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Una mappa dei pirati di New York

Un produttore radiofonico ha creato una mappa per documentare e preservare un patrimonio in pericolo: le radio pirata di Brooklyn.

Oggi a GEOblog parliamo di pirati; ma non del tipo che va all’arrembaggio delle navi per depredarne il carico, e che nei libri d'avventura traccia mappe del tesoro, e nemmeno della loro più recente incarnazione, i pirati informatrici che si introducono nei computer delle loro vittime per rubare informazioni. Parliamo dei pirati dell’etere, quelli che, spesso da postazioni di fortuna, trasmettono musica e altri programmi radio senza autorizzazione. Abbiamo giù parlato delle radio pirata quando ci siamo occupati dei favolosi Anni Sessanta nel Regno Unito, quando la scena musicale fu scossa dalla comparsa di radio pirata che, per eludere le autorità, trasmettevano da navi al largo delle coste britanniche, in acque internazionali. È una storia avvincente di ribelli, rock and roll e giochi al gatto e al topo con la polizia.

Le stazioni radio pirata di Brooklyn trasmettono grazie e semplicissime antenne installate sui tetti dei tipici palazzi in mattoni del quartiere. Fonte: www.fybush.com

Ma le radio pirata non sono affatto una cosa del passato; sono una realtà viva e vegeta in molte parti del mondo, come la stessa capitale britannica, Londra, ma anche e soprattutto New York, negli Stati Uniti. Uno dei punti caldi della pirateria radiofonica è il quartiere di Brooklyn. Al calare del sole, alla fine di una giornata di lavoro, l’etere che pervade la brulicante città si accende di melodie esotiche e lingue di ogni parte del mondo: ritmi afro-caraibici, preghiere ebraiche, talk show indiani, notiziari in creolo. Tramesse da anonime antenne installate sui tetti e i terrazzi di palazzi e chiese del quartiere, le radio pirata di Brooklyn sono infatti, per la maggior parte, l’espressione delle molteplici comunità di immigrati che vivono della zona, spesso trasferitisi da decenni dai loro Paesi di origine. Per le famiglie immigrate da Paesi lontani, e specialmente per gli anziani, ascoltare la musica della propria terra e sentire parlare nella propria lingua rappresenta spesso l’unico canale di contatto rimasto con la madrepatria. Ma le stazioni pirata svolgono anche un importante ruolo informativo e sociale, comunicando notizie e informazioni di interesse per le comunità etniche che vivono nel quartiere, una fascia di pubblico spesso e volentieri ignorata dai grandi media, Informazioni su come ottenere il permesso di soggiorno, su come accedere ai servizi pubblici e come far valere i propri diritti di fronte ad abusi, sono tutti argomenti trattati da queste “radio pirata”.

Le radio pirata sono perseguite dalle autorità soprattutto perché interferiscono con le trasmissioni delle radio con regolare licenza, come in questo caso avvenuto proprio a Brooklyn. Fonte: www.forward.com

Ma per il solo fatto di trasmettere su frequenze a loro non assegnate, i gestori di queste radio commettono un grave reato, punito con multe salatissime e, per i recidivi, anche con il carcere. E la FCC (Federal Communications Commission), l'agenzia federale statunitense incaricata di regolamentare il settore delle telecomunicazioni e di assegnare le licenze per le trasmissioni radio, ha annunciato negli ultimi tempi un giro di vite contro le radio pirata. Agenti federali dotati di sofisticati apparecchi di tracciamento sono incaricati di scoprire il punto di origine delle trasmissioni radio illegali e risalire ai responsabili. Per chi viene scoperto per la prima volta c’è solo un ammonimento e l’ingiunzione a sospendere ogni trasmissione illegale, mentre per i recidivi scattano le multe e, in alcuni casi, le manette. Il vibrante ambiente delle radio pirata di Brooklyn rischia così di scomparire nei prossimi anni, con pesanti ripercussioni per tutte le comunità locali, spesso emarginate e con difficoltà di integrazione, per le quali le stazioni radio locali rappresentano uno dei pochi mezzi di informazione e canali di espressione. E anche proseguire con mezzi legali, cioè fare domanda per ottenere una frequenza e una regolare licenza di trasmissione, è quasi sempre impossibile. Tutte le frequenze radio disponibili nell’area di New York City sono infatti in mano alle grandi corporation radiofoniche, che invadono l’etere con programmi commerciali infarciti di pubblicità, completamente slegati dalle realtà locali. Licenze che gli attuali detentori si tengono strette per tenere fuori dal mercato nuovi potenziali concorrenti.

Uno screenshot della Brooklyn Pirate Radio Sound Map, il servizio online creato da David Goren. Fonte: www.pirateradiomap.com

David Goren è un produttore radiofonico e “attivista dei diritti radio”. È nato e cresciuto a Brooklyn, e quindi conosce meglio di chiunque altro il panorama radiofonico della città. Con le sue apparecchiature radio collegate a computer, Goren da anni registra quante più ore possibili di programmazione delle radio pirata di Brooklyn, per preservare per il loro patrimonio sonoro di fronte a un futuro incerto. Per porre il problema all’attenzione del grande pubblico e contribuire a difendere e salvare la scena delle radio pirata newyorkesi, Goren ha anche realizzato un altro grande progetto: la Brooklyn Pirate Radio Sound Map (BPRSM). È una dettagliata mappa online che rappresenta Brooklyn, divisa nei vari boroughs che la compongono. Cliccando su una zona, nella barra laterale compare l’elenco di tutte le radio pirata che trasmettono nelle vicinanze. E selezionando una singola stazione è possibile ascoltarla, riproducendo uno dei tantissimi programmi registrati nel corso degli anni da Goren. Gironzolando virtualmente per il quartiere, ci imbattiamo in Caribbean Gospel – una radio evangelica dedicata agli immigrati di Haiti, della Guyana e di altri Paesi caraibici – in Triple 9 HD – con un programma in cui avvocati danno consigli legali agli immigrati – e Kol Hashalom (la Voce della Pace), radio che tramette in ebraico alla comunità degli ebrei ortodossi. E tutto questo è possibile farlo dall’altro capo del mondo, grazie a un computer… e a una mappa!