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Un tunnel nel cuore d’Europa (Parte I)

La galleria del San Gottardo, il tunnel ferroviario più lungo del mondo, promette di rivoluzionare il trasporto merci in Europa. Ma cambierà anche le abitudini quotidiane di molti residenti nei Comuni dell’Italia settentrionale.

Lo scorso 1° giugno è stato inaugurato, alla presenza dei capi di Stato e di governo dei maggiori Paesi d’Europa, il Tunnel di Base del San Gottardo, che passa nelle viscere dell’omonimo massiccio alpino, collegando le città di Erstfeld e Bodio, in Svizzera. Con i suoi 57 km, è la galleria ferroviaria più lunga del mondo. Per oltre 17 anni, 2400 operai hanno lavorato ininterrottamente, su tre turni, per scavare a più di 2 km di profondità nel massiccio del Gottardo, perforando i durissimi strati di granito e gneiss. Ad aiutarli c’erano quattro enormi trivelle, soprannominate affettuosamente Haidi, Sissi, Gabi e Gabi II. Il risultato non è solo il tunnel ferroviario più lungo del pianeta, ma anche il più profondo, dal momento che penetra nelle viscere della montagna a una profondità eguagliata solo da alcune miniere. Ed è anche l’unico che transita attraverso le Alpi senza forti pendenze, mantenendo un’altitudine intorno ai 500 m sul livello del mare lungo tutto il suo percorso, e consentendo così ai treni di raggiungere velocità più elevate, circa 100 km/h per i treni merci e oltre 200 per i convogli passeggeri. In realtà esisteva già una galleria ferroviaria che passava sotto una parte del massiccio del San Gottardo, inaugurata nel 1882, ma è molto più corta, circa 15 km, e ha un percorso ripido e pieno di curve, che rallenta notevolmente i tempi di transito e consente inoltre il passaggio di convogli ferroviari con un peso totale a pieno carico non superiore a 1500 tonnellate. Nella nuova galleria inaugurata a giugno, invece, possono passare treni merci pesanti fino a 3600 tonnellate. E il nuovo tunnel promette anche di ridurre notevolmente i tempi di percorrenza dei treni passeggeri tra Zurigo e Milano, le due principali città che si trovano sui due versanti opposti di questo tratto delle Alpi. Dopo l’inaugurazione di giugno e alcuni mesi di prove tecniche di transito, si prevede che il nuovo tunnel aprirà al traffico regolare dei treni merci fra un paio di settimane, il prossimo 11 dicembre.


Il presidente della Confederazione Elvetica Johann Schneider-Ammann, la Cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente della Repubblica francese François Hollande e il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi a bordo del treno che ha attraversato il tunnel del Gottardo durante l’inaugurazione del 1° giugno 2016. Fonte: www.wtop.com

I lavori per la realizzazione del nuovo tunnel sono costati in totale circa 11 miliardi di euro, in gran parte finanziati dal governo svizzero con i proventi di una speciale “ecotassa” sui mezzi a motore introdotta nel 1998. L’obiettivo del tunnel è infatti non solo quello di incrementare il flusso di trasporti lungo una direttrice fondamentale per il transito di merci in Europa, come vedremo, ma anche e soprattutto ridurre l’inquinamento in quest’area del continente, che è una delle più trafficate del mondo. Con l’aumento dei commerci globali negli ultimi decenni, si è anche moltiplicato il numero di mezzi, automobili e soprattutto camion, che transitano lungo i passi alpini che collegano l’Europa meridionale e quella settentrionale. Uno dei più trafficati è proprio il passo del San Gottardo, da cui passano oltre 6 miliardi di veicoli l’anno, un numero più che decuplicato negli ultimi 30 anni. E con l’aumento del traffico sono aumentati di pari passo il livello di inquinamento e i disagi per gli abitanti delle altrimenti immacolate vallate alpine. È stato stimato che le località alpine della Svizzera lungo le principali direttrici di traffico, complici anche le condizioni atmosferiche causate dall’altitudine, sono tra i luoghi più inquinati d’Europa. L’obiettivo del governo elvetico è quindi spostare il più possibile il traffico merci che transita tra la Germania meridionale e l’Italia settentrionale dalla gomma alla rotaia, incrementando le dimensioni e la frequenza dei convogli ferroviari e diminuendo al contempo il passaggio di camion e altri mezzi di trasporto sui passi alpini.

