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Come e perché la distopia può entrare in classe?
Dopo averci fatto riflettere sulle ragioni del successo della letteratura distopica tra le giovani generazioni, Isabella Del Monte, dottoranda all'università di Bologna, specialista in letteratura fantascientifica e distopica per ragazzi del XXI secolo, propone delle modalità per sfruttare questo potenziale in classe.
 
 
Un punto forte della migliore letteratura per ragazzi costituisce nell’essere una lettura di piacere senza escludere per questo la riflessione. Perché non provare allora a portare in classe questo materiale, per coinvolgere anche i ragazzi meno inclini alla lettura, e per stimolare il dibattito su tematiche disparate?

Le distopie, in particolare, possono nutrire un lavoro che associa l’ambiente contemporaneo all’alunno, l’eredità culturale ed il futuro, il reale e l’immaginario, il punto di vista soggettivo e la riflessione socio-politica, andando a toccare le corde dei giovani di oggi in modo più efficace rispetto ai classici e preparando il terreno alla scoperta di altri romanzi.

Una simile riflessione, inserita nell’ambito del programma didattico, può anche avvalersi di un approccio crossmediale, combinando diversi generi e supporti: un approccio che si rivela particolarmente fruttuoso con i ragazzi.
La fantascienza distopica si rivela in questo senso un genere ideale poiché attraversa con successo diversi media, facendo ricorso a quegli strumenti che meglio si adattano ai gusti e al linguaggio dei ragazzi: il fumetto, la serie tv, il film.

Tematiche come “la città ideale”, “l’uomo e il progresso tecnologico”, “la questione ecologica” possono essere affrontati trasversalmente, combinando la lettura di romanzi (o estratti) con proiezioni di film, ma anche mediante la scoperta di fumetti e graphic novels di qualità.
 

Una proposta crossmediale:

Analizzare, in senso crossmediale, la dipendenza dalla tecnologia nella società contemporanea, un tema che riguarda molto da vicino le nuove generazioni:
 
- Letteratura: M.T. Anderson, Feed (2002): Straordinaria distopia per ragazzi che fa riflettere sul pericolo dei condizionamenti in una società in cui pensare, parlare e scegliere non sono più azioni necessarie.
Una realtà in cui tutti hanno un chip impiantato nel cervello grazie al quale possiamo accedere ad ogni tipo di informazioni, fare shopping, chattare con gli amici, ascoltare musica, il tutto direttamente nella propria testa. Sferzante allegoria di un mondo che non sembra essere poi così lontano.
 
 
 
- Cinema: The Truman Show (1998): Diventato ormai un cult, Truman è l'inconsapevole protagonista di una delirante soap opera, in onda “7 giorni a settimana, 24 ore su 24, senza censure” che trasmette la sua vita in diretta. Un film che ci parla di una generazione vittima dello schiavismo mediatico, di cosa significa essere liberi e del prezzo, spesso doloroso, della verità.
 
 

- Fumetto: LRNZ, Golem (2015):
In un’Italia futurista nessuno ha problemi economici e non si muore più di tumore.
La tecnologia ha preso il controllo dei bisogni primari, la pubblicità ha fagocitato il privato. E sognare è vietato.
Ma il piccolo Steno lo fa, si rifiuta di prendere le pillole e continua a sognare, anche ad occhi aperti.