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Un Muro di Berlino virtuale… e una sua controfigura

Una startup tedesca promette di far vivere ai turisti, con la realtà virtuale, una straordinaria esperienza nella Berlino dei tempi del Muro. Nel frattempo, un tratto della celebre barriera è stato ricostruito per un set cinematografico nell’inconsueta cornice della città di Varese.

Un paio di anni fa abbiamo avuto occasione di parlare del Muro di Berlino, la celebre barriera che divideva la parte ovest e quella est della capitale tedesca, divenuta uno dei simboli della Guerra Fredda e delle tensioni politiche che caratterizzarono la seconda metà del XX secolo. Oggi il Muro, o almeno ciò che ne rimane, dal momento che la maggior parte della struttura fu abbattuta poco dopo l’apertura delle frontiere tra le due Germanie nel 1989, è una delle attrazioni berlinesi più visitate. Folle di turisti muniti di guide e mappe vanno alla caccia dei tratti di muro rimasti in piedi in città, spinti tanto dalla voglia di visitare un luogo in cui si è letteralmente scritta la storia, e poter quindi dire “io ci sono stato”, quanto dall’oscura curiosità e fascinazione per un periodo, quello dalla Germania divisa e delle tensioni tra le due superpotenze, che per i fortunati che non l’hanno vissuto direttamente, sulla propria pelle, appare misterioso e lontano dall’esperienza comune.

Il tratto di Muro di Berlino ricostruito, nella realtà, nell’ambito del Memoriale del Muro in Bernauer Strasse. Fonte: www.andberlin.com

Il tratto di Muro meglio conservato e più visitato è quello che si trova in corrispondenza del Memoriale del Muro, un vasto parco a cielo aperto arricchito da installazioni espositive e da un centro visitatori con annesso un piccolo museo. In questo punto il Muro correva parallelo a Bernauer Strasse, e quando venne improvvisamente eretto, nel 1961, divise letteralmente in due un quartiere, separando gli abitanti di questa parte della città per quasi trent’anni. Oggi il tratto di Muro ancora in piedi è stato restaurato, ed è stata da poco completata un’area, visibile dall'alto da una vicina torre di osservazione annessa al centro visitatori, dove sono state ricostruite tutte le strutture che all’epoca caratterizzavano il confine: il muro interno e quello esterno, una torre di guardia e la famigerata “striscia della morte”, lo spazio libero tra le due barriere dove le guardie della DDR erano autorizzate a sparare a vista a qualunque intruso. Nonostante questi pregevoli lavori di ricostruzione, completati dalle fotografie e dai filmati che si possono ammirare nel centro visitatori, è spesso difficile, soprattutto per i più giovani, immaginarsi come doveva apparire quell’area all’epoca del Muro. Oggi Bernauer Strasse è una normalissima via berlinese percorsa dai tram e fiancheggiata da eleganti negozi e caffè, e la distinzione tra quella che erano una volta la parte est e quella ovest della città si sta facendo sempre più sfumata col passare degli anni, ed è destinata a scomparire del tutto nel prossimo futuro. Ma fino al 1989 Bernauer Strasse era uno dei punti più caldi della frontiera tra Berlino Est e Berlino Ovest, e sotto di essa erano stati scavati alcuni dei più celebri tunnel che permisero a decine di abitanti della DDR di fuggire, tra mille pericoli, nella Germania Ovest.

Il Samsung Gear VR, modello di apparecchio per la realtà virtuale scelto da TimeRiftTours per il suo progetto di ricostruzione del Muro di Berlino. Fonte: www.samsung.com