La sezione che mostra il passaggio del nuovo tunnel in profondità sotto il massiccio del San Gottardo. Fonte: www.githy.com

L’apertura del nuovo tunnel del San Gottardo è un passo fondamentale per la creazione di una nuova direttrice di trasporto delle merci che promette di rivoluzionare i commerci europei. Il progetto, denominato AlpTransit, prevede un vasto sistema di linee ferroviarie ad alta velocità e tunnel che passano sotto le vette alpine, il quale una volta ultimato attraverserà la Svizzera da parte a parte. Per il traffico passeggeri AlpTransit sarà una vera rivoluzione, perché trasformerà di fatto tutta la Svizzera in una “città diffusa” i cui centri principali saranno collegati da una sorta di metropolitana nazionale che permetterà di andare da una a città all’altra in tempi rapidissimi. Ma ancora più rivoluzionato sarà il traffico merci, che transiterà soprattutto su rotaia e in tunnel sotterranei, riducendo il traffico, l’inquinamento, il rumore e il degrado del paesaggio causati dal trasporto su gomma.

 


Un momento dei lavori nel nuovo tunnel ferroviario del San Gottardo. Fonte: www.lexpose.ch

Ma non è finita qui: la parte di AlpTransit che comprende il tunnel del Gottardo costituisce solo un tratto di un’importantissima direttrice di trasporto progettata dall’Unione Europa per collegare in maniera sostenibile l’Europa meridionale a quella centro-settentrionale: il Corridoio 6, detto anche il “corridoi dei due mari” perché promette di collegare tramite un’unica linea ferroviaria ad alta velocità il Mare del Nord e il Mar Mediterraneo, e precisamente due dei maggiori porti europei, Rotterdam e Genova. Una volta completato, il Corridoio 6 porterà un’autentica rivoluzione in Europa per quanto riguarda il trasporto intermodale, cioè quella tipologia di trasporto che ha segnato l’era della globalizzazione economica e che è simboleggiata da un oggetto apparentemente semplicissimo ma fondamentale per la società contemporanea: il container. Con il Corridoio 6 le navi portacontainer giunte da ogni parte del mondo potranno scaricare le loro coloratissime scatole di acciaio nei due grandi porti europei e vederle trasportate da una parte all’altra del continente, a bordo dei treni merci, senza fare neanche un chilometro sui rimorchi dei camion, e liberando così le strade europee da un numero cospicuo di questi mezzi altamente inquinanti.

Gli operai del tunnel del Gottardo posano davanti alla gigantesca trivella che, il 15 ottobre 2010, ha perforato l’ultima barriera di roccia nelle viscere delle Alpi, completando lo scavo del primo tunnel. Fonte: www.gottardo2016.ch

Finora, per come l’abbiamo raccontata, l’apertura del tunnel del Gottardo e il proseguimento dei lavori per la realizzazione di AlpTransit e del Corridoio 6 sembrano avere risvolti unicamente positivi: meno inquinamento, meno traffico, più sviluppo economico. Ma, come si suole dire, non son tutte rose e fiori: AlpTransit e il potenziamento delle direttrici ferroviarie per il trasporto intermodale non hanno mancato di suscitare fastidi, preoccupazioni o addirittura paure nelle popolazioni delle aree interessate dalla nuova rotta, soprattutto sul versante italiano. Ma di questo risolto parleremo la prossima settimana.