione di poter continuare impunemente per la propria strada lasciando gli “altri” a fare il grosso del lavoro. Da una parte, la nuova politica di Trump ha pericolosamente aperto agli ecoscettici, coloro che non credono che le attività umane siano le principali responsabili del cambiamento climatico, e il nuovo presidente americano, fin da prima della sua elezione, aveva dichiarato che gli USA non avrebbero ratificato gli Accordi di Parigi nella forma in cui erano stati approvati. Dall’altra, i Paesi dalle economie emergenti e le nuove potenze economiche mondiali, come India e Cina, accusano gli Stati di più vecchia industrializzazione, come quelli dell’UE, di essere ipocriti nel volere imporre alle nuove economie in crescita limitazioni alle emissioni di gas serra, che potrebbero ostacolarne sviluppo, dato che proprio loro sono stati per oltre un secolo i maggiori inquinatori mondiali, e durante quel periodo non hanno fatto nulla per prevenire i danni causati. È in corso dunque un terribile gioco dello scaricabarile, fatto sulla pelle di tutti gli abitanti del mondo.

L’attivista svedese Greta Thunberg manifesta per aumentare la consapevolezza sul tema dei cambiamenti climatici. Fonte: www.innovationclub.it

È proprio vero che i Paesi di più vecchia industrializzazione, come quelli dell’Europa occidentale e gli USA, sono ancora oggi i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra? Le statistiche più diffuse si limitano a fornire la classifica dei Paesi maggiormente inquinanti adesso, una graduatoria nella quale al primo posto c’è la Cina. Ma cosa succederebbe se calcolassimo le emissioni di anidride carbonica cumulative, cioè quelle prodotte da un Paese nel corso di tutta la sua storia, o almeno dall’inizio della Rivoluzione Industriale? È ciò che hanno fatto gli esperti di Observable, una comunità online che si occupa della realizzazione di infografiche e di comunicazione visuale. Lo scorso aprile, sul sito di Observable è stata pubblicata un’infografica animata che mostra la classifica dei 10 Paesi del mondo maggiori produttori di CO2, il principale gas responsabile dell’effetto serra, nel periodo che va dal 1750, l’inizio della Rivoluzione Industriale, al 2018. È importante tenere presente che si tratta di una classifica cumulativa, in cui le emissioni di un anno si sommano a quelle degli anni precedenti, in modo che la graduatoria finale, quella del 2018, rappresenta i maggiori Paesi emettitori di CO2 della storia e non solo di quell’anno. Guardando questa semplicissima infografica animata, che dura solo 90 secondi, si ripercorre quindi la storia dell’industrializzazione mondiale: dapprima la classifica è dominata dai Paesi dell’Europa occidentale, in primis il Regno Unito, poi verso la fine del XIX secolo comincia a imporsi la grande potenza industriale degli Stati Uniti. Nel corso del XX secolo assistiamo all’ascesa della superpotenza Unione Sovietica, mentre negli ultimi decenni si affacciano prepotentemente nella graduatoria le nuove potenze emergenti, Cina e India. Ma la cosa più sorprendente, indipendentemente da quale Paese sia in testa alla classifica in un certo anno, è notare come la scala delle emissioni, espressa in milioni di tonnellate di CO2, debba continuamente ampliarsi "verso destra", per riflettere l’incredibile aumento delle quantità di gas serra prodotte nel corso degli anni.

Un fotogramma della straordinaria animazione prodotta da Observable, che mostra le emissioni cumulative di CO2 dei Paesi del mondo. Fonte: observablehq.com

Il risultato finale della classifica, all’anno 2018, mostra che il più grande produttore di CO2 della storia sono gli Stati Uniti, seguiti dalla Cina e dai Paesi dell’ex Unione Sovietica. Molto staccati seguono i Paesi europei - Regno Unito, Germania, Francia e Polonia (che ha sempre basato la propria economia sull’estrazione e il consumo di carbone) -, il Giappone, l’India e il Canada.