La startup TimeRiftTours crede di aver trovato una soluzione per rendere “vivo” il Muro ai visitatori, permettendo loro di ammirarlo esattamente com’era ai tempi della divisione della città. Per farlo utilizza la realtà virtuale, una tecnologia che ormai da quasi vent’anni viene sbandierata come una rivoluzione destinata a cambiare per sempre le nostre vite e il nostro modo di rapportarci con lo spazio che ci circonda… e che puntualmente delude le nostre aspettative. Da qualche anno a questa parte, però, le limitazioni tecniche che affliggevano questa tecnologia si stanno facendo sempre meno pesanti, e gli apparecchi per la realtà virtuale stanno diventando sempre più potenti e meno costosi. Gli operatori di TimeRiftTours utilizzano uno dei più semplici dispositivi di questo tipo, il Samsung Gear VR, il quale non è altro che un paio di occhialoni a cui è applicato uno smartphone Samsung compatibile, dotato di una speciale app per la realtà virtuale. TimeRiftTours conta di noleggiare questi set di apparecchi VR alle guide che accompagnano i turisti in visita al Memoriale, per permettere a questi ultimi di calarsi nel paesaggio di Bernaurer Strasse ai tempi del Muro. Per ora sono stati allestiti tre “punti panoramici” dove i visitatori, indossando gli occhiali e guardandosi attorno, possono ammirare una ricostruzione perfetta di come apparivano la strada e le aree circostanti trent’anni fa, con il Muro e la “striscia della morte” che correvano lungo la via e le torri di guardia che punteggiavano il paesaggio. Per ricostruire queste scene i tecnici di TimeRiftTours hanno usato programmi di modellazione 3d abbinati a sistemi di informazione geografica (GIS), che permettono di piazzare ciascun elemento del paesaggio nel punto esatto del territorio “virtuale”, rispecchiando la loro collocazione storica nella realtà, la quale a sua volta è stata determinata da un minuzioso esame di mappe, fotografie e filmati dell’epoca. Si sono inoltre avvalsi della consulenza di storici e altri studiosi del periodo in questione per rendere il tutto con il maggior grado possibile di fedeltà. Le tre scene finora ricostruite non sono semplicemente fondali statici ma, per aumentare l’effetto di realismo e la sensazione di essere veramente immersi nel luogo e nell’epoca scelta, sono ambienti dinamici: le automobili passano sullo sfondo, il vento fa muovere le chiome degli alberi, e su tutta la scena si alternano varie condizioni meteorologiche come il sole, la nebbia o la pioggia.

Uno screenshot della ricostruzione virtuale del Muro creata da TimeRiftTours. Fonte: www.timerifttours.com

I proprietari di TimeRiftTours, dopo il successo del “beta test” con i tre punti panoramici del Memoriale del Muro, contano di estendere le ricostruzioni ad altri luoghi dove transitava il muro di Berlino, e in futuro ad altri punti di interesse della capitale tedesca e del resto del mondo. La diffusione della tecnologia della realtà virtuale promette di rivoluzionare l’esperienza del turista: indossando dei semplici occhiali, potrà immergersi di colpo nel panorama del luogo che sta visitando come appariva in passato. Pensate allo spettacolo di chi, mettendosi un paio di occhiali VR nel mezzo di Via dei Fori Imperiali, potrà essere catapultato, a sua scelta, nella Roma dell’Impero o in quella del Rinascimento. La tecnologia per rendere possibile tutto ciò è già una realtà, ma la potenza di calcolo dei moderni dispositivi portatili, cellulari e tablet, a cui sono abbinati di solito gli occhiali per la realtà virtuale è ancora troppo limitata per permettere effetti di perfetto realismo: la risoluzione delle ricostruzioni è bassa e non è possibile, almeno per il momento, scordare anche solo per qualche istante che non stiamo guardando la realtà ma solo una ricostruzione.

Un collage di immagini dedicate alle riprese del film Suspiria a Varese, con in alto a sinistra la controfigura del Muro di Berlino costruita sul set. Fonte: www.instagram.com

Sempre in tema Muro di Berlino, passiamo dalla finzione della realtà virtuale alla finzione cinematografica. Si sono concluse qualche settimana fa nella città di Varese, in Lombardia, le riprese del film Suspiria, remake del classico del cinema horror diretto da Dario Argento nel 1977. Come location principale è stato scelto il Grand Hotel Campo dei Fiori, un pregevole edificio liberty che domina la città lombarda dall’omonimo massiccio montuoso. Chiuso nel 1968, l’hotel oggi semiabbandonato sembra il luogo perfetto per il set di un film dell’orrore. Ma cosa c’entra tutto questo con il Muro di Berlino? Ebbene, con la disinvoltura a cui ci hanno abituato queste produzioni cinematografiche internazionali, il remake di Suspiria non è ambientato a Varese, e nemmeno in Svizzera come l’originare di Argento, ma nella Berlino del 1977. Per girare delle scene in esterno che rimandassero alla capitale tedesca di quegli anni, i produttori del film non hanno esitato a costruire, nel parco che circonda l’hotel, un lungo tratto di Muro di Berlino, o meglio una sua controfigura fatta di pannelli di legno ricoperti da uno strato di cemento anticato. Gli appassionati di cinema e i curiosi che sono saliti a visitare il set si sono così ritrovati improvvisamente sotto gli occhi un pezzo di storia della Guerra Fredda che ostruiva loro il panorama